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CANNABIS LIGHT: QUANDO L’OPPIO DEI POPOLI È ALLA LETTERA

CANNABIS LIGHT: QUANDO L’OPPIO DEI POPOLI È ALLA LETTERA
  • PubblicataDicembre 5, 2025

La cannabis light, nonostante i proclami quasi “proibizionisti” in accezione americana (a corrente alterna) del Governo, torna legale in Italia, ma con una “super imposta” del 40% sul prezzo di vendita al pubblico.

Questo, almeno, era quanto previsto da un emendamento alla manovra presentato da Fratelli d’Italia, che introduceva, prima del passo indietro, della inversione più ad U della storia, la possibilità di vendere infiorescenze fresche o essiccate e prodotti contenenti THC in quantità non superiore allo 0,5% .

Un passo che va contro anche al decreto circa la sicurezza stradale, promosso da Salvini, il quale vietava anche antistaminici ed alcuni medicinali (incluso lo sciroppo per la tosse).

Cosa cambierebbe per i consumatori e le aziende?

– La vendita di cannabis light sarà nuovamente legale, purtroppo, ma con una tassa del 40% sul prezzo di vendita, praticamente una presa in giro.

– Le aziende dovranno adeguarsi alle nuove norme e pagare la tassa immediatamente.

– I consumatori dovranno essere consapevoli della nuova normativa e dei prezzi più alti, ma letteralmente saranno liberi di fumare cannabis, regolarmente acquistabile negli store appositi.

La situazione precedente:

La cannabis light era stata appunto vietata con il Decreto Sicurezza 2025, che ho citato poco sopra, il cui testo equiparava la canapa industriale alle sostanze stupefacenti. Tuttavia, l’emendamento di Fratelli d’Italia ha cambiato le carte in tavola. Il motivo leghista era semplice e condivisibile: se legalizzi la cannabis light, la quale odora identicamente alla cannabis normale, per un agente di polizia sarà impossibile distinguere (ai fini di risalire ad eventuali piazze di spaccio) quella che è la light da quella THC. In più, legalizzandola, non si potrà tener conto, al fine di evitarli, di quelli che sono gli atteggiamenti avversi (già abbastanza fuori controllo con alcol e scarsa informazione/educazione).

Le reazioni immediate:

Le associazioni di categoria hanno espresso preoccupazione per l’impatto economico e sociale della nuova normativa. Il settore della cannabis light in Italia è stato colpito duramente dalle restrizioni e la nuova tassa potrebbe ulteriormente danneggiare le aziende, mentre l’alcol ed il fumo sono settori ancora tristemente in crescita (seppur quest’ultimo stia giustamente subendo rincari sui prezzi dei singoli pacchetti). Dal mio punto di vista, questo è l’ennesimo proverbiale chiodo sulla bara di una destra che non sa ascoltare il proprio elettorato, da sempre orientato verso altre posizioni e non sa capire, o volutamente ignora, quelli che sono i rischi legati a sostanze cancerose.

Alla fine della fiera però, come già spesso è accaduto, il governo ha momentaneamente ritirato la proposta, così come fece per la più legittima e lodevole legge circa la tutela sessuo-affettiva poche settimane fa.

Io, da vero Straight Edge quale mi reputo, ho un’opinione che è facile da evincere: sono ovviamente contrario alla legalizzazione per uso ricreativo della cannabis, ma sono a favore del suo utilizzo nella medicina (dove Ketamina, Metadone e Morfina sono già ampiamente utilizzate per motivi diversi e sotto osservazione di professionisti) se questo possa essere definito, scientificamente, come metodo alternativo, efficace, ad altre sostanze che, ad oggi, sono oggettivamente più dannose. Rinnovo, altresì, l’invito ai giovani (e non) di scegliere la vita, oltre le sostanze quali fumo, alcol e droghe, perchè il mondo è bello anche (e soprattutto) da sobri.

Felice Vicidomini

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