TRADIZIONE ED INNOVAZIONE: QUANDO MATERDOMINI SI FA BRAND
La festa della Mater Domini è ormai alle porte e Nocera Superiore si sta per vestire di tradizione, tra fede, folclore e musica popolare.
Tra questi colori ce n’è uno che spicca ed è Tore Boccia, grafico, artista, il quale ha ideato IL SIMBOLO PER ECCELLENZA. Una grafica capace di sussumere forma e sostanza, tradizione ed innovazione, difatti sono anni che le magliette con il simbolo grafico vanno a ruba.

Noi abbiamo avuto l’onore di intervistarlo:
“Palatella, un simbolo che si rinnova“
Da dove nasce l’idea di questa immagine?
L’immagine nasce dall’idea di raccontare la Palatella non soltanto come alimento tradizionale, ma come autentico simbolo identitario di una comunità e della sua festa.
È una composizione costruita attraverso gli ingredienti, capace di evocare un senso di pienezza e di accoglienza, ma al tempo stesso di leggerezza e slancio, proprio come la devozione popolare che, da secoli, anima questa ricorrenza.
Qual era l’obiettivo del progetto grafico?
L’obiettivo del progetto grafico è stato quello di rinnovare l’immagine della tradizione senza alterarne l’essenza. Un simbolo, dunque, rinnovato nella forma e nel linguaggio visivo, ma profondamente fedele ai valori storici e religiosi che costituiscono il fondamento della festa. La dimensione devozionale rimane infatti il cuore dell’intera celebrazione, mentre gli elementi gastronomici rappresentano l’espressione più autentica della partecipazione popolare e della memoria collettiva.
Perché proprio la Palatella al centro della composizione? Che significato ha la sua forma?
Al centro della composizione trova posto la Palatella, il pane dalla caratteristica forma ovale con le estremità leggermente allungate e arrotondate. Dal punto di vista grafico questa forma assume un significato ulteriore: un segno privo di un vero principio e di una vera fine, una linea continua che richiama il ciclo della tradizione, la continuità della fede e il legame ininterrotto tra le generazioni che hanno custodito e tramandato questa usanza.
Mi ha colpito l’idea di un “volano tra cielo e terra”. Può spiegarla meglio?
La Palatella diventa così un elemento in movimento, quasi un volano sospeso tra cielo e terra, capace di unire la dimensione spirituale con quella materiale. Intorno ad essa si raccolgono gli ingredienti che ne definiscono l’identità e raccontano il territorio: l’olio, l’aceto, le melanzane e le alici, prodotti semplici ma profondamente radicati nella cultura alimentare locale. Ogni ingrediente è parte di una narrazione che parla di storia, di tradizioni familiari, di convivialità e di un patrimonio gastronomico che accompagna da sempre la festa.
Anche il nome e i colori hanno avuto un ruolo nella scelta grafica?
Anche il nome “Palatella” possiede una forza evocativa particolare. È una parola dal suono popolare, affettuoso e familiare, capace di trasmettere immediatamente un senso di calore, semplicità e appartenenza. Per questo motivo la palette cromatica scelta privilegia tonalità calde e accoglienti, ispirate ai colori della terra, del pane appena sfornato e degli ingredienti che caratterizzano questa specialità, contribuendo a rafforzare il legame emotivo con la tradizione.
In sintesi, che valore vuole trasmettere questo progetto alla comunità di Nocera Superiore?
L’intero progetto intende offrire un contributo alla valorizzazione e alla divulgazione di una delle più significative espressioni del patrimonio culturale di Nocera Superiore. Una festa che, celebrata da secoli, continua a rappresentare un momento di profonda devozione religiosa, di condivisione comunitaria e di riscoperta delle radici storiche e gastronomiche del territorio. Attraverso questa immagine si è voluto raccontare, con un linguaggio contemporaneo, il valore di una tradizione che continua a vivere grazie alla memoria, alla fede e alla partecipazione di un’intera comunità.
Se dovessi descriverla con tre parole, quali sceglieresti?
Un’immagine ad ingredienti. Avvolgente, che si riempie e nel contempo si innalza lieve. Un simbolo (rin)novato per una tradizione autentica di festa che ha fondamenti assolutamente devozionali a cui si compiegano elementi attinenti al cibo, in primo luogo un pane dalla forma tipica ovale con gli estremi che si allungano appena arrotondati, ma nell’ottica grafica una forma senza principio e fine: un volàno che naviga tra aria e terra, ed a questa rimandano gli ingredienti altri appuntati nella immagine: olio, aceto, melanzane, e mare: le alici. E poi quel suo nome: Palatella, di un tono popolare affettuoso, semplice e caldo come i colori che ho usato nella immagine. Un utile contributo alla divulgazione di questa importantissima Festa che da secoli si celebra a Nocera Superiore.
Felice Vicidomini