LA COMUNITÀ LGBTQIA+ DA STONEWALL AD OGGI
La lotta per i diritti delle persone, intesa come atti di rivendicazione politica, ha una data precisa: 27 Giugno 1969.
Siamo allo Stonewall Inn, bar gay a New York, famoso per essere un safe place per persone trattate con disprezzo e violenza dalla società americana perchè omobitransessuali. Il problema è che la polizia, sapendo dell’esistenza di questo posto, la democratica polizia americana che tanto si decanta dentro e fuori i confini a stelle e strisce, entrava e manganellava.
Così il 27 Giugno, la popolazione LGBTQIA+ e non solo, fece partire una rivoluzione, il cui fuoco arde ancora oggi. Menomale!In Italia, però, l’omosessualità è stata considerata malattia fino al 1990 (mentre la transessualità/disforia di genere fino al 2021), a causa delle politiche ultracattoliche (eufemismo per definirle bigotte) della Democrazia Cristiana. Erano soliti, infatti, ai tempi (gli “espertoni”) consigliare, anche pubblicamente, terapie di conversione per le malcapitate persone colpevoli di essere diverse.Infatti, non erano rari matrimoni tra persone gay e persone del sesso opposto, per “non alimentare dubbi e pettegolezzi” e per evitare stigma sociali e terapie.Fino alla Legge Basaglia, poi, nel 1978, l’omosessualità poteva anche farti finire in manicomio, dove i diritti umani non valevano affatto e il paziente/detenuto era unicamente carne per esperimenti.
Facciamo un salto nell’America di Obama, negli States Dem: Barack crea l’Obamacare, dove si legiferava il rispetto per ogni diversità e la tutela di questi, oltre ad un maggior accesso a cure mediche ed assicurazione per la popolazione.

C’è, però, un piccolo lato oscuro, tanto misero quanto ingombrante: la deriva ideologica di singoli ed istituzioni.Da anni, infatti, gli States avviano un processo di estremizzazione di tutto ciò che toccano: tutto è Over The Limit; dalla fede alla non fede; dalle armi nei supermercati al burro usato come condimento principale; dal criminalizzare la comunità LGBTQIA+ a renderla spettacolo nei kindergarten.
Il capitalismo che permea all’interno della lotta e la svuota.
Saltiamo il governo Trump 1 e arriviamo a Joe Biden. L’estremismo woke applicato, dove ogni filosofia tirata in causa, tra cui anche quella “Woke” perdeva qualsiasi narrazione legittima, in favore di una estrema messa in scena di violenza e prevaricazione, in nome del “progressismo” e di una certa “inclusività” ovviamente non reale.
2023: SCOPPIA IL CASO DRAG
L’iniziativa, nata per educare i bambini all’omobitransessualità, diventa altro, ovviamente e, visto che siamo in USA, bisognava estremizzare!Ciò che era Drag Reading Time, in poche settimane, diventa Drag Burlesque in alcune scuole.Virali erano, infatti, i video di persone adulte che mostravano i loro genitali a bambini, confusi dalla musica erotica anni 50 e dalla situazione. Persone ora provessate e/o arrestate.
Ciò che doveva essere inclusività divenne perversione, oggettivamente parlando. Vanificando anni di lotte e sacrifici.
Le persone che si sono prestate a questo genere di iniziative hanno creato un danno enorme sia alla comunità, la quale è stata accusata delle peggiori cose, ma anche a dei bambini che volevano solo conoscere la diversità senza alcun pregiudizio.
Questi, abbinati alle Olimpiadi genderless e alle gare in cui bastava dichiararsi di un genere per parteciparvi, oltre agli altri fatti, hanno spianato la strada a Donald Trump, il quale, legittimato dai dissapori popolari, ancora presenti in USA, ha ben deciso di restaurare il fascismo, stavolta oltreoceano. E non sono troppo metaforico!
Noi italiani, invece, ad oggi dobbiamo fare i conti con l’omobitransfobia giovanile, con le violenze in metro, in bus, in strada, coi maranza (termine tecnico per definire italiani e stranieri dediti alla microdelinquenza) e con la Chiesa, tornata indietro, anche comunicativamente, di 100 anni, con Leone dopo il compianto Papa Francesco.
C’è da dire che, spesso, il Pride, per la sua natura inclusiva, accoglie persone distanti anni luce dal motovo oer cui esiste tale evento: RIVENDICAZIONE; infatti, non è raro trovare persone, le quali utilizzano la piattaforma Pride per esibizionismo, politica, visibilità, blasfemia o dissacrazione. Mi viene, infatti, in mente l’edizione del 2023, quando qualcuno, in una piazza, decise di sfilare con una bandiera strana, definendola la “bandiera dell’orgoglio pedofilo” generando scandali. Ovviamente la comunità prese le distanze e condannò l’iniziativa di singoli elementi, definiti ai tempi “criminali”.
IL SEME VERSO IL FUTURO
Oggi bisogna ancora lottare e tanto affinchè le coppie omogenitoriali vedano riconosciuti i diritti ad un matrimonio vero, anche in Chiesa, ad un’adozione e ad una tutela fisica reale.Certo, siamo lontani dagli anni dei manicomi e dal 1990 ci sono stati progressi, ma ancora oggi, guardando agli Stati Uniti, molti storcono il naso se si parla di lotte e di woke.
CONSIDERAZIONI PERSONALI
Io, inutile a dirlo, sono schierato completamente dalla parte della Rainbow Community, nonostante rifiuti categoricamente il drag burlesque a scuola, la blasfemia, gli abusi di democrazia per veicolare messaggi pericolosi e la nudità ad opera di singole persone in contesti larghi e difficili da controllare.
Ma non sempre ciò che fa male, lederà.
Buon Pride Month a tuttə!
Felice Vicidomini