Caricamento…
Uncategorized

POLITICA 5.0: IL TECNOPOPULISMO DEMAGOGICO

POLITICA 5.0: IL TECNOPOPULISMO DEMAGOGICO
  • PubblicataNovembre 10, 2025

Esiste un’Italia che gode della morte degli avversari, quando reali, quando ideologici, ed èl’Italia del micro e del macro cosmo politico.

Facciamo, però, un passo indietro: è il 2013 e un gruppo di “scappati di casa” (come furono definiti) si prende il parlamento, capeggiati da un comico. È in atto una rivoluzione: Beppe Grillo, da mitomane a mito, da assassino impunito per i fatti di Limone Piemonte a liberatore delle masse, da alienato ad alieno. Ne ha per tutti e criticatutti nei V Days, ma ha un potenziale: conosce benissimo internet!

Facebook, forum, siti, Twitter (ai tempi era blu, carino e non si chiamava X) e altro sono il pane di Casaleggio, genio incompreso, e Grillo, pazzo visionario. C’è del potenziale, ma l’Italia, ancora estremamente acerba sull’argomento, vuole certezze, affidandosi al sistema bipartisan “centrosinistra-centrodestra” oscillando dal superbo eaustero cattocomunismo al becero e violento neofascismo, poli estremi di un centrismo sempre più solo legato all’ambito economico e meno a quello sociale. È qui che un partito fin lì insignificante come la Lega, cambia e si prende l’Italia.

È la rivoluzione di un uomo rasato e barbuto, dalla faccia volutamente superba e antipatica in TV, con le magliette brandizzate e la passione per uno dei pochi valori comuni all’italianomedio: le donne!

È la nascita di Matteo Salvini.

Matteo Salvini, comunista padano, amante del gentil sesso e dello scopo ricreativo delle sostanze bandite in Italia, non ha nulla in accezione politica preimpostata: disoccupato, non laureato, vanta qualche apparizione sporadica in Mediaset, la TV dei Milanesi; però Matteo ha una visione, cioè cavalcare internet e, allora, fa una cosa intelligente, strano a dirsi, circa l’identità della sua linea: via la scritta “Nord” dalla Lega e benvenuto qualunquismo di destra. È un vincente, antesignano di quella che sarà, da lì a poco, la politica.

È abile negli slogan: “Ruspe, No Euro, Basta Immigrati” e sa esattamente come pungere, tanto che nel 2018 è il partito più amato in Italia, sì, anche al Sud, tra i “terroni colerosi che manco sanno parlare italiano” come si sentiva in cori da stadio, spesso intonati anche da lui, lui che nel 2006 ai mondiali tifò Francia per sua stessa ammissione, lui che oggi rinnega il suo passato comunista, lui che, come Grillo, ha sfruttato internet e ha creato uno standard.

Loro due, posizioni differenti, lontani ma vicinissimi nel Governo Giallo-Verde, sono stati i pionieri italiani del populismo 3.0, cioè quel populismo atto a colpire anche per osmosi: culto della personalità, slogan chiari e ripetuti, hashtags, libertà nei commenti, l’occhio strizzato sia agli estremisti che alle più borghesi componenti aristocratiche che compongono unademocrazia più vecchia dell’età che ha.

Tutto questo preambolo che senso ha? Hanno lanciato loro le basi della politica 5.0?

La spiegazione introduttiva serve a spiegare, in maniera esaustiva, quello che è il tecnopopulismo italiano, cioè la figura del leader-influencer, inaugurata proprio da Grillo e Salvini, degni eredi del populismo televisivo di Silvio Berlusconi, Divo in accezione andreottiana e craxiana, ma showman in stile David Letterman o Jimmy Fallon, l’abbassamento del linguaggio politico per assecondare il linguaggio meno forbito e a tratti grottesco del popolo e la comunicazione immediata, dritta al “consumatore” tramite social.

La politica attuale, infatti, da Conte-Schlein a Meloni-Salvini, vive di post-Berlusconismo e linguaggio grillino-salviniano.

E allora via di slogan diretti alla pancia dell’elettorato, di video impacchettati da strapagatissimi video maker, comunicazione affidata a professionisti dell’internet e dellinguaggio post-moderno/contemporaneo.

Ma il punto peggiore di questa faccenda è un altro: le “ideologie post-ideologiche” come la selezione di miti attuali: la stessa Lega ha Putin, Trump e Orban, quest’ultimo condivisoanche con FDI, che sta legando tanto anche con il Tycoon.

Sanchez, Harris e Albanese idolatrati da M5S, AVS e PD, i quali hanno una linea comune solo sulla scelta del mito o della battaglia estera di turno. La Lega poi, inoltre, ha usato l’omicidio di Charlie Kirk, ultraconservatore americano assassinato ad una convention pubblica, per la creazione di un martire, una vittima della sinistra (seppur l’omicida sia stato identificato come neo-fascista in accezione yankee) anche più di Trump, colpito “solo di striscio” in campagna elettorale, quindi non molto appetibile dal punto di vista “beatificazione”.

Dal lato opposto, però, troviamo Potere al Popolo ed altri agglomerati (che sommati tutti insieme non arrivano a 700.000 persone tra attivisti, iscritti ed elettori, o al 3% elettorale se preferite) che hanno preso come eroi Mamdani, neo-eletto sindaco di New York, nonostante abbia un programma creato più per dispetto a Trump che con la finalità di ottenere una società più giusta, e Luca Mangione.

Chi è Luca Mangione? Luca Mangione è un ragazzo italo-americano che si è macchiato di un omicidio ideologico: ha infatti ucciso il CEO della più grande società assicurativa assistenziale circa l’Healthcare in USA.

Ecco, in una società normale, la salute è un diritto, l’istruzione idem e i loro servizi DEVONO essere gratuiti e garantiti dallo Stato, ma è altresì normale la discussione, la legislazione e la formazione, a differenza di quanto accade negli USA, dove, per assurdo, conta più una vita non nata che quella di una persona che sfrutta un sistema capitalista ed ingiusto fino al midollo per arricchirsi.

In uno Stato civile non ci sarebbe la pena capitale, nè una società di assicurazioni a decidere chi deve o non deve essere salvato in pronto soccorso.

In uno stato civile, come gli USA si dichiarano essere, non ci sarebbero armi al megamarket, non ci sarebbero più case vuote e sfitte che senzatetto, più grattacieli che mense per i poveri, più ricchezza per il 10% degli abitanti che fondi di sopravvivenza per il restante 90%, oppure più grasso saturo che umanità riguardo all’assistenza sanitaria.

Ma lì è la fiera del contrario e sia la destra che la sinistra conoscono solo due linguaggi: l’influencing e la violenza ideologica. La prima è già radicata anche in Italia, pregando che però non si ritorni anche alla seconda, visto il monito ancora vivo degli anni 70/80.

Il punto è che è sbagliato importare in maniera netta, pedissequa, ciò che funziona in una società molto differente da noi, solo perchè si ammira tale Nazione.

Internet è un mezzo potentissimo, fisicamente illimitato, che connette, mostra, denuncia, aiuta, assiste, ma non deve essere traino, veicolo anzi, di idiozie a stelle e strisce (o anche da altri Paesi) perchè la cultura cristiano-europea si basa su principi di accoglienza, coesistenza di popoli, disarmo civile e cultura del rispetto, quindi non può e non deve “infascistirsi” sul modello “plug and play” americano.

Giusto importare musica, film, intrattenimento, turisti o cittadini ma limitiamoci a questo, perchè il modello americano non funziona nemmeno lì, Far West borghese, figuriamoci da noi che abbiamo avuto Illuminismo, lotte per i diritti civili e cristianesimo.

Restiamo europei, restiamo accoglienti, restiamo democratici, restiamo pacifici, restiamo umani!

Felice Vicidomini

Condividi ora:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *