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Tragico rogo a Gragnano, svolta nelle indagini: la figlia reo confessa per la morte della madre

Tragico rogo a Gragnano, svolta nelle indagini: la figlia reo confessa per la morte della madre
  • PubblicataAgosto 30, 2026

GRAGNANO – Una svolta drammatica e sconvolgente segna le indagini sulla tragedia consumatasi in via Vittorio Veneto, a pochissima distanza dal palazzo comunale di Gragnano. Quello che in un primo momento era apparso come un drammatico incidente domestico si è rivelato essere un orribile delitto: Gena Totaro, 75 anni, è morta per mano della figlia convivente, Francesca Buonopane, 53 anni, che ha ammesso davanti agli inquirenti di aver appiccato volontariamente il fuoco.

La dinamica dell’omicidio e la confessione
​Secondo la ricostruzione effettuata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, guidata dal procuratore Nunzio Fragliasso, la 53enne avrebbe reciso intenzionalmente il tubo del gas all’interno della cucina, provocando la saturazione del locale, per poi appiccare le fiamme.

​Ancora cosciente, la madre avrebbe tentato disperatamente di domare il rogo aprendo la finestra del balcone. Proprio quel gesto, però, ha provocato l’afflusso d’aria che ha scatenato una violenta fiammata di ritorno: la 75enne è stata investita in pieno, perdendo i sensi e rimanendo in balia del fuoco. Invece di prestarle aiuto o allertare i soccorsi, la figlia si sarebbe allontanata dall’appartamento lasciando la madre al suo destino.

​A dare l’allarme e a tentare un primo, coraggioso intervento sono stati due passanti che, notando il fumo denso uscire dall’immobile, si sono precipitati verso l’appartamento. Il loro tempismo ha evitato una catastrofe ancora maggiore: a poca distanza dal punto d’innesco del rogo, infatti, gli investigatori hanno rinvenuto una seconda bombola di gas, del tutto piena, che avrebbe potuto causare un’esplosione devastante per l’intero palazzo e per il centro cittadino.

​Il fermo e l’autopsia
​A seguito della confessione, per Francesca Buonopane è scattato il fermo indiziario con le pesantissime accuse di omicidio volontario e tentato incendio. La donna si trova ora reclusa nel carcere di Secondigliano, sorvegliata a vista, in attesa dell’interrogatorio di garanzia davanti al GIP.
​I magistrati hanno disposto l’autopsia sulla salma di Gena Totaro per chiarire con esattezza le cause del decesso e verificare l’eventuale inalazione di fumi tossici prima del propagarsi definitivo delle fiamme.

​I magistrati hanno disposto l’autopsia sulla salma di Gena Totaro per chiarire con esattezza le cause del decesso e verificare l’eventuale inalazione di fumi tossici prima del propagarsi definitivo delle fiamme.

Una famiglia ripiombata nell’incubo
​La tragedia si inserisce in un contesto familiare già profondamente segnato da un dolore mai rimarginato. Gena Totaro era infatti la nonna di Alessandro, il ragazzino di soli 13 anni tragicamente precipitato dalla finestra della sua cameretta il 1° settembre 2022, in una drammatica vicenda legata a presunti episodi di cyberbullismo e stalking.
​A quattro anni di distanza da quel tragico evento, la stessa famiglia si trova nuovamente travolta da un lutto sconvolgente che lascia l’intera comunità di Gragnano senza parole.

Redazione

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