BARTOLO LONGO, UN NUOVO SANTO DA POMPEI AL MONDO
Con la Canonizzazione di Bartolo Longo, avvenuta in Piazza San Pietro a Roma il 19 ottobre scorso, Pompei ha vissuto un nuovo capitolo nella sua storia millenaria. La città, già patrimonio mondiale UNESCO per i suoi meravigliosi scavi archeologici, dalla fine dell’Ottocento è conosciuta per il culto mariano legato alla Madonna del Rosario.

Propugnatore di questo culto fu proprio Bartolo Longo, avvocato pugliese, che avvicinatosi ad ambienti anticlericali negli anni di studio a Napoli, si allontanò da essi per fondare con la futura moglie Marianna Farnararo già vedova con cinque figli nell’allora campagna vesuviana un santuario con annesse opere benefiche per i figli dei carcerati e degli orfani.

Per aver interpretato efficacemente i valori cristiani e per aver dato nuovo impulso alla recita del Rosario, propagatosi velocemente da Pompei al mondo con la celebre effige della Madonna col Bambino tra San Domenico e Santa Caterina, Longo ottenne già in vita onori e riconoscenze, tra cui una personale amicizia con Papa Leone XIII.

Madonna del Rosario di Pompei, 21 marzo 2015
E proprio ad un altro Leone, questa volta XIV, è toccato canonizzare solennemente Bartolo Longo, per l’opera di carità e fede che ha portato alla fondazione del Santuario di Pompei e delle opere annesse, considerate dalla comunità religiosa un’eredità spirituale e materiale di grande valore. La canonizzazione era stata già ratificata da papa Francesco il 24 febbraio di quest’anno, pochi giorni dopo il suo ricovero. La memoria liturgica del nuovo Santo si celebrerà il 5 ottobre, giorno della sua morte avvenuta nel 1926.
La città in cui Bartolo Longo operò e visse e in cui è seppellito, ha già da tempo dato inizio ad un programma di valorizzazione della sua figura, tra cui una solenne esposizione del corpo – traslato dalla Cappella in cui riposa – al Santuario, e la pubblicazione di testi che ne permettono di conoscere appieno l’operato.
Giuseppe Pio Troisi