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Nascita e gestione dei nuovi poveri: il ruolo della Caritas(Parte 1)

Nascita e gestione dei nuovi poveri: il ruolo della Caritas(Parte 1)
  • PubblicataNovembre 19, 2025

Intervista a Sofia Russo, vicedirettrice della Caritas Diocesana Nocera-Sarno.

La chiacchierata, gentile e pacata, ha toccato diversi punti, tra cui la nascita e la gestione dei nuovi poveri, oltre all’analisi diretta circa la richiesta negli ultimi anni.
Di seguito l’intervista integrale, non soggetta a tagli:

“Il primo punto è quello di fare chiarezza su cosa sia la Caritas: non è un ente del Terzo settore, non è un’associazione, non è una Ong. La Caritas è un organismo pastorale della Chiesa, più specificamente della Conferenza Episcopale Italiana(CEI), che si occupa di promuovere la carità. Sui territori c’è la Caritas diocesana che coordina e forma le Caritas parrocchiali. Troppo spesso si finisce per associare la Caritas ad un semplice organismo di distribuzione di derrate alimentari (il famoso “pacco della Caritas”), ma che non evidenzia le svariate attività che vengono proposte alle comunità. Infatti, la carità non è solamente quella materiale, come fare l’elemosina o dare un pasto caldo, ma è anche stare al fianco di chi è svantaggiato, di chi si sente solo, o aiutare nel quotidiano chi ha qualche difficoltà. La Caritas diocesana di Nocera Inferiore–Sarno, soprattutto dal periodo post-Covid, ha avviato diversi progetti per il supporto economico, sociale e psicologico delle tante persone che si rivolgono ai nostri sportelli. Oltre al più tradizionale Centro d’ascolto della Caritas, dove vengono accolte le persone per la presa in carico, la Caritas diocesana mette a disposizione diversi servizi come l’avvocato immigrazionista, il supporto psicologico, gli sportelli salute, legale e per l’orientamento al lavoro. Dal 2021 è aperta anche la Mensa diocesana presso il complesso di Santa Croce a Nocera Inferiore, mentre quella di Sarno è stata inaugurata nel 2023.

Dall’inizio dell’anno sono circa 300 le persone che si sono rivolte alla Caritas diocesana per un aiuto, senza contare quelle che si rivolgono direttamente alle Caritas parrocchiali. La maggior parte degli interventi economici riguarda il pagamento di fitti o bollette, anche se aumentano le richieste di aiuto per il pagamento dei mutui. Subito dopo c’è la spesa per la salute, tra medicinali, prodotti da banco ed accertamenti. Se prima a ricorrere agli aiuti Caritas erano principalmente le persone senza lavoro, negli ultimi anni anche chi lavora ha dovuto fare i conti con la crisi. Arrivare a fine mese è diventato più difficile e basta un piccolo imprevisto per complicare la situazione. Ci sono tante problematiche: da una bolletta con conguaglio, dai figli che iniziano le superiori con tutte le spese scolastiche che ne conseguono, passando per un guasto all’auto che ti serve per lavorare, fino a una malattia improvvisa che ti mette fuori dal mercato del lavoro senza alcun ammortizzatore sociale. Anche fare la spesa gli ultimi giorni del mese diventa difficile come pubblicare una finanziaria.

Negli ultimi periodi abbiamo “ritrovato” molti utenti che, con l’avvento del reddito di cittadinanza, non avevano più avuto bisogno del supporto della Caritas, ma che con le modifiche degli ultimi anni sono dovuti ritornare da noi, perché per la legge non rientravano tra le fasce disagiate. A sorprendere è l’aumento della richiesta da parte dei giovani, sia studenti che NEET(chi non studia, non lavora e non riceve formazione), soprattutto le richieste d’accesso per il supporto psicologico, chi non riesce a trovare il proprio posto nella società o chi si ritrova a fare da genitore ai propri genitori. C’è difficoltà anche per i giovani che vorrebbero crearsi una famiglia: stipulare un contratto d’affitto per una casa è diventato quasi un lusso, tra costi esagerati ed eccessive garanzie richieste, mentre è ormai un’utopia il “posto fisso”.

Iuvenescit Ecclesia a Nocera, qui c’è lo sportello legale, della salute, psicologico, immigrazione e lavoro

“Sono tanti i modi con cui si possono sostenere le cause della Caritas. La più immediata è quella della donazione, che può essere economica o di beni materiali, come gli alimenti speciali per neonati o per patologie alimentari, o i prodotti per l’igiene, sia personale che della casa. Quella più “complicata”, ma che senza dubbio è la più efficace, è quella di dedicare qualche ora di volontariato alla Caritas più vicina, perché quello che fa la differenza è il tempo che passi con quella persona: ascoltarla, confortarla, sostenerla per quel che è possibile.
Ad esempio, anche fare il doposcuola a un bambino che viene da una famiglia non alfabetizzata è un grande atto di carità, così come fare compagnia a un anziano che vuole semplicemente ricordare la bellezza della gioventù”.

Questa intervista è la prima parte di una doppia trattazione dell’argomento, la seconda sarà analizzata dal mio collega Luca Cavaliere.

Felice Vicidomini

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