Un delicato intervento di chirurgia robotica è stato portato a termine all’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore, dove l’équipe di Urologia ha rimosso tre formazioni tumorali dallo stesso rene riuscendo a conservarne la funzionalità.
A sottoporsi all’operazione è stato un uomo di 68 anni, con una precedente storia clinica legata a un tumore renale. In passato, infatti, il paziente era stato operato al rene destro per un carcinoma. I successivi controlli avevano poi evidenziato la presenza di tre distinte neoformazioni sul rene sinistro, rendendo necessario un nuovo intervento.
L’intervento eseguito con il robot
I medici hanno optato per una nefrectomia parziale robot-assistita, procedendo alla rimozione delle tre masse senza dover asportare l’intero organo. Una scelta particolarmente importante in considerazione del precedente intervento e della necessità di preservare la funzionalità renale residua.
L’operazione, eseguita con l’ausilio del sistema robotico da Vinci, si è conclusa senza perdite ematiche rilevanti e non è stato necessario ricorrere a trasfusioni. Il decorso postoperatorio è stato regolare e il 68enne ha potuto lasciare l’ospedale dopo cinque giorni di degenza.
L’intervento rappresenta una delle più recenti applicazioni della chirurgia robotica nell’ambito dell’Urologia dell’Umberto I. Nelle settimane precedenti, la stessa équipe aveva affrontato anche un caso particolarmente complesso: l’asportazione del rene destro di un paziente colpito da una neoplasia di grandi dimensioni, accompagnata da una trombosi della vena cava. Nel corso della procedura era stato rimosso anche il trombo.
La tecnologia robotica in ospedale
Il robot chirurgico da Vinci è operativo presso l’ospedale di Nocera Inferiore dall’ottobre 2024. La piattaforma è stata acquisita dall’Asl Salerno grazie a finanziamenti del Por Campania Fesr 2014-2020.
Secondo quanto sottolineato dalla direzione dell’Asl Salerno, l’introduzione della tecnologia robotica consente di ampliare le possibilità chirurgiche offerte ai pazienti del territorio, mettendo a disposizione strumenti e competenze per interventi che in passato potevano richiedere il trasferimento in altre province o fuori regione.
Il risultato ottenuto con il paziente 68enne conferma, nell’ambito delle attività dell’Unità di Urologia, l’importanza della chirurgia conservativa nei casi in cui sia possibile intervenire sulle lesioni mantenendo l’organo funzionante.
Redazione