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REGIONALI, FINE DELL’ERA DE LUCA: LA VERA SFIDA È L’ASTENSIONISMO.

REGIONALI, FINE DELL’ERA DE LUCA: LA VERA SFIDA È L’ASTENSIONISMO.
  • PubblicataNovembre 21, 2025

Siamo giunti al termine di una lunga campagna elettorale e, nella giornata di lunedì, la Regione Campania avrà il suo nuovo Governatore. Si chiude così l’era De Luca, tra risultati importanti e polemiche irrisolte.

A contendersi la guida della Regione sono l’ex Presidente della Camera Roberto Fico, in quota Movimento 5 Stelle e candidato del “campo largo”, e il Viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli per il centrodestra. Tra chi ritiene la partita già chiusa in favore del campo largo e chi ancora spera in una “remuntada”, cercando di spingere il proprio elettorato all’ultimo sforzo, il vero vincitore rischia di essere ancora una volta: l’astensionismo.

Chiunque dovesse prevalere, la sensazione è che nessuno sia riuscito davvero a convincere la maggioranza dei cittadini. Tra chi ha governato negli ultimi decenni (da Bassolino a De Luca) e chi si appresta a farlo, esiste un divario profondo, non solo politico ma anche culturale e programmatico.

Sono stati giorni, purtroppo, poveri di contenuti e di visione, nei quali il confronto si è spesso ridotto a slogan, polemiche e questioni personali.

Preoccupa soprattutto il clima di disaffezione che si respira: uno sbiadire dell’entusiasmo che riflette fedelmente il mutamento (e lo smarrimento) della politica nazionale. I valori sono offuscati, sostituiti da comparse e personalismi, mentre sono sempre meno coloro che provano a portare avanti un’idea di politica nel senso di servizio e intesa come capacità di trasformare i problemi in soluzioni concrete, non solo limitarsi a denunciarli.

Sono tempi duri per la partecipazione e per il senso civico. Eppure, proprio in questo scenario, diventa ancora più rilevante non rinunciare alla propria voce. Cambiare rotta è possibile, ma solo a partire da un gesto fondamentale: andare a votare.

Non per appartenenza cieca, non per simpatia o antipatia, non per convenienza o imposizione, ma per scelta consapevole. Andare alle urne significa assumersi la responsabilità del futuro della propria terra, valutare programmi, competenze, coerenza e capacità, e scegliere secondo coscienza, non secondo convenienza.

Perché delegare agli altri, o restare a casa, non è mai una forma di protesta: è solo il modo più efficace per lasciare che decidano sempre gli stessi.

Gerardo Montella.

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