Il simbolo della Grande Inter si è spento nella notte a 83 anni. Una carriera tutta in nerazzurro, quattro scudetti, due Coppe dei Campioni e il titolo europeo con la Nazionale nel 1968. Lunedì i funerali a Milano
È morto Sandro Mazzola
Il calcio italiano piange Sandro Mazzola. La leggenda dell’Inter e della Nazionale è morta nella notte tra venerdì 18 e sabato 19 settembre, all’età di 83 anni. A dare l’annuncio è stata l’Inter, la società alla quale Mazzola ha dedicato l’intera carriera da calciatore.
Una notizia che segna la fine di un’epoca. Mazzola è stato uno dei protagonisti assoluti della Grande Inter di Helenio Herrera, una delle squadre più importanti nella storia del calcio italiano ed europeo.
Nato a Torino l’8 novembre 1942, Sandro Mazzola avrebbe compiuto 84 anni il prossimo 8 novembre. Era figlio di Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino scomparso nella tragedia di Superga nel 1949.
Una carriera, una sola maglia
Mazzola ha indossato per tutta la carriera professionistica la maglia dell’Inter. Dal 1961 al 1977 ha disputato 565 partite ufficiali, realizzando 158 gol secondo i dati riportati dalle principali fonti internazionali; l’archivio ufficiale dell’Inter ne attribuisce 161 considerando il proprio criterio statistico.
Con i nerazzurri ha conquistato quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali.
Il suo nome è indissolubilmente legato soprattutto alla prima grande epopea internazionale dell’Inter. Nel 1964, nella finale di Coppa dei Campioni contro il Real Madrid, Mazzola realizzò una doppietta nel successo per 3-1 che consegnò ai nerazzurri il primo grande trofeo europeo della loro storia.
Nel 1965 arrivò anche la seconda Coppa dei Campioni consecutiva.
L’Europeo con l’Italia e la finale mondiale del 1970
Mazzola è stato protagonista anche con la maglia della Nazionale italiana. In azzurro ha collezionato 70 presenze e 22 gol, vincendo il Campionato Europeo nel 1968. Ha inoltre partecipato a tre edizioni dei Mondiali, nel 1966, 1970 e 1974.
Il momento più celebre resta il Mondiale del 1970 in Messico. L’Italia arrivò fino alla finale contro il Brasile di Pelé, persa 4-1, e Mazzola fu coinvolto nella celebre alternanza con Gianni Rivera, una delle vicende più ricordate della storia della Nazionale.
Due campioni, due grandi rivali sul campo, ma anche protagonisti di un rapporto che nel corso degli anni si sarebbe trasformato in una relazione di reciproco rispetto e amicizia.
Il peso di un cognome
La storia di Sandro Mazzola non può essere separata da quella di suo padre Valentino.
Quando il Grande Torino fu travolto dalla tragedia di Superga, il 4 maggio 1949, Sandro aveva appena sei anni. Crescere con il cognome Mazzola significava convivere con un’eredità sportiva enorme.
Sandro, però, costruì una storia propria.
Divenne una delle figure simbolo dell’Inter e del calcio italiano, trasformando quel cognome in una seconda leggenda. Nel 2014 è stato inserito nella Hall of Fame del Calcio Italiano.
Il dopo calcio e il legame con l’Inter
Dopo il ritiro, Mazzola rimase nel mondo del calcio. Ricoprì incarichi dirigenziali, prima all’Inter e poi al Genoa, mentre dal 2000 al 2003 lavorò anche nella dirigenza del Torino, il club che era stato la squadra di suo padre Valentino. Successivamente divenne opinionista e commentatore televisivo.
Anche lontano dal campo, il rapporto con l’Inter rimase fortissimo.
Nel messaggio con cui ha annunciato la scomparsa, il club nerazzurro ha ricordato Mazzola come una delle figure più importanti della propria storia.
I funerali di Sandro Mazzola
I funerali di Sandro Mazzola si terranno lunedì 21 settembre alle 14:45 nella Basilica di Sant’Ambrogio, a Milano.
Il mondo dello sport renderà omaggio alla leggenda nerazzurra anche sui campi. La FIGC ha disposto un minuto di raccoglimento in occasione delle gare di tutte le competizioni del fine settimana, mentre le bandiere della sede federale di Roma e del Centro Tecnico di Coverciano sono state poste a mezz’asta.
Anche il CONI ha invitato tutte le federazioni, discipline associate ed enti di promozione sportiva a osservare un minuto di silenzio durante le manifestazioni sportive del weekend.
L’addio a una leggenda
Con Sandro Mazzola scompare uno degli ultimi grandi protagonisti di quella generazione che ha fatto la storia del calcio italiano.
Una carriera interamente legata all’Inter, i trionfi con la Grande Inter, l’Europeo con la Nazionale, la finale mondiale del 1970 e una lunga vita trascorsa nel mondo del calcio.
Il figlio di Valentino Mazzola è riuscito a trasformare un cognome già leggendario in una storia tutta sua.
Sandro Mazzola lascia così un’eredità che va oltre i trofei e i numeri: quella di un campione diventato, nel tempo, parte della memoria del calcio italiano.
Redazione