ANGRI, SAN GIOVANNI E SAN GIUVANNIELLO
Torna l’evento più atteso dell’anno per l’intera città di Angri: la festa di San Giovanni Battista. Il Patrono della città doriana quest’anno sarà celebrato con una peregrinatio in vecchio stile. Infatti oltre ai consueti due giorni è stato aggiunto anche il pomeriggio del sabato, per poter permettere all’instancabile Comitato di raggiungere più agevolmente ogni strada della città di Angri, arrivando anche a Bagni, memore dell’antica dipendenza di questa chiesa dalla Collegiata.

San Giovanni rappresenta l’elemento unificante dell’intera città di Angri, capace in questi giorni di raccogliersi e fare festa accogliendo il Protettore con balconi, cortili e strade addobbati di fiocchi rossi e gialli – i colori tipici – e quadri raffiguranti il celebre simulacro bizantino.
Eppure, c’è stato un tempo in cui oltre alla statua lignea, veniva portato in processione anche un busto, chiamato dagli angresi San Giuvanniello. L’opera, alta 110 cm, fu commissionata dall’Universitas, ovvero l’antica forma di organizzazione comunale, nel 1708 dal Sindaco Lorenzo Rossi e dagli economi (una sorta di assessori) Marco Pisacane e Francesco Bonelli come dono all’Abate dell’epoca Paolo d’Elia. Il busto d’argento e di bronzo fu ideato dallo scultore Giacomo Colombo e realizzato dall’argentiere napoletano Nicola Avitabile, di cui sono ben visibili nella parte inferiore le iniziali NA e l’anno di realizzazione 1719.

San Giovanni è raffigurato a mezzo busto, in linea con la produzione coeva, avvolto in un manto ovino d’argento, nel mezzo del quale trova posto un reliquiario. Attorno al busto vi è un ulteriore mantello, in bronzo con raffigurazioni vegetali cesellate, mentre con la sinistra regge la croce col celebre cartiglio “ECCE AGNUS DEI” e con la mano destra benedice. Il volto espressivo del Santo, rivolto a destra e ritratto nell’atto di benedire come sembra suggerire la bocca semichiusa, è circondato da una capigliatura riccioluta ed è cinto da una aureola bronzea.
Sempre alla sua sinistra trova posto un agnellino, copia di un originale trafugato nel gennaio 1996 e donata nel 2011 dall’industriale Gerardo Ferraioli. Anche la base, decorata con quattro piedritti bronzei con decorazioni vegetali, è impreziosita da fiori e foglie d’acanto. Al centro vi è la scritta “UNIVERSITAS TERRAE ANGRIAE” e sotto i nomi dei committenti. Dalla sua realizzazione all’ultimo dopoguerra il busto ha sempre accompagnato la statua lignea; una leggenda vuole che una volta esso uscì prima della statua e il cielo si rabbuiò per tornare sereno solo nel momento del “cambio” di uscita. Dopo il secondo conflitto e fino al 1960 esso, esposto sull’altare maggiore, ha accompagnato la novena in onore del Patrono. Dopo tale data è finito in un oblio.
Eppure forte è la volontà del parroco, Mons. Leopoldo, di dare all’opera la giusta importanza: dopo averla restaurata e collocata nel primo altare di destra, quest’anno è stata scelta per chiudere la Lettera di accompagnamento ai festeggiamenti.

Con l’augurio che Angri, che respira con San Giovanni, possa apprezzare anche il prezioso San Giuvanniello.
Giuseppe Pio Troisi