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TRA DIO E TERRA – Felice Kat Vicidomini

TRA DIO E TERRA – Felice Kat Vicidomini
  • PubblicataDicembre 22, 2025

Un viaggio mistico, tra peccato e paura, tra amore e noia, resilienza e vita, pensieri e riflessioni, vita vissuta ed immaginata, tra Dio e Terra.

Felice Vicidomini nasce prima di Kat, nel 1998, e sceglie da subito di tirarsi addosso le attenzioni: viene al mondo, infatti, ad Halloween e fin da bambino sente un peso indefinito sullo stomaco.
È un bambino vivace ma diverso, tant’è che il calcio, sport amato dai suoi coetanei, fino ai 9 anni nemmeno gli interessa; la sua passione è il pro wrestling e l’animazione giapponese.
Nelle sue poesie, spesso cita queste due forme di intrattenimento come la sua maggior fonte di ispirazione, la luce da cui attinge e plasma l’arte.
Fa fatica ad ambientarsi, a scolarizzarsi, a fare amicizia e parte di questo tormento lo accompagnerà tutta la vita; vita in cui è stato ubriaco, a tratti violento, più nel turpiloquio che nelle azioni, rude, ermetico, ma ha avuto anche dei difetti. Ironia a parte, oggi è più democratico e pacifico, ma mai davvero serafico, come si può evincere dalle sue canzoni techno, ribelli e urlate per la maggiore.
Attivista politico, giornalista, uomo passionale, libero e indomabile, vorrebbe tatuarsi “non mi avrete mai come volete voi” ma teme di essere “cringe” una volta superati i 35. Ama i bambini, aiutare il prossimo e battersi per le cause che ritiene giuste, pur se dovesse restare da solo per farlo. Controcorrente come un salmone, eccentrico, eclettico, talvolta geniale, ha paura che la sua faccia venga associata solo ai suoi tic nervosi che, a detta sua, lo imbruttiscono molto. Pigro di natura, preferisce essere cervello nelle iniziative piuttosto che braccio.
Si dilatò il lobo per attirare l’attenzione, così come per i capelli tinti, sul suo aspetto più che sui movimenti stereotipati degli occhi e del naso.
Kat, invece, è la versione picture perfect dell’uomo Felice, e nasce per essere una maschera davanti alle sue insicurezze, finendo per contaminarlo e spesso a rispondere per lui.
Non sono due persone o due personalità, ma uno scudo e un corpo nudo. Kat protegge Felice, anche se quest’ultimo preferirebbe farsi torturare piuttosto che ammetterlo.
Kat è chi Felice desidera essere e viceversa, in un gioco di specchi confuso dove i tratti si distinguono e si fondono, fino a creare storie vere o verosimili che portano il lettore a dubitare, o a soffermarsi, su chi sia o chi voglia essere in quelle parole, quando violente come un pugno, quando dolci come una carezza materna, che arrivano all’occhio.

“Felice(o Kat o entrambi), da cosa deriva la tua passione per la poesia?”

“Ho iniziato a scrivere poesie per sopravvivere. Ero un ragazzo bruttino, con interessi atipici e sono anche stato vittima di bullismo. La poesia mi serviva come posto sicuro, dove i sentimenti battono le paure e ti ergono al di sopra delle canaglie, che fanno della loro bellezza o coesione di gruppo un’arma atta a ledere gli “sfigati” come me. Kat nasce come nasce un centro sociale: dare spazio agli emarginati grazie alla cultura. Poi mi ha fatto rimorchiare un botto!”

“Come mai hai sentito il bisogno, o anche solo il piacere, di condividere stralci della tua vita privata?”

“Non ho una vita privata. Ho così tanti demoni che se la avessi, mi mangerebbero in 15 giorni. Ho cominciato a scrivere per autodifesa, ora continuo per terapia. E quando scrivo, spalmo tracce di me nell’infinito, sperando che salvino qualcuno nella sua lotta interiore.”

“Nella raccolta di brani, il tema predominante è l’amore(classico di molti scrittori/poeti). Cos’è per te l’amore, cos’è stato e cosa potrà essere un domani?”

“L’amore è un motore, una luce calda in inverno, un posto dove il cuore riposa e si sente a casa. In un tempo di guerra come questo, parlare di amore è un vero atto di resistenza e disobbedienza civile.”

“Un altro topos è la religione, tu sei fortemente cattolico e credente. Cosa ti ha spinto, in un’epoca di ateismo dilagante come la nostra, a mantenere intatta la fede?”

“La Fede non è mai stata il centro delle mie azioni, parlando in modo ortodosso, finché non ho capito che da certi abissi, senza Dio e quindi la Fede, non risali. Dio solo può darti QUELLA FORZA. Sì, perchè avendo creduto sempre nell’amore, ho amato la donna sbagliata, mi sono aperto le porte di un inferno fatto di vizi, depressione e mostri e nessuno poteva salvarmi se non Lui. Era naturale tornare a Dio, riconnettermi con Colui il quale non mi ha mai abbandonato e mi ha strappato dalle sostanze. Non voglio evangelizzare i lettori, ora almeno, ma fargli sentire che Dio esiste, al di sopra di molte regole costruite dalla Chiesa e ci ama, ci salva e ci protegge anche! Anche se la religione spesso viene interpretata in maniera omofoba e troppo conservatrice, ipocritamente.”

“Politica e attivismo: tu ne sei molto coinvolto anche come giornalista. Dai tuoi scritti si intuisce una critica marcata ma puntuale allo stesso tempo; volendo fare delle ipotesi, dove ti collocheresti nello scenario politico attuale?”

“Sono un uomo di sinistra, ma non sono un tifoso. Difatti, pur amando la sinistra ideologica, sono pragmatico e lontano da molte posizioni per me distanti anni luce dal fulcro della lotta democratica per la tutela della vita e della dignità di ogni essere vivente, dell’ambiente e della vita.
Sono per un mondo equo, giusto, democratico, antifascista, femminista ma non qualunquista, cristiano ma aperto alla morale laica del progresso. Su temi come la droga, mi colloco nella squadra dei contrari e tendo ad identificarmi come pro-vita (pur ritenendo giusta la legge su aborto ed eventuale referendum sul fine vita).”

“Sei molto legato alla tua città, Nocera Superiore; mero campanilismo od orgoglio identitario che ritieni sia poco presente nei tuoi concittadini?”

“Senza Nocera Superiore, così come senza Dio e la mia famiglia, non sarei nulla. È il tassello che completa il puzzle. O forse è il puzzle?”

“Per concludere, tu dedichi questa raccolta alla tua famiglia. Cosa rappresenta per te a livello personale e nella nostra società in generale?”

“La famiglia, che non è necessariamente composta da madre, padre, bue e asinello, è il centro di tutto. La famiglia è dove un bambino scopre il mondo, l’amore, dove viene educato e preparato alla società. Mia mamma e mio padre sono un faro nel mare in tempesta, l’essenza di ogni viaggio, il motivo per cui casa mia è casa mia. Mia sorella è una complice, una donna meravigliosa nelle sue imperfezioni, oserei dire divine.
Sono i miei primi tifosi, i lettori più critici e gli editori più esigenti. Senza di loro non sarei l’anarchico democratico che spesso sento di essere! Gli devo la vita almeno due volte: quando mi hanno messo al mondo e quando mi hanno salvato dall’autolesionismo delle dipendenze.”

Ringraziando Felice per la sua disponibilità, noi di Tutto Qui speriamo che l’intervista sia gradita ai nostri lettori.

Luca Cavaliere

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