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VINCE IL NO! L’ITALIA DA UNA SCOSSA AL GOVERNO?

VINCE IL NO! L’ITALIA DA UNA SCOSSA AL GOVERNO?
  • PubblicataMarzo 24, 2026

Si è appena conclusa la due giorni elettorale e il risultato è storico: contro ogni previsione, il NO batte il SÌ con oltre 9 punti di distacco, in un referendum con record di votanti: circa il 59%!

Alla vigilia, infatti, ci si aspettava un testa a testa dove nessuno preventivava una vittoria così schiacciante, lasciando, di fatti, anche gli esperti ai lavori con un interrogativo: cos’è successo?

I quesiti, similmente alla questione remigrazione, ponevano i fari, l’attenzione su un punto, il quale faceva però da copertina per altri punti, più tecnici, più complessi, meno social, meno da slogan. Una sorta di sottobosco, insomma. Esattamente come il testo del DDL remigrazione proposto dalla Lega/Forza Nuova/Casapound, anche qui, era il testo esteso ad esplicare la vera ragione per il voto richiesto.

La legge, che era stata posta senza quesito referendario, bensì come DDL, prevedeva la separazione delle carriere in copertina, poi, insitamente, una nuova Corte Suprema, un sorteggio pro maggioranza di turno e l’alterazione dell’equilibrio attuale nelle cosiddette correnti… Ne abbiamo ampiamente discusso in passato.

In fase parlamentare era stata bocciata per una manciata di voti; dunque si è ricorsi al referendum e la cosa che fa notizia nella notizia, è una: alcune forze di centro-sinistra hanno appoggiato il sì, andando contro i colleghi del cosiddetto campo largo; infatti il PSI, nipote del PSI di Craxi, e Più Europa, partito satellite e complementare di Radicali Italiani, hanno appoggiato le istanze del sì, così come altri, slegatisi, indipendentemente, dai propri partiti, hanno votato fazione opposta pur facendo parte di compagini impiegate attivamente. Renzi, col suo Italia Viva, semplicemente non si è schierato, lasciando libertà di espressione ai suoi tesserati.

Ma, mentre il centro-sinistra perdeva alleati, la sinistra più “radicale” prendeva in mano le ragioni del NO e ne faceva una sua battaglia. Infatti Rifondazione Comunista, Potere al Popolo e PCI, nipote ideologico di quello che fu di Togliatti e Berlinguer, insieme ad altri comitati indipendenti contrari alla Riforma, hanno sospinto, unitamente a PD, AVS e M5S, il voto contrario, poi arrivato alla sua definizione ufficiale.

MELONI: “IL POPOLO È SOVRANO”

Post esito elettorale, la Premier, nonché capo di Fratelli d’Italia, ha diramato un videomessaggio in cui, con fare comprensibilmente rammaricato, ha comunicato la presa d’atto di quanto accaduto, affermando: “Era un punto del nostro programma (ndr: non tutto quanto proposto nel referendum) ma il popolo è Sovrano; prendiamo atto di questo voto e continuamo il nostro lavoro”.

Moltissimi italiani, però, ora ne chiedono le dimissioni, culmine di un periodo in cui, prima Delmastro indagato, poi la così ampia sconfitta al referendum, fanno da piatto centrale sul Menù di quella che si prospetterebbe essere una crisi di Governo.

Felice Vicidomini

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