RUSSIA-UCRAINA: ALLA RADICE DELL’ODIO
La Russia e l’Ucraina sono dittature (de facto) avverse tra loro, ma è sempre stato così?
Per capire la storia recente dell’Ucraina bisogna partire da una ferita che ancora oggi struttura la memoria nazionale.
Tra il 1932 e il 1933, nel pieno della collettivizzazione forzata voluta da Stalin, l’Ucraina sovietica fu colpita da una carestia devastante. Il termine Holodomor, in ucraino sterminio per fame, indica la morte di milioni di persone. Le stime degli storici variano, ma la cifra più citata si attesta tra i 3,5 e i 5 milioni di morti in Ucraina. Il dibattito storiografico riguarda le cause. Per una parte della storiografia si trattò di una conseguenza disastrosa di politiche economiche fallimentari e di requisizioni eccessive estese a tutta l’URSS.
Per un’altra, e per il parlamento ucraino dal 2006, fu un atto deliberato per spezzare il nazionalismo ucraino e la classe contadina. In ogni caso, l’Holodomor è diventato un pilastro dell’identità ucraina moderna, simbolo del rapporto traumatico con Mosca.
Il secondo trauma è del 26 aprile 1986. Nel reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl, a nord di Kiev, un test di sicurezza mal gestito provoca l’esplosione. È il più grave incidente nucleare della storia. L’URSS tenta di nascondere l’accaduto per giorni, l’evacuazione di Pripyat avviene con 36 ore di ritardo, le celebrazioni del Primo Maggio a Kiev non vengono annullate.
Le nubi radioattive raggiungono l’Europa. Per molti ucraini, Chernobyl ha rappresentato due cose: la prova del fallimento del sistema sovietico, incapace di proteggere i cittadini e di dire la verità, e l’inizio della mobilitazione civile e ambientalista che avrebbe alimentato il movimento per l’indipendenza, raggiunta nel 1991.Secondo molti, fu un modo per reprimere le insurrezioni nazionaliste verso una finta unità sovietica, comunque venuta allo scoperto 5 anni dopo, condannando alla povertà oltre ¾ degli Stati ex-URSS.
Ma il risentimento russo, con post-sovietismo vario, parte da un punto fermo: il collaborazionismo tra Nazitedeschi e Ucraini e, per questo, bisogna partire, di nuovo, dal Patto Molotov-Ribbentrop. Il 23 agosto 1939 Germania nazista e Unione Sovietica firmano un patto di non aggressione con un protocollo segreto che si spartisce l’Europa orientale. In base a questo accordo, nel settembre 1939 l’URSS annette la Polonia orientale, cioè la Galizia e la Volinia, regioni a maggioranza ucraina fino ad allora polacche. Per molti ucraini occidentali, che avevano subito la polonizzazione forzata, l’arrivo sovietico fu inizialmente visto come liberazione, ma fu seguito da deportazioni, esecuzioni e collettivizzazione.
Quando nel giugno 1941 la Germania rompe il patto e invade l’URSS, parte della popolazione ucraina accoglie i tedeschi come liberatori dal giogo stalinista. In questo contesto nasce il collaborazionismo. Non fu un fenomeno unitario.Una parte fu politico-militare, legata all’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini, OUN, divisa in due ali, quella di Andriy Melnyk e quella più radicale di Stepan Bandera, OUN-B. L’OUN-B proclamò a Leopoli nel 1941 uno stato ucraino indipendente alleato della Germania, ma i nazisti lo repressero subito arrestando Bandera. Poveri Ucraini!Una parte fu militare. Migliaia di ucraini entrarono in formazioni ausiliarie tedesche, nella polizia ausiliaria, nella divisione Waffen-SS Galizien creata nel 1943, e nell’Esercito di Liberazione Ucraino. Altre migliaia invece collaborarono per sfuggire alla fame o alla prigionia. Logica impone ciò che cuore non farebbe.Una parte fu tragica e criminale. Unità di polizia ausiliaria ucraina parteciparono alla Shoah, in particolare ai massacri di Babij Yar a Kiev e in Volinia.
Allo stesso tempo, l’Esercito Insurrezionale Ucraino, UPA, braccio armato dell’OUN-B, condusse dal 1943 al 1945 la pulizia etnica dei polacchi in Volinia e Galizia orientale, con decine di migliaia di vittime civili polacche.Va ricordato anche l’altro lato: oltre 6 milioni di ucraini combatterono nell’Armata Rossa, e l’Ucraina ebbe uno dei più grandi movimenti partigiani anti-nazisti di tutta l’URSS. La guerra in Ucraina fu quindi anche una guerra civile tra ucraini. Dividi et impera applicato.L’ultimo capitolo, invece, inizia nel 2013. Dopo la decisione del presidente Viktor Janukovyč di sospendere l’accordo di associazione con l’Unione Europea, scoppiano le proteste di Euromaidan a Kiev. Nel febbraio 2014 Janukovyč fugge in Russia.Nei giorni successivi, truppe senza insegne, poi identificate come forze speciali russe, prendono il controllo della Crimea, penisola ucraina a maggioranza russa e sede della flotta russa del Mar Nero a Sebastopoli. Il 16 marzo 2014 si tiene un referendum non riconosciuto dalla comunità internazionale, il 18 marzo la Russia annuncia l’annessione.
Contemporaneamente, nell’est del paese, nelle regioni di Donetsk e Luhansk, il Donbass, scoppiano proteste armate contro il nuovo governo di Kiev. Nascono le autoproclamate Repubbliche Popolari di Donetsk e Luhansk, sostenute politicamente e militarmente dalla Russia, secondo Kiev e secondo gran parte degli osservatori internazionali. Per Kiev si trattò di un attacco separatista guidato da Mosca, per i separatisti di una rivolta contro un governo considerato illegittimo e nazionalista.
Inizia una guerra che dal 2014 al febbraio 2022 provoca circa 14 mila morti secondo le stime ONU. Gli accordi di Minsk del 2014 e 2015 tentano di fermare il conflitto prevedendo un cessate il fuoco e uno status speciale per il Donbass, ma non vengono mai pienamente applicati. Quello stallo è il preludio diretto all’invasione russa su larga scala del 24 febbraio 2022.La guerra del Donbass, però, vede la regia invadente delle truppe americane, goccia che fece traboccare il vaso, quando a confine tra Russia e Ucraina, posizionarono truppe per esercitazioni, violando il patto che imponeva a NATO e Russia un paese cuscinetto di distanza ove possibile (in Alaska confinano quasi i due macroblocchi).
Dall’Holodomor a Chernobyl, dal trauma della guerra mondiale alla frattura del Donbass, la storia ucraina è una successione di ferite in cui la questione centrale è rimasta la stessa: la difficile costruzione di una identità nazionale stretta tra due imperi.Ecco come è nata la dittatura Zelensky.
Felice Vicidomini