Question time con Carlo Calenda all’Università di Salerno
Stamattina, il senatore della Repubblica e segretario di Azione, Carlo Calenda, è stato ospite di un’iniziativa promossa dal Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione(DISPC) dell’Università di Salerno(UNISA) e dall’associazione studentesca ASP.
Durante l’incontro, il senatore Calenda ha risposto alle tante e diverse domande poste dagli studenti. Particolare attenzione è stata riservata al rapporto tra i giovani e il mondo della politica, intesa anche come partecipazione alla vita pubblica del nostro Paese, nonché sul ruolo attivo che i ragazzi possono e devono esercitare nel formulare proposte alla classe dirigente per farsi sentire e rivestire un ruolo politico centrale, con lo scopo di ottenere più diritti e di migliorare le loro condizioni di vita. Non sono mancati altri spunti di dialogo e riflessione: crisi della democrazia nel mondo, parallelismo tra la politica di ieri e di oggi, guerre in Ucraina e in Palestina, critica al regionalismo e agli enti statali inefficienti, clientelismo e proposte economiche di Azione per i giovani.

Dopo i saluti istituzionali portati da Arthur Gugliucciello e Giuseppe Lumini, studenti e consiglieri didattici del dipartimento DISPC e dal professore Gianfranco Macrì, direttore del suddetto dipartimento, si è partiti con una riflessione sullo stato attuale della democrazia a livello globale del senatore Calenda, il quale ha evidenziato come vent’anni fa il 74% della popolazione mondiale vivesse in un paese democratico, mentre oggi la percentuale si è ridotta al 24%, un segno preoccupante della crisi delle istituzioni democratiche e liberali in tutto il mondo, che si riflette nelle minacce portate all’Europa da parte di Russia e Cina e dall’ambiguità politico-diplomatica degli Stati Uniti con l’amministrazione Trump.
In seguito, il leader di Azione ha evidenziato come da una parte la politica del passato, specialmente alla fine della Prima Repubblica, abbia causato tanti dei problemi che si manifestano oggi e che sono per la maggior parte a carico dei giovani: l’eccessiva spesa pubblica e il conseguente debito, che fanno il paio con l’esorbitante spesa per le pensioni che lo Stato italiano corrisponde anche a chi ha lasciato il lavoro a 50 anni (baby pensioni), i tagli all’istruzione e la fuga dei cervelli all’estero. Dall’altra, ha contestato le scelte elettorali degli italiani negli ultimi 10 anni, che a suo dire hanno portato al governo partiti e leader populisti che hanno peggiorato una situazione già difficile, scelte dettate anche dalle tendenze social e da influencer che caratterizzano il vivere quotidiano e di riflesso la politica, non lesinando critiche a M5S e Lega e ai suoi leader Giuseppe Conte e Matteo Salvini, ma anche alla superficialità degli elettori, invitando i giovani a studiare e approfondire le singole questioni per effettuare una scelta consapevole al momento della chiamata al voto.
Sui temi internazionali, Calenda ha ribadito il suo pieno sostegno all’Ucraina e alla sua lotta per la libertà contro l’aggressione della Russia di Putin. Inoltre ha rivelato ai ragazzi di essere andato nelle università ucraine e di aver portato diversi studenti locali in Italia per i loro stage universitari, oltre a essersi fatto tatuare sul braccio lo stemma a tre punte di Kiev. Sulla guerra a Gaza, interpellato anche sulle uscite pubbliche di Francesca Albanese, relatrice speciale ONU per la Palestina, l’ex ministro dello Sviluppo Economico ha fortemente stigmatizzato le opinioni di quest’ultima e ha confermato la sua posizione: iniziale difesa di Israele dopo il 7 ottobre, condanna di Hamas e successiva denuncia della risposta israeliana come sproporzionata e principio di pulizia etnica contro i palestinesi, uniche vittime di un conflitto tra due estremismi politici e religiosi, auspicando naturalmente la risoluzione pacifica dei due teatri bellici.

Riguardo alle imminenti elezioni regionali e alla sua scelta di non candidarsi in Campania, Calenda ha sostenuto che non vi erano le condizioni politiche e come egli abbia intenzione di abolire le regioni tout court, viste come enti statali forieri di sprechi e inefficienze per la cittadinanza e intrise di clientelismo a favore di amici e parenti, facendo l’esempio della mancanza d’acqua nella provincia di Avellino come dimostrazione del fallimento amministrativo regionale, integrando all’uopo critiche a De Luca(sia padre che figlio) e Fico, rei di spartirsi potere e affari. È a favore della privatizzazione delle aziende statali improduttive.
In conclusione, il senatore Calenda ha avanzato le proposte del suo partito per i giovani: stipendi più alti, niente tasse fino a 30 anni per i dipendenti e i giovani imprenditori, aumentare le iscrizioni all’università e incoraggiare la partecipazione dei ragazzi fin dalla scuola, che dovrebbero discutere attivamente dei maggiori temi politici e sociali.
Un incontro durato circa due ore che ha stimolato l’attenzione degli studenti, molto numerosi in aula e coinvolti, quindi riuscito nel suo intento.
Luca Cavaliere