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PERCHÈ LA DESTRA DOMINA LA SCENA POLITICA ITALIANA? ANALIZZIAMO.

PERCHÈ LA DESTRA DOMINA LA SCENA POLITICA ITALIANA? ANALIZZIAMO.
  • PubblicataOttobre 20, 2025

La destra non vince perché è più forte o migliore, la destra vince perché comunica meglio. Mi spiego altrimenti: la destra è quel contenitore formato da Berlusconiani, capitalisti, leghisti, post-fascisti, magari anche proibizionisti, che pur non amandosi troppo, trovano ragion d’essere nell’unione.Creano un programma e poi cercano un candidato, com’era la Democrazia Cristiana. Cadeva Moro? C’era Andreotti, e poco importava se fossero opposti anche nelle idee, c’era un programma firmato da tutti e si portava avanti quell’agenda.La sinistra invece prese già tre strade ai tempi della prima Repubblica, scindendosi in Comunisti, Socialisti e Socialdemocratici, senza contare quante declinazioni avesse poi ognuno di questi tre ordini.I socialisti, in linea di massima, ripudiavano l’operato dei comunisti, mentre i socialdemocratici prendevano le distanze anche dal socialismo italiano gestito da Craxi.Allora però l’elettore guardava ai fatti e a chi gli portava maggior beneficio.Oggi la sinistra esiste, relativamente parlando, e si chiama “Campo Largo”. La composizione del suddetto sfida le leggi della fisica quantistica però:Partito Democratico: figlio naturale di una notte di passione tra Democrazia Cristiana e socialdemocratici, con qualche comunista (ex comunista) che si è imborghesito o elitarizzato. Restano, fortunatamente, i socialisti dem, i liberali all’italiana e chi ha a cuore il welfare, infatti il partito sta salendo nei sondaggi.Movimento 5 Stelle: entrato in gioco come movimento anti-elitario, prometteva la rivoluzione, cooperava con estrema destra e sinistra radicale (Youtube non dimentica nulla) per fare casino, rumore, per radunare anarchici populisti, stanchi di un sistema corrotto ed ancora troppo ideologico, immobile se vogliamo.Oggi sono un partito, iscritto alla sinistra europea “The Left” che spinge su temi nevralgici come sanità, istruzione, dignità (reddito di cittadinanza per fasce a rischio) e cambiamento della politica ambientale, più prossima alla tutela ecologica. Sposano la causa palestinese, la causa ucraina, il disarmo, il pacifismo “pannelliano”, molte battaglie dei radicali, ma anche molte idee cattoliche (vedi Perugia-Assisi 2025). Correnti interne sì, pur avendo, però, cambiato faccia più volte dalla sua genesi. Alleanza Verdi-Sinistra: Qui arriviamo al Frankenstein, alla macedonia più assurda.Sinistra Italiana è un partito post-comunista, di matrice berlingueriana, vicino al proletario, ma molto imborghesito, “costituzionalizzato” e dotatosi di Tesla.Fratoianni, laico e progressista, eredita il partito da Nichi Vendola, suo caro amico, dopo qualche piccolo scandalo e un cambio di nome.Le battaglie sono contro gli sfruttatori, il caporalato e l’elitarismo della politica italiana. Peccato per Soumahoro, però.I Verdi sono da sempre il mio partito preferito, creatura di Messner, alpinista e ambientalista, inizialmente il partito ci atteneva alla coerenza del binomio “parole-fatti”, coi membri che si facevano fotografare in bici, che bevevano dalle fontane, che guardavano con sdegno al cemento e mai si sarebbero sognati di incollarsi all’asfalto, oppure di sfagiolare una tela artistica per protestare contro i combustibili fossili. Giusto Ultima Generazione?Oggi sono un partito cuscinetto, “inutile” senza la coalizione, nonostante io mi ci riveda ancora in molte delle loro battaglie, se escludiamo la “ecoansia” e “extintion rebellion”.A destra la storia è diversa: la Lega, per me, finge un nazionalismo, ma resta federalista (e lo ha dimostrato con la legge sull’autonomia differenziata), Forza Italia vive di necrofilia attiva verso Berlusconi, con un vero culto della personalità, un mitismo smodato, ma comunque con ideali fermi, immutati, democratici, nonostante il supporto immotivabile ad Israele anche difronte alle prove di genocidio.Poi, beh, abbiamo Fratelli d’Italia, tutto e niente, la massima espressione dell’Italia e la più qualunquista trovata elettorale, il partito migliore, o forse il peggiore, e potrei continuare con gli ossimori per giorni senza che qualcuno mi trovasse un torto nel sarcasmo.Fratelli d’Italia nasce come scissione del PdL di Silvio Berlusconi, come risposta democratica alle esigenze di una fetta di popolo di destra sociale che, in quel momento, non riusciva a sentirsi rappresentato nè da Berlusconi, nè da movimenti eversivi. Quindi l’intuizione di Crosetto-Meloni-La Russa: creare un partito a metà tra il post fascismo quasi Fini-Berlusconiano e la destra più radicale. FDI raccoglie l’eredità del MSI riconoscendone la matrice democratica della sua ultima incarnazione, scegliendo la fiamma come simbolo, ma cambiando il nero (colore politico) col blu, dando l’immagine di lavoro, dignità, socialismo (di destra) e tutela alle fasce meno abbienti.Praticamente come la sinistra, ma senza falce e martello.Ad oggi il partito è cambiato, si è costruito un volto parlamentare e prende le distanze, almeno formalmente, dal suo stesso passato, molto più di quanto spesso faccia la Lega, che si raccoglie ancora a Pontida, in quello stesso posto in cui Salvini cantò contro i napoletani quasi 15 anni fa.Noi, però, che siamo curiosi e non accettiamo alcun dogma, al di fuori dell’ambito teologico-religioso, abbiamo voluto capire bene cos’è la politica attuale e che cos’è davvero la Lega oggi, partito che nasceva proprio in una situazione politica di rinnovamento: caduta della DC, dissoluzione del PCI ed indebolimento della credibilità politica degli esponenti rimasti dal “repulisti”. Bossi ai tempi, come un populista ante litteram, sceglieva il linguaggio del popolo, la semplicità oltre il politichese imborghesito e distante. Lui aveva slogan particolari e una linea secessionista post contemporanea. Quella Lega si è evoluta, perdendo i suffisso Nord e oggi è una realtà anche al Sud, zona geografica dove opera l’onorevole Dante Santoro, che abbiamo intervistato.

A voi le sue dichiarazioni: “Ai tempi di DC e PCI la politica aveva il suo primato, ovvero prendeva le decisioni e dettava i tempi alla società, indirizzando e muovendosi in uno schema sociale più rigido e con dottrine riconosciute ed un’ambizione collettiva a migliorarsi. Oggi si è in una società liquida, con una politica liquida, in cui si è persa la cultura del bello e l’ambizione ad essere migliori. I cittadini si lamentano della politica, ma la politica è solo lo specchio dei cittadini.Serve ridare ambizione ai giovani, mordente alla società, indirizzi sani e schemi vincenti, solidi e concreti rispetto alla società liquida proposta da politici smidollati di sinistra che non hanno né arte e né parte ma con una destra che ancora oggi è troppo morbido quando deve decidere,incidere ed agire. La Lega Nord non esiste più, oggi quella compagine è diventata la Lega dei Territori, che rispetta le identità, valorizza il quartiere, il locale, il piccolo e medio, il primato italiano nel mondo su tanti settori ma che partiti esterofili come il PD ed alleati minori hanno offuscato o peggio ancora cercato di cancellare”. Quanto per le prossime elezioni regionali, ha affermato: “Mi aspetto di diventare Vostro Rappresentante in Consiglio Regionale, con i Comizi A Domicilio stiamo avendo un successo enorme e stiamo redigendo il Primo Programma Partecipato con cui realizzeremo una Campania Migliore”.Noi, maliziosamente, abbiamo puntato le nostre domande anche su temi cardine legati al Carroccio, come il dualismo Vannacci-Salvini e la questione “etica” di un Campano che vota un partito un tempo fieramente secessionista: “Il futuro sarà Salvini e Vannacci, così la Lega supererà ampiamente il 10 percento a livello nazionale e permetterà al Centrodestra di vincere le prossime Elezioni Politiche del 2027.A Sinistra già lo sanno e per questo stanno gufando […] Un Campano se vuole votare l’unico partito che non ha mai governato la Campania e pertanto non ha nessuna colpa sulle inefficienze politiche di questi decenni a livello regionale e locale non può che “provare” la Lega.Poi il motivo maggiore è ovviamente che scrivere SANTORO affianco al simbolo Lega è la massima espressione di innovazione e rottura con gli schemi della politica regionale infausta di questi anni!”.La mia analisi, allora, è coerente con quanto sentito e trasmesso e vuole che la destra è vincente perché comunica meglio, sì, perché i partiti oggi sono uniti in coalizioni, o almeno questo danno a vedere, e i mal di pancia interni sono sempre provvisori, mentre la sinistra, da sempre a dividersi, si spartisce anche l’elettorato (vedi Renzi-Calenda o tutte le scissioni del M5S).

Se volessimo parlare di coerenza, non dovremmo votare nessuno forse (dico io), oppure spingere verso movimenti extraparlamentari, ma se vogliamo tenere la democrazia intatta e fidarci delle coalizioni, inquadrandole come deterrente per gli estremismi, a prescindere dalle posizioni espresse, allora andiamo al seggio e che Dio ce la mandi buona!

Felice Vicidomini

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