COMUNISMO E FASCISMO: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA INSANGUINATA
Per comprendere il Novecento bisogna partire da un dato che la storiografia più onesta ha ormai accettato. Comunismo e fascismo non sono stati opposti assoluti ma due declinazioni diverse della stessa matrice totalitaria.
Entrambi nascono dal rifiuto radicale del liberalismo, dello stato di diritto e dell’idea di individuo come portatore di diritti anteriori allo Stato. Entrambi sostituiscono la persona con la massa e la libertà con l’appartenenza obbligatoria a un destino collettivo.
Il comunismo nella sua realizzazione storica ha prodotto un bilancio di vittime che la ricerca valuta intorno ai cento milioni di morti. Non si tratta solo di effetti collaterali di un ideale tradito. Si tratta del funzionamento stesso del sistema.
La collettivizzazione forzata in Unione Sovietica ha generato carestie programmate come l’Holodomor in Ucraina dove milioni di contadini sono morti di fame mentre il grano veniva requisito per finanziare l’industrializzazione. I campi di lavoro sovietici, i Gulag, hanno imprigionato e sterminato attraverso il lavoro milioni di persone colpevoli solo di appartenere a una classe considerata nemica o di aver espresso un dubbio.
In Cambogia i Khmer Rossi hanno svuotato le città e ucciso chiunque portasse gli occhiali perché identificato come intellettuale. In Cina il Grande Balzo in Avanti e la Rivoluzione Culturale hanno provocato decine di milioni di morti tra denunce di massa, esecuzioni pubbliche e distruzione sistematica di ogni forma di cultura tradizionale.Un aspetto che viene volutamente rimosso dalla narrazione edulcorata del comunismo è la sua feroce omofobia di Stato.
Se i primi anni dopo la rivoluzione bolscevica videro una breve depenalizzazione, già con Stalin l’omosessualità venne ricriminalizzata nel 1933 con l’articolo 121 del codice penale.
La motivazione era esplicita. L’omosessuale era visto come un prodotto della decadenza borghese, un elemento controrivoluzionario e fascista. Migliaia di uomini furono arrestati, deportati nei Gulag, sottoposti a internamento psichiatrico punitivo. Questa linea non cambiò mai in Unione Sovietica fino alla sua caduta. Il modello venne esportato ovunque.
A Cuba, dopo la rivoluzione castrista, gli omosessuali furono internati nei campi di lavoro delle UMAP: Unità Militari di Aiuto alla Produzione, descritti come campi di rieducazione dove il lavoro avrebbe dovuto curare la devianza. In Cina, in Corea del Nord, in Romania sotto Ceaușescu e in tutti i regimi comunisti l’omosessualità è stata trattata come crimine, malattia mentale o tradimento del popolo.
Qui emerge il primo grande punto di contatto con il fascismo. Sia il fascismo sia il comunismo sono ossessionati dalla virilità, dalla disciplina del corpo e dalla riproduzione al servizio dello Stato. Per entrambi l’individuo non ha una vita privata. La sua sessualità deve essere utile. Deve generare soldati e lavoratori per la nazione o per la classe.

Ogni forma di amore o di identità che non sia riproduttiva e conforme al modello del maschio forte e della donna madre è vista come un sabotaggio.
Da qui deriva la persecuzione identica.
Il fascismo internava gli omosessuali al confino, il comunismo li internava nei campi di lavoro.
Il linguaggio cambia ma la logica di purificazione della società è identica.
I punti di incrocio strutturali tra i due fenomeni sono ancora più profondi.
Primo, il culto del capo infallibile e del partito unico. Che si chiami Duce, Führer o Grande Timoniere, la struttura è la stessa. Un leader carismatico che incarna la volontà del popolo e un partito che occupa ogni spazio dello Stato e della società civile. Non esistono più istituzioni indipendenti, sindacati liberi, stampa libera o magistratura autonoma.
Secondo, l’uso del terrore come strumento di governo e non come eccesso. La polizia segreta politica, OVRA per il fascismo e Čeka, NKVD, KGB per il comunismo, ha lo stesso compito. Sorvegliare, schedare, deportare ed eliminare il nemico interno che viene definito di volta in volta come borghese, kulako, ebreo, reazionario o parassita.
Terzo, l’estetica e la mobilitazione permanente. Parate oceaniche, uniformi, gioventù irreggimentata, culto della forza fisica e del sacrificio per un futuro radioso, sia esso il Reich millenario o la società senza classi. Entrambi odiano la società borghese pacifica, mercantile e individualista perché la considerano molle e corrotta.
Quarto, il controllo totale sull’economia e sulla cultura. Lo statalismo corporativo fascista e il collettivismo comunista, pur con tecniche diverse, arrivano allo stesso risultato. Lo Stato decide cosa produrre, cosa insegnare, cosa pubblicare e cosa è arte degenerata o borghese. L’artista e lo scrittore diventano ingegneri di anime, per usare una definizione staliniana che Mussolini avrebbe sottoscritto.
Quinto, posizioni fortemente anticlericali e scientifiche. Qui Mussolini fa eccezione coi patti lateranensi, ma Hitler no, Stalin no. Il georgiano addirittura distrusse o riconvertì Chiese dal patrimonio storico enorme. La logica era semplice: “Se non hai un Dio a cui sottometterti, ti sottometti al Leader Supremo”.
In sostanza, la differenza tra i due totalitarismi non è nella natura del potere ma nel mito fondativo che usano per legittimarlo. Uno usa la razza e la nazione, l’altro usa la classe. Ma una volta conquistato il potere, entrambi trasformano la nazione o la classe in un carcere ideologico dove ogni deviazione, sia essa politica, sessuale o culturale, viene punita come una malattia da estirpare per il bene dell’organismo collettivo.
Ma nessuno è salvo: anche il capitalismo è fallace. Infatti ha creato divisioni, ad oggi, irricucibili, con ricchi estremamente ricchi e poveri estremamente poveri, fornendo spiegazioni orride a fenomeni indotti dalla natura stessa del sistema. Basta pensare a Cuba, ridotta in macerie dal blocco fegli States, al fatto che negli stessi USA esistono più case sfitte che clochard, al caso Epstein, che coi soldi ha comprato la legge e pagato l’orrore di cui si sono macchiati tutti i ricchissimi, tra cui anche italiani. Per non parlare delle guerre che finanzia… E i paesi guidati da leader religiosi?
2026, destra e sinistra sono la stessa faccia di una medaglia arrugginita. L’Islam ed il sionismo sono la stessa religione su testi diversi e la Terza Guerra Mondiale è alle porte.
Felice Vicidomini