Sant’Antonio Abate, dal cantiere della piscina riemerge un’antica villa rustica romana
Il sindaco: “Non ci fermiamo, la integreremo nel centro sportivo”
Durante i lavori per la nuova piscina comunale è riemersa l’aia di una villa rustica di epoca romana, con lapillo vulcanico e solchi di coltivazione sigillati dal 79 d.C. Il sindaco Ilaria Abagnale annuncia una variante al progetto: il cantiere sarà traslato, i lavori proseguiranno senza rallentamenti.
Sant’Antonio Abate – Una scoperta straordinaria arriva dal sottosuolo, proprio dal cantiere della nuova piscina comunale. Ai margini dell’area di scavo è riemersa l’aia di un’antica villa rustica di epoca romana, con tanto di lapillo vulcanico e solchi di coltivazione perfettamente conservati, sigillati nel tempo esattamente come il Vesuvio li lasciò in quel tragico 79 d.C.
A darne notizia è il sindaco Ilaria Abagnale, che racconta l’emozione della scoperta:
“Vivere in prima persona il racconto della stratificazione del terreno è un’emozione indescrivibile. Ritrovare il lapillo vulcanico e i solchi di coltivazione perfettamente conservati, sigillati nel tempo esattamente come il Vesuvio li lasciò in quel tragico 79 d.C., è un tuffo nel passato che lascia senza fiato.”
Nei giorni scorsi sono stati effettuati i sopralluoghi di rito da parte della Soprintendenza Archeologica. Grazie agli ampi spazi a disposizione, l’amministrazione comunale può intervenire con una piccola variante al progetto, semplicemente traslando l’area di cantiere.
Conseguenza pratica: i lavori per il centro sportivo proseguiranno senza alcun rallentamento. Anzi, secondo il sindaco la scoperta si trasforma in un’opportunità:
“Un tassello di storia da toccare con mano che, in futuro, potremo valorizzare e integrare alla struttura, arricchendo il nostro patrimonio culturale e la profonda conoscenza delle nostre radici.”
“Il futuro dello sport a Sant’Antonio Abate cresce di pari passo con la valorizzazione della nostra magnifica identità”, conclude Abagnale.
I precedenti archeologici
Sant’Antonio Abate non è nuova a ritrovamenti del genere. Nel 1974, in via Casa Salese, emerse la Villa Cuomo, un’altra villa rustica romana sepolta dall’eruzione del 79 d.C., per cui è stato stanziato circa 1 milione di euro di fondi ministeriali per il restauro.
Il territorio conta già 18 ville rustiche censite, a conferma dell’alta densità archeologica dell’area stabiese.
La nuova piscina comunale, in costruzione nell’ex Area Fiera, è stata pensata per servire un bacino che per chilometri non ha strutture simili.
Redazione