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Cultura

STALIN: IL DITTATORE COMUNISTA CHE CREÒ ISRAELE.

STALIN: IL DITTATORE COMUNISTA CHE CREÒ ISRAELE.
  • PubblicataAgosto 27, 2026

La correlazione tra Stalin e la nascita di Israele è una delle più grandi ironie della Guerra Fredda, ed è quasi sempre dimenticata.

Soprattutto da una certa fazione politica.

Nel 1947-1948 Stalin fu uno dei più importanti sostenitori della creazione dello Stato di Israele.

Per capire perché, bisogna, però, capire che cos’era l’URSS di Stalin in quel momento: un paese uscito devastato dalla Seconda Guerra Mondiale, ma anche un impero totalitario consolidato attraverso quattro strumenti principali.

Le purghe. Tra il 1936 e il 1938, la Grande Purga di Stalin eliminò non solo ogni oppositore reale o immaginario, ma decapitò l’Armata Rossa stessa, l’intellighenzia, il clero. Si parla di circa 700 mila fucilazioni in due anni e di milioni di deportati nei Gulag. Era un sistema basato sulla paura permanente. Teoria adottata anche da Deng in Cina, al pari del capitalismo di Stato.

La distruzione della vita privata e religiosa. Simbolo di questo è la Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca. Era la chiesa ortodossa più grande della Russia, costruita per celebrare la vittoria su Napoleone. Stalin la fece dinamitare nel 1931 per costruirci al suo posto il Palazzo dei Soviet, un grattacielo di 415 metri, più grande, del doppio quasi, della Statua della Libertà americana, ma mai realizzato. L’enorme buco rimasto fu trasformato da Krusciov nel 1958 nella piscina Moskva, la più grande piscina all’aperto del mondo. La gente nuotava dove prima c’era l’altare. È questa la metafora perfetta del regime: annullare Dio e mettere al suo posto lo Stato. Solo nel 2000 la Chiesa è stata ricostruita, su volontà di Putin.

Terzo, la Komunalka. Per mancanza di case e per ideologia, milioni di persone furono costrette a vivere in appartamenti comunali, dove una singola stanza ospitava una famiglia intera e cucina e bagno erano condivisi tra 5, 10, a volte 20 famiglie. Non era solo povertà. Era un sistema di controllo sociale: tutti spiavano tutti, una parola sbagliata sentita dal vicino poteva costare una denuncia alla polizia segreta.

E poi c’è il quarto elemento, fondamentale per capire il Medio Oriente: l’URSS e la Germania nazista erano state alleate.

Il 23 agosto 1939 Stalin e Hitler firmarono il Patto Molotov-Ribbentrop, un patto di non aggressione con un protocollo segreto per spartirsi Polonia, Finlandia e Paesi Baltici. Per quasi due anni, fino al 22 giugno 1941, l’URSS fornì alla Germania nazista petrolio, grano ucraino (Holomodor) e materie prime essenziali per la guerra contro Francia e Inghilterra, mentre i due eserciti facevano parate comuni nella Polonia occupata.

L’amicizia finì solo perché Hitler tradì Stalin. Altrimenti oggi Soviet e Nazi sarebbero le uniche due potenze con colonie ovunque.

Perché allora questo stesso Stalin appoggiò Israele?Per tre motivi molto pragmatici:

1. Far fuori gli inglesi. La Palestina era sotto Mandato Britannico. Sostenere uno stato ebraico significava accelerare la fine dell’Impero Britannico in Medio Oriente. E a lui serviva il Medio Oriente.

2. Trovare un alleato socialista. I padri fondatori di Israele come Ben-Gurion e Golda Meir venivano dal movimento laburista socialista, molti parlavano russo, molti erano nati nell’Impero Russo. Stalin era convinto che Israele sarebbe diventato uno stato satellite socialista, una sorta di avamposto sovietico sul Mediterraneo.

3. Un problema interno. Dopo l’Olocausto, c’erano in URSS centinaia di migliaia di ebrei sopravvissuti. Lasciarli emigrare era un modo per togliersi un problema.

Sì, perché per Stalin, così come per la Germania Hitleriana, gli ebrei erano un problema.

Per questo la posizione sovietica all’ONU nel 1947 fu decisiva. L’URSS votò a favore della Risoluzione 181, il piano di partizione che prevedeva uno stato ebraico e uno arabo. E quando nel 1948 gli arabi attaccarono il neonato Israele, fu l’URSS, tramite la Cecoslovacchia, a fornire agli israeliani i fucili, le mitragliatrici e gli aerei da caccia che permisero loro di sopravvivere e vincere la Guerra d’Indipendenza. Senza quelle armi cecoslovacche, approvate personalmente da Stalin, Israele probabilmente non ce l’avrebbe fatta.

L’amore durò pochissimo. Già nel 1948-49 Stalin capì che Israele non sarebbe diventato comunista, ma si sarebbe alleato con gli Stati Uniti. Da alleato, divenne nemico. Un classico della storia moderna.

In URSS iniziò una violentissima campagna antisemita: il Comitato Ebraico Antifascista fu sciolto, i suoi membri fucilati nel 1952, fu inventato il complotto dei medici ebrei che avrebbero voluto avvelenare Stalin. Per Israele fu un trauma: il suo primo grande protettore internazionale si trasformò nel principale fornitore di armi di tutti i suoi nemici arabi per i successivi 40 anni.

Difatti Stalin creò il problema e mille soluzioni o una soluzione e mille problemi, senza mai passare per il voto degli altri.In sintesi: Israele nacque anche grazie a Stalin, non per filosemitismo, ma per calcolo anti-britannico e imperialista. Stalin pensò di usare gli ebrei per portare il comunismo, il suo almeno, in Medio Oriente.

Quando capì che aveva creato un paese democratico e filo-occidentale, cambiò completamente fronte.E oggi? Il comunismo dove butta?Verso le vittime dell’olocausto e verso le vittime di genocidio sionista.

A tratti, almeno fino al prossimo compromesso economico.

Felice Vicidomini

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