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FAST FASHION E NATALE: LA COMBO FATALE

FAST FASHION E NATALE: LA COMBO FATALE
  • PubblicataDicembre 2, 2025

La moda è un settore in continua evoluzione, ma siamo davvero sicuri sia tutto oro ciò che luccica? La fast fashion infatti, con la sua produzione di massa e i prezzi accessibili, ha rivoluzionato il modo in cui consumiamo l’abbigliamento, ma dietro la facciata di tendenze e offerte irresistibili, si nasconde un problema grave: l’inquinamento devastante. Tra poco è Natale e già da oggi stiamo facendo la corsa ai regali, come l’UE alle armi, ma davvero le nostre azioni sono innocue? Facciamo un’analisi insieme:

Ogni anno, vengono prodotti circa 100 miliardi di capi di abbigliamento, con un aumento del 400% rispetto agli anni ’90. L’industria della moda è responsabile di oltre il 10% delle emissioni globali di CO2, più di quelle generate dai voli internazionali e dal trasporto marittimo combinati, per darvi un’idea. Anche la produzione tessile, che è responsabile del 20% dell’inquinamento globale dell’acqua per via dell’uso di sostanze chimiche tossiche come i PFAS, non fa niente di buono a questo pianeta.

Ma veniamo a noi: perchè ho un tono paternalistico e critico circa il Natale e il capitalismo? Beh, Natale il periodo più consumistico e, per definizione, capitalista dell’anno, dove perfino gli store diretti si piegano al dio denaro, plasmando i loro orari, allungandoli fino all’inverosimile per accaparrare l’affare last minute. Natale è una festa vuota, spogliata del suo vero significato, ma euforica, che ti spinge a comprare, anche se non te lo puoi permettere; è notizia recente, infatti, che quasi metà degli italiani sarebbe ricorsa ad un prestito bancario pur di fare i regali dicembrini…

Finchè magari tocca far felici i bambini, nulla da opinare, ma quando si vuole forzatamente ostentare ciò che (non) si possiede realmente, allora c’è da ragionare un attimo sulla psicologia e sulla società veniale e materialista in cui viviamo.

Il Natale è un periodo di grande consumo e spreco, con un aumento significativo delle vendite di abbigliamento e accessori. Gli acquisti online aumentano almeno del 30-40% durante le festività una volta cristiane, con un conseguente aumento delle emissioni di CO2 e dei rifiuti. Il 25% degli acquisti natalizi viene restituito, con un impatto ambientale significativo dovuto ai trasporti e ai processi di restituzione, in più va ad influenzare il modo di ragionare del singolo, spingendolo ad acquisti compulsivi, senza tener conto delle tracce dannose che sta lasciando dietro di sé a causa di questo modo di fare.

È tempo di cambiare il nostro modo di consumare la moda? Sì, ed io posso proporvi qualche consiglio, ma non chiamatemi Grinch, per favore; ad esempio, potremmo:

Acquistare meno e meglio: scegliere prodotti di qualità, duraturi e sostenibili.

Riciclare e riutilizzare: donare o rivendere capi di abbigliamento non più utilizzati, ma ancora utilizzabili.

Adottare la filosofia di marchi sostenibili: scegliere marchi che utilizzano pratiche di produzione e distribuzione sostenibili.

La fast fashion non è solo un problema ambientale, ma anche sociale e economico. È tempo di prendere posizione e scegliere un futuro più sostenibile per la moda e per noi stessi…

A Natale potete regalare anche Second Hand, oppure donare alla Caritas (abiti caldi e non di tendenza) perchè ogni atto di responsabilità è un atto volto al benessere di una comunità intera. Sii il cambiamento in questa società!

Felice Vicidomini

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