La lettera di una madre per il figlio in carcere: «Ascoltate il suo singolo, è l’unico futuro che gli resta»
Pochi giorni fa è uscito il nuovo singolo di Balaclava. A lanciarlo, con una disperazione che travolge, è sua madre: una donna che nel video appare di spalle, nascosta per pudore e per paura, ma con una voce che non lascia spazio a dubbi.
«Mio figlio si chiudeva in camera per ore a registrare, a fare prove, a cesellare ogni singolo secondo. Poi è uscito il primo brano, e per me è stata una rivelazione. Per la prima volta vedevo luce nei suoi occhi», racconta la donna, che non vuole farsi riconoscere.
Ma la vita, a volte, ha altri piani. Oggi suo figlio è detenuto, e il sogno della musica sembrava essersi spento tra le mura di un carcere. Invece no. Qualche giorno fa, il singolo di Balaclava è stato pubblicato sulle piattaforme digitali. E sua madre, da fuori, ha deciso di fare “il tutto per tutto” per dargli visibilità.
Una campagna di sensibilizzazione che è anche un grido d’amore
Nel video, la signora racconta con voce rotta ma determinata il rituale quotidiano del figlio: la porta chiusa, le cuffie, le notti passate a scrivere testi. «Non vi chiedo di giudicare il suo passato, vi chiedo solo di ascoltare la sua musica. Perché un ragazzo che si chiudeva in camera a registrare non è solo un detenuto: è un figlio che ha ancora voglia di raccontare il mondo».
L’appello della madre è chiaro: condividere, ascoltare, dare una chance a quella che potrebbe essere la sua unica ancora di salvezza per il futuro. «Quando uscirà, voglio che ci sia qualcosa ad aspettarlo. Un pubblico. Un futuro. Una ragione per non smettere di sognare».
Il singolo, uscito da pochi giorni, rappresenta per l’artista non solo un esordio discografico, ma un vero e proprio tentativo di riscatto. La madre, con il suo appello, spera di mobilitare il web e l’industria musicale affinché quel pezzo non resti inascoltato.
«Fatelo arrivare dove io non posso arrivare», implora.
Il video, che pubblichiamo in esclusiva, è un documento crudo e potente: una madre che si mette in gioco, senza volto ma con tutto il cuore, per ridare dignità e speranza a un figlio che la musica, forse, può ancora salvare.
Redazione tuttoqui.news