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Terzigno, la stretta di mano dopo la lite a scuola: il sindaco Carillo incontra i due ragazzi

Terzigno, la stretta di mano dopo la lite a scuola: il sindaco Carillo incontra i due ragazzi
  • PubblicataSettembre 23, 2026

Dalla tensione dei giorni scorsi a una stretta di mano. È questo il gesto con cui si chiude, almeno sul piano umano, una vicenda che aveva scosso la comunità di Terzigno.

A raccontare l’incontro è il sindaco di Terzigno, Salvatore Carillo, che ha voluto incontrare entrambi i ragazzi coinvolti nella lite avvenuta nei giorni scorsi all’esterno della scuola e nella quale uno dei due, 14 anni, aveva portato con sé un coltello dopo un litigio con un compagno di classe.

Il primo cittadino ha scelto di non fermarsi al singolo episodio, ma di incontrare entrambi i giovani, convinto che dietro quel momento di rabbia ci fosse anche la necessità di chiarirsi.

«Abbiamo parlato a lungo, ci siamo fatti anche quattro risate», racconta Carillo. Poi il momento più significativo: i due ragazzi si sono chiariti e si sono stretti la mano.

Un gesto spontaneo che il sindaco definisce «sentito, vero» e che, insieme al confronto tra i genitori, ha rappresentato il momento più importante dell’incontro.

«Crescere significa anche ammettere i propri errori»

Nel suo messaggio, Carillo sottolinea il valore educativo di quanto accaduto. «Crescere significa anche questo: avere il coraggio di dire “sì, ho sbagliato”, ammettere i propri errori, assumersi le proprie responsabilità e chiedere scusa», scrive.

Il sindaco richiama anche una frase di Eduardo De Filippo, tratta da Il sindaco del rione Sanità: «L’uomo è uomo quando capisce che è venuto il momento di fare marcia indietro, e la fa».

Per Carillo, dunque, oggi non è necessario tornare sulla cronaca dell’episodio, per quanto grave. L’attenzione deve essere rivolta soprattutto a ciò che può nascere dopo: dalla consapevolezza dell’errore alla possibilità di comportarsi diversamente.

«Tutti possiamo sbagliare, soprattutto quando si è ragazzi. Ma si diventa davvero adulti quando si comprende la gravità di ciò che si è fatto e si sceglie di comportarsi diversamente», sottolinea.

Il monito ai compagni: «Adesso tocca a voi dare l’esempio»

Durante l’incontro il sindaco ha rivolto ai due ragazzi anche un invito preciso: trasformare quanto accaduto in un’occasione per dare l’esempio ai propri compagni.

Un passaggio particolarmente importante riguarda infatti il comportamento degli altri studenti presenti al momento della lite. Carillo racconta di aver visto il video dell’episodio e di essere rimasto colpito dal fatto che nessuno fosse intervenuto per separare i due ragazzi.

«Mentre se le davano di santa ragione, nessuno interveniva per separarli. Anzi, si sentiva persino qualcuno incitarli. Questo non va bene», afferma il sindaco.

Una riflessione che allarga il discorso oltre i due protagonisti e coinvolge l’intera comunità: ragazzi, famiglie, scuola e istituzioni.

Il ringraziamento alla scuola

Nel suo messaggio, Carillo ha voluto infine ringraziare la dirigente scolastica Rosaria Murano e tutti i docenti per la sensibilità dimostrata nella gestione della vicenda.

L’auspicio è che da un episodio nato dalla rabbia possa emergere una lezione più ampia sul valore della responsabilità, del confronto e della capacità di riconoscere i propri errori.

«Alla fine, anche da una brutta storia può venire fuori qualcosa di buono», conclude il sindaco. «E questa volta, forse, sono stati proprio loro due a ricordarcelo».

Una stretta di mano, dunque, come simbolo di un passo indietro e di una possibilità di ripartire. Per i due ragazzi, ma anche per una comunità chiamata a interrogarsi su come prevenire episodi simili e, soprattutto, su come educare i più giovani a non trasformare un conflitto in violenza.

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