Povertà nell’Agro nocerino-sarnese: il ruolo della comunità ecclesiastica(Parte 2)
Parallelamente all’intervista fatta alla Caritas Nocera Inferiore-Sarno dal mio collega Felice Vicidomini(cui vi rimando per la parte 1), in questo ulteriore articolo trattiamo il tema della povertà nel nostro territorio spostandoci a Pagani, dove abbiamo dialogato con don Domenico Petti, un giovane sacerdote di 28 anni della Parrocchia di San Sisto. Con lui, oltre alla povertà, abbiamo affrontato varie questioni: dall’assistenza alle persone bisognose e agli immigrati, sino al sincretismo religioso e alla riscoperta della fede da parte dei giovani.
Ecco di seguito l’estratto integrale:
“Per quanto riguarda i servizi che noi offriamo come ente ecclesiastico, ci poniamo innanzitutto come un’opera di volontariato da parte di tante persone, che non si fermano solo alla fede, ma cercano di impegnarsi attivamente anche nella società, in quanto la fede cristiana riguarda tutti gli aspetti della nostra vita, non soltanto la domenica quando si va a messa, ma anche nel nostro modus vivendi: si è cristiani nel mondo, con il mondo e attraverso il mondo. Con queste linee guida abbiamo deciso di creare il “Polo della Carità”, dove ad esempio selezioniamo i prodotti alimentari disponibili e più adatti alle esigenze delle persone e le aiutiamo a fare la spesa, senza consegnare loro il tipico pacco a scatola chiusa; oltre a ciò, diamo aiuto agli immigrati extracomunitari affinché si integrino nel nostro territorio, fornendo loro i documenti necessari grazie al contributo di pensionati volontari e competenti in materia. Inoltre siamo anche vestiario, poiché in un mondo consumistico in cui gli scarti sono sempre di più, quello che può risultare superfluo per la massa diventa per noi un’importante risorsa per chi di vestiti non ne possiede, il che genera un’economia circolare, dove i vestiti vengono donati e riciclati, mai scartati. Abbiamo un ambulatorio sociale per coloro che non hanno un medico di base, con l’obiettivo di indirizzarli verso dei professionisti, abbiamo uno sportello psicologico che consente di effettuare colloqui per chi ne ha bisogno ed è offerto gratuitamente, e poi altri servizi essenziali come lo sport (ginnastica e risveglio muscolare per la terza età), un laboratorio di cucina e una funzione educativa per i giovani attraverso l’oratorio.

Negli ultimi anni abbiamo assistito alla scomparsa del ceto medio, dato che una parte di esso è diventato più ricco e un’altra più povero, generando un cambiamento anche nel tipo di persone che ci chiedono assistenza, infatti i nostri parametri sono passati da un’ISEE di 6.000 euro a quasi 10.000 euro, allargando in tal modo la platea, cosa che ha portato la parrocchia ad avere un maggior numero di famiglie che chiedono aiuto, alle quali noi cerchiamo di dare sempre il massimo supporto. Sul sincretismo religioso, bisogna prima notare come sia molto diffusa una conoscenza approssimativa della fede e della religione cristiana e un approccio sbagliato e frettoloso ai sacramenti, senza dubbio vi è una maggiore cultura, che però si traduce nel prendere elementi da religioni orientali e modificare una spiritualità che viene ritenuta obsoleta, ma non dobbiamo dimenticare il significato dell’incontro con Dio e del trascendente e va riportato nel vivere quotidiano il nostro modello di religiosità.
I giovani si allontanano perché è diventato più difficile trasmettere il messaggio religioso in una società dominata dall’economia, dove si “investe” solo su ciò che può avere successo, di conseguenza pochi giovani fanno volontariato perché non lo ritengono utile o per poco tempo. Ma c’è anche da dire che, secondo molti studi sociologici, proprio questo allontanamento dalla sfera religiosa nei giovani sfocia in un vuoto interiore che porta loro a ricercare il trascendente, seppur in forma privata o sbagliata, ma questo desiderio sta crescendo, non solo in Italia ma in tutta Europa, quindi noi che facciamo volontariato dobbiamo risultare attrattivi nei loro confronti per educarli a una fede più forte e consapevole. Il sincretismo è possibile e oggi i giovani sono più avvantaggiati per le maggiori aperture culturali, ma può esistere solo se c’è una vera convivenza interreligiosa, senza pericolosi estremismi o senza seguire le tendenze del momento.”
Questo pezzo chiude la duplice analisi sulla povertà nel nostro territorio, sperando che per voi lettori sia stata di gradimento.
Luca Cavaliere