L’ANGOLO POLEMICO DI FELICE VICIDOMINI: TERRORISMO RELIGIOSO ED EPSTEIN FILES SI INCONTRANO? CI TOCCANO?
Il terrorismo di matrice jihadista è quello con i numeri più grandi negli ultimi quindici anni. In Iraq e Siria l’Isis ha costruito il suo progetto proprio sullo sterminio delle minoranze.
Nel caso degli yazidi, che sono un popolo curdofono del nord dell’Iraq con una religione propria antichissima, l’ONU ha parlato di genocidio. Tra il 3 agosto 2014 e la fine del califfato, circa cinquemila yazidi sono stati uccisi, in gran parte uomini e donne anziane giustiziate sul posto, e 6417 sono stati rapiti. Di questi, 3548 erano donne, dai 9 anni in su, e 2869 uomini. Secondo l’ufficio del governo regionale del Kurdistan aggiornato a marzo 2025, 3585 sono stati poi liberati o sono riusciti a scappare, ma 2558 risultano ancora dispersi, tra cui 1225 donne e bambine.
Le Nazioni Unite avevano stimato in precedenza circa diecimila donne e ragazze trafficate come schiave sessuali, vendute nei mercati di Mosul e Raqqa, stuprate in modo sistematico come parte della strategia di conversione forzata. Novantatre fosse comuni sono state trovate solo nell’area di Sinjar e oltre centotrentacinquemila yazidi vivono ancora nei campi profughi del Kurdistan.

In Nigeria la stessa matrice opera con Boko Haram. L’episodio più noto è il rapimento di Chibok nella notte del 14 aprile 2014, quando 276 studentesse di una scuola secondaria governativa sono state caricate sui camion e portate nella foresta di Sambisa.
Nel tempo più di cento sono state liberate tramite negoziati o sono fuggite, 91 risultavano ancora disperse a fine 2024 secondo il comitato ONU per l’eliminazione della discriminazione contro le donne. Ma Chibok è solo la punta. Amnesty International ha stimato almeno duemila donne e ragazze rapite da Boko Haram dall’inizio del 2014, molte costrette a matrimoni forzati, schiavitù domestica e attentati suicidi. Tra il 2014 e oggi, secondo ACLED, in Nigeria ci sono stati più di ottantacinque episodi di rapimento in scuole, in gran parte rivendicati da Boko Haram o da gruppi criminali che ne copiano il metodo. Il 22 luglio 2014, sempre a Chibok, l’organizzazione ha ucciso 51 persone, tra cui 11 genitori delle ragazze rapite.

Il meccanismo è identico a quello yazida: uccidi gli uomini, prendi le donne e le bambine come bottino e messaggio.
Il terrorismo di matrice ebraica estremista esiste, ma ha una scala e una storia completamente diverse e non può essere confuso con l’ebraismo, da cui comunque ne attinge la matrice, tipo il Mossad col Talmud Babilonese. In Israele i servizi di sicurezza parlano di crimine nazionalista ebraico. Nei primi sei mesi del 2026, secondo i dati citati dall’INSS, sono stati registrati 660 episodi, con un aumento del 63 percento rispetto al semestre precedente, con 6 palestinesi uccisi e 140 feriti, ma i dati lo formisce chi attualmente sta commettendo il genocidio palestinese. Le Nazioni Unite riportano una media di sei attacchi al giorno con danni a persone o proprietà.

La forma più nota negli anni passati è stata quella del gruppo Kach e del suo derivato Terror Against Terror, attivo a Hebron, a cui sono state attribuite 23 vittime uccise e 191 feriti tra attentati vandalici e sparatorie.
Oggi il nucleo duro stimato dalle autorità è di circa 70 persone su un totale di circa 300 giovani coinvolti negli avamposti.
La caratteristica è che quasi sempre colpisce proprietà, uliveti, case e villaggi palestinesi in Cisgiordania, con una percentuale di fascicoli chiusi senza rinvio a giudizio che tra il 2005 e il 2025 è stata del 94 percento. È un terrorismo politico-religioso che usa la religione come giustificazione territoriale.Se, poi, contiamo i Files di Epstein, beh, il Mossad, lo stesso Jeffrey, la rete internazionale di pedofili cannibali, i rapimenti mirati, quasi cinemtografici, il traffico sessuale di minorenni e bambine, vediamo che Israele, già prima del genocidio palestinese era peggio dell’Isis.

Il punto di contatto tra queste forme è politico, ma anche teologico. Tutti e tre usano il corpo delle donne come campo di battaglia. L’Isis e Boko Haram lo fanno con schiavitù sessuale e matrimoni forzati. Gli estremisti ebraici lo fanno anche in modo diverso, con aggressioni a comunità e con la pressione per spostare famiglie intere da villaggi pastorali. Tutti usano la narrazione della purezza minacciata per giustificare l’omicidio di civili disarmati.
Tutti nascono in zone dove lo Stato è assente o percepito come nemico.
I file resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia americano tra dicembre 2025 e gennaio 2026, oltre tre milioni di pagine tra email, registri di volo, diari, inventari di perquisizioni e testimonianze, non sono un capitolo di terrorismo unicamente religioso.

Sono il dossier di una rete di traffico sessuale e sfruttamento di minori costruita da Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell. Il DOJ ha confermato che nelle carte ci sono oltre 250 vittime identificate come minorenni, circa duemila video e centottantamila immagini sequestrate, più di tremila pagine di resoconti di volo e di corrispondenza con figure pubbliche. Lo stesso DOJ ha specificato in più comunicati che essere nominati nei registri non equivale a colpevolezza e che non esiste una singola lista clienti che provi una cospirazione globale organizzata (se si vuole essere garantisti). Quello che i file provano è un sistema di potere diverso da quello terroristico ma con un punto in comune: la convinzione che il denaro e le connessioni possano comprare l’impunità, che i corpi di ragazze povere possano essere usati come merce e che la giustizia possa essere ritardata per anni.
Uomini, religioni, che vogliono le donne come oggetti, le minoranze annientate e i soldi come cauzione.

Un fascismo a connotazioni nuove.E mentre in Italia cerchiamo una via nuova verso il superamento del nostro terrorismo, comunista e neofascista, con regia democristiana, il mondo arabo della Shaaria è ancora ai nostri anni 20 del 900. Israele invece ha la maschera della democrazia, ma millemila tribù conservatrici, più dei mormoni.
Felice Vicidomini