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Capodichino guarda a Oriente: Napoli prepara i voli diretti per Cina, Giappone e India

Capodichino guarda a Oriente: Napoli prepara i voli diretti per Cina, Giappone e India
  • PubblicataSettembre 14, 2026

Il nuovo Masterplan 2035 ridisegna lo scalo napoletano: 250 milioni di euro di investimenti, un secondo terminal intercontinentale e una capacità destinata a crescere fino a 17,3 milioni di passeggeri. La svolta verso i mercati asiatici è uno degli obiettivi strategici.

NAPOLI – Napoli prepara il salto verso l’Estremo Oriente. L’aeroporto di Capodichino si avvia verso una trasformazione destinata a cambiare il volto dello scalo e, soprattutto, il ruolo della città nei collegamenti internazionali.

Il nuovo Masterplan 2035 di GESAC prevede infatti un programma di investimenti da circa 250 milioni di euro e la realizzazione di un secondo terminal dedicato ai voli extra-Schengen e intercontinentali. Una struttura pensata anche per accogliere i collegamenti verso alcune delle destinazioni oggi più lontane e strategiche per Napoli: Cina, Giappone e India, oltre a un potenziamento dei collegamenti con il Nord America.

Un nuovo terminal per i voli intercontinentali

Il progetto prevede la realizzazione di un terminal intercontinentale di circa 15mila metri quadrati, con un investimento stimato in 37 milioni di euro. La nuova struttura dovrebbe entrare in funzione nel 2032 e sarà collegata all’attuale Terminal 1 attraverso una passerella.

Cinque gate, controlli passaporti per arrivi e partenze, aree commerciali e una sala vip sono alcuni degli elementi previsti. L’obiettivo è dotare Capodichino di spazi adeguati a gestire aeromobili di maggiore capacità e un traffico internazionale sempre più articolato.

La crescita non riguarderà soltanto le infrastrutture. Secondo il Masterplan, il numero annuo di passeggeri potrebbe passare dagli attuali 13 milioni a circa 17,3 milioni, senza un aumento proporzionale del numero dei voli. Una prospettiva che punta quindi anche sull’impiego di aeromobili più capienti e sull’efficienza dello scalo.

Cina, Giappone e India: la sfida asiatica

La vera novità, per Napoli e per l’intero Mezzogiorno, è però la prospettiva di aprire nuove rotte verso l’Asia.

Oggi Capodichino non dispone di collegamenti diretti con la Cina, il Giappone e l’India. Il nuovo terminal nasce anche con l’obiettivo di creare le condizioni infrastrutturali per collegamenti intercontinentali di questo tipo.

Non significa, dunque, che siano già stati annunciati specifici voli o compagnie aeree per queste destinazioni. La realizzazione delle infrastrutture rappresenta piuttosto la condizione necessaria per puntare a nuove rotte a lungo raggio.

Per Napoli si tratta di una prospettiva importante: collegare direttamente il capoluogo campano con alcuni dei principali mercati asiatici significherebbe rafforzare il turismo internazionale, facilitare gli spostamenti per motivi di lavoro e rendere la Campania più accessibile per investitori e imprese.

I lavori partiranno dal 2027

Il progetto sarà articolato in due grandi fasi.

La prima, prevista tra il 2027 e il 2029, riguarderà l’ammodernamento delle infrastrutture esistenti, il rifacimento della pista e dei raccordi, l’adeguamento dei piazzali e delle aree terminali, oltre agli interventi sulla viabilità e alla realizzazione dell’impianto fotovoltaico.

Tra il 2030 e il 2035 dovrebbe invece prendere forma la parte più ambiziosa del progetto: il nuovo terminal intercontinentale, le nuove piazzole per gli aeromobili, l’area cargo e logistica, il nuovo Airport Hotel e ulteriori interventi sulla viabilità.

Il Masterplan dovrà ora completare l’iter autorizzativo, compresa la Valutazione di impatto ambientale (VIA).

Novembre 2026, lo stop per la pista

Prima della grande trasformazione prevista dal Masterplan c’è però un passaggio particolarmente delicato: i lavori sulla pista di volo e sui raccordi programmati per novembre 2026.

GESAC ha comunicato la chiusura dello scalo nel mese di novembre per consentire interventi radicali di riqualificazione della pista, necessari anche per adeguare l’infrastruttura agli standard di sicurezza. ENAC ha lavorato con il gestore e gli operatori per ridurre al minimo i giorni di chiusura totale e contenere i disagi per i passeggeri.

È il primo tassello di un percorso molto più ampio.

Una nuova porta d’ingresso per il Mezzogiorno

Il progetto di Capodichino non riguarda soltanto l’aeroporto. La trasformazione dello scalo si intreccia con quella della città.

Sono previsti nuovi interventi sulla viabilità, una nuova rotonda, il progressivo riassetto di viale Umberto Maddalena e il potenziamento dei collegamenti con il sistema metropolitano. Entro il 2027 è previsto inoltre il collegamento con la Linea 1 della metropolitana, mentre in prospettiva è indicato anche il rapporto con la futura Linea 10.

Particolare attenzione è stata riservata anche alla sostenibilità, con un progetto per l’installazione di circa 20mila moduli fotovoltaici e investimenti destinati alla riduzione delle emissioni e dell’impatto acustico.

Per Napoli la sfida sarà ora trasformare questa grande operazione infrastrutturale in un vantaggio concreto per il territorio. I voli diretti verso Cina, Giappone e India non sono ancora una realtà, ma il nuovo aeroporto viene progettato anche per rendere possibile quella prospettiva.

Capodichino, insomma, non guarda più soltanto all’Europa: con il nuovo terminal Napoli prova a costruire la propria rotta verso Oriente.

Redazione

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