“A chi vuoi più bene, a papà o a mamma?”“ A Pippo Baudo”.
È un celebre dialogo tra Palla Pesante e Campo di Bomba, nel film Arrapaho del 1984, ispirato
all’omonimo album degli Squallor. Una battuta che più di ogni altra testimonia come Pippo Baudo,
dal piccolo schermo, sia riuscito a entrare nelle case e nei cuori di milioni di italiani.
Ci lascia a 89 anni il re della televisione italiana.
Un gigante assoluto, conduttore ma anche scopritore di talenti, che ha cambiato il volto del piccolo
schermo inventando un nuovo modo di fare televisione. L’artefice del nazional-popolare, capace di
parlare a tutti senza mai cedere alla volgarità né alla cultura della mediocrità.

La sua è stata una carriera immensa, segnata da prime serate indimenticabili e culminata in tredici
edizioni del Festival di Sanremo. Non è un caso che ci lasci proprio di sabato sera, in prima serata,
la sua dimensione naturale. Poi ancora Domenica In, le grandi serate-evento e, soprattutto, un
talento unico nel riconoscere e lanciare nuovi volti dello spettacolo. In mezzo, la storica rivalità
“gentile” con Mike Bongiorno: due amici e colleghi leali, complici di un’acerrima amicizia che ha
fatto la fortuna della TV italiana.
Era solito dire, con orgoglio “baudiano”: l’ho inventato io. E non era un’esagerazione. Nei suoi
Sanremo hanno trovato spazio artisti che avrebbero scritto la storia della musica italiana: Andrea
Bocelli, Eros Ramazzotti, Giorgia, Laura Pausini, Gigi D’Alessio, Elisa e tanti altri. Già con
Settevoci nel 1966 aveva offerto un trampolino di lancio a Iva Zanicchi, Massimo Ranieri, Al Bano,
Franco Battiato e Orietta Berti. Nel 1989 fu il turno di un giovanissimo Jovanotti, in cui Baudo
seppe intravedere un talento fuori dal comune.

Non solo musica. Pippo Baudo ha scoperto, incoraggiato e lanciato anche numerosi conduttori,
showman e attori. Da Fiorello a Simona Ventura, che lo ricorda come “mio maestro”, fino a Barbara
D’Urso, che debuttò con lui nel 1980. Nel 1978 notò Heather Parisi, che l’anno dopo portò in prima
serata con Luna Park. E ancora Lorella Cuccarini, la “nemica amatissima”, che debuttò in
Fantastico 6, sostituendo proprio la ballerina statunitense.
Ha dato visibilità al trio de La Smorfia — Massimo Troisi, Lello Arena ed Enzo Decaro — portando
in TV la comicità e la cultura napoletana.
Michelle Hunziker è un’altra delle sue “creature”: Baudo vide in lei non una semplice valletta, ma
una conduttrice di talento, spingendola verso una carriera che l’avrebbe consacrata. La lista potrebbe
continuare all’infinito. In tanti, oggi, gli devono molto e in queste ore lo ricordano con gratitudine e
affetto.
Con Pippo Baudo si spegne non solo un grande protagonista della TV, ma un pezzo di storia della
cultura popolare italiana. Una storia che, come amava dire lui stesso, “guai che non sia anche
popolare”.
Gerardo Montella