Potere al Popolo: da Napoli verso l’Europa
Essendo che questo partito/movimento fa di tutto per saltare agli onori della cronaca, spesso nera, non si può non analizzare il fenomeno e la genesi dietro POTERE AL POPOLO.

Potere al Popolo nasce nel 2017 su iniziativa di attivisti provenienti da diverse realtà sociali e politiche italiane. Tra le esperienze che contribuirono alla sua nascita vi fu quella dell’Ex OPG “Je so’ Pazzo” di Napoli, centro sociale attivo in progetti di mutualismo e partecipazione territoriale.
L’idea di costituire una nuova organizzazione politica maturò nel corso degli anni attraverso campagne sociali, iniziative pubbliche e momenti di confronto che coinvolsero attivisti e associazioni da diverse parti d’Italia, fino alla formalizzazione del movimento con il nome “Potere al Popolo”.In vista delle elezioni politiche del 4 marzo 2018 Je so’ pazzo accoglie l’appello lanciato nel giugno 2017 da Anna Falcone e Tommaso Montanari per la creazione di un nuovo polo alternativo alla sinistra del Partito Democratico che aggregasse realtà varie. All’assemblea del 18 giugno 2017 al Teatro Brancaccio di Roma però si consuma la rottura tra gli esponenti moderati di Sinistra Italiana, Possibile, e Articolo Uno, e l’ala radicale rappresentata dai collettivi, tra i quali quello del centro sociale napoletano Je so’ pazzo, del Partito Comunista Italiano, e altri. In seguito all’accordo elettorale raggiunto tra i vertici di Sinistra Italiana, Possibile e Articolo Uno per formare una lista comune, poi nota come Liberi e Uguali, siglato al di fuori del processo costituente del Brancaccio, Falcone e Montanari decidono di annullare l’assemblea nazionale prevista il 18 novembre 2017, terminando il cosiddetto “percorso del Brancaccio”.Gli attivisti di Je so’ pazzo decidono quindi di indire una nuova assemblea nazionale il 18 novembre 2017 per la costruzione di un movimento che desse rappresentanza alle battaglie sociali e alle idee di singoli, centri sociali, associazioni e partiti che si sentivano senza rappresentanza. All’appello si presentano quasi 800 persone, tra cui rappresentanti di molte associazioni (come Eurostop e Clash City Workers) e partiti (come il Partito della Rifondazione Comunista, il Partito Comunista Italiano e Sinistra Anticapitalista), gettando le basi per la presentazione della futura lista. All’assemblea nazionale del 17 dicembre 2017 viene ufficializzato il nome della lista e una struttura organizzativa per costruire un movimento che andasse oltre la scadenza elettorale. All’assemblea Viola Carofalo (ricercatrice di filosofia presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” e attivista di lungo periodo di Je so’ pazzo) viene scelta come portavoce e poi nominata ufficialmente quale capo del movimento il 6 gennaio 2018.La lista viene quindi infine appoggiata da diversi partiti politici: Rifondazione Comunista, dal cosplay del Partito Comunista Italiano, Sinistra Anticapitalista, Partito del Sud, Rete dei Comunisti, Risorgimento Socialista, Democrazia Atea, parodia poco azzeccata, ma che ha il suo perché, e Movimento RadicalSocialista. La lista include o ha incluso anche altri piccoli partiti, movimenti politici, centri sociali, sindacati, associazioni e comitati locali, tra cui Clash City Workers, Movimento Pirata Rivoluzionario, Eurostop (piattaforma sociale a sua volta composta, tra gli altri, da Rete dei Comunisti, dal PCI e dall’Unione Sindacale di Base) e membri dei movimenti No TAV, No TAP, No MUOS e No TRIV.Alle elezioni la lista ottiene l’1,13% dei voti per la Camera e l’1,05% per il Senato, non riuscendo a conquistare alcun seggio parlamentare, nonostante fossero 17 le realtà coinvolte.Alle elezioni regionali in Lazio candida alla Presidenza della Regione la ginecologa femminista Elisabetta Canitano, che ottiene l’1,41% mentre la lista l’1,31%, non eleggendo alcun consigliere. Neanche in questa occasione.

Ma intanto il partito si fa notare per le proteste, sempre accese, spesso violente verso il patrimonio urbano mobile ed immobile, verso le forze dell’ordine e le istituzioni. Tant’è che tra il 2024 e il 2025, Potere al Popolo viene infiltrato dall’antiterrorismo.Tra maggio e giugno 2025, insieme al quotidiano Fanpage.it, il movimento rende nota un’inchiesta che ha scoperto l’infiltrazione di 5 agenti dell’antiterrorismo (ossia, la Direzione centrale della polizia di prevenzione) tra le città di Roma, Napoli, Bologna e Milano nelle sue fila tramite le organizzazioni giovanili vicine al movimento, Cambiare Rotta, famoso oer la violenta aggressione ad Hallissey dei Radicali/+Europa, e Collettivo Autorganizzato Universitario (CAU), denunciando la cosa come un attacco alle libertà democratiche in Italia.Dopo alcune iniziali smentite da fonti di polizia, il governo ha confermato l’operazione durante un’interrogazione parlamentare, almeno per quanto riguarda le organizzazioni giovanili, sostenendo che fosse un’attività legata alla prevenzione rispetto a possibile turbative dell’ordine e della sicurezza pubblica. Infiltrazione arrivata dopo la riaporopriazione statale di locali abusivamente occupati da centri sociali e realtà di stampo anarco-comunista.

Al contempo, lo stesso Governo Meloni ignorerà la presenza altrettanto abusiva di CasaPound, a poche centinaia di metri dalla sede di Fratelli d’Italia.Facciamo un piccolo salto e arriviamo al motivo dietro questa analisi:
POTERE AL POPOLO È VIOLENTO? La risposta breve è sì, ma solitamente le risposte brevi non sono necessariamente le più congrue.
22 Settembre 2025, Potere al Popolo e altre sigle scendono in piazza per dire basta al Genocidio Palestinese da oarte del governo sionista di Israele. Nonostante l’idea sia nobile e pacifica, in breve ci sono i orimi scontri con la polizia. Autostrade occupate, danni s strade, ferrovie, autobus, auto, agenti feriti, manifestanti picchiati, violenza fisica verso oggetti e persone.

24 Settembre 2025: Attacco all’aereoporto di Caselle e violenza a Torino.
Un altro episodio oggetto della richiesta di misura cautelare è l’irruzione nella sede della Città Metropolitana di Torino, avvenuta il 14 novembre 2025. In quella circostanza, secondo quanto riportato, nove operatori del Reparto Mobile erano rimasti feriti, con prognosi di sette giorni.Facciamo un piccolo salto: 29 Novembre 2025, Potere al Popolo, insieme ad altre sigle attacca il giornale La Stampa, accusandolo di essere sionista e corrotto. 34 identificati.In quell’occasione circa 80 manifestanti, dopo aver scavalcato i cancelli esterni, avevano fatto ingresso all’interno dello stabile utilizzando la forza intimidatrice del gruppo, provocando danneggiamenti a porte, a una telecamera di videosorveglianza e vergando diverse scritte.

Il 25 aprile, durante il corteo per la Festa della Liberazione a Roma, il segretario di +Europa e dei Radicali, Matteo Hallissey, è stato aggredito insieme ad altri compagni. I militanti di Cambiare Rotta hanno spruzzato spray al peperoncino e strappato le bandiere dell’Ucraina, portate in piazza come ogni anno, insieme a quelle della Palestina, riporta Attuale.“Siamo stati aggrediti brutalmente al corteo del 25 aprile. Sono dovute intervenire le forze dell’ordine e un’ambulanza per soccorrere me, l’inviato di Pulp Podcast Ivan Grieco e altri compagni radicali, tra cui il Segretario Filippo Blengino”, ha dichiarato Hallissey, esprimendo la sua indignazione per la violenza subita. “In una festa come quella della Liberazione è inammissibile ci sia spazio per questi gruppi violenti e incapace di tollerare la diversità in una piazza che dovrebbe essere inclusiva e aperta, nel ricordo dei partigiani e a sostegno di tutti i popoli che ancora oggi si difendono.”


Aggressione violenta anche l’8 Luglio 2026, quando alla manifestazione voluta dal Campo Largo, gli attivisti di Potere al Popolo sono arrivati, hanno contestato, pretendevano che coloro i quali erano titolati a stare sul palco scendessero e che la manifestazione si annullasse. Ovviamente si sono registrati scontri, con alcuni attivisti del Movimento 5 Stelle colpiti violentemente dagli uomini di Granato, il quale si è ritrovato anche vittima di un ceffone volante nel parapiglia.

Ultimo caso: 20 Luglio; le immagini di Bologna devastata dalla violenza di attivisti di Potere al Popolo ed altre sigle, hanno rapidamente fatto il giro d’Europa: le fiamme, i poliziotti come bersagli, le barricate, le vetrine spaccate, i lanci di oggetti e le auto carbonizzate. La città sotto assedio del 20 luglio, tramite i social, è rimbalzata sui telefoni di milioni di persone e le conseguenze sono state disastrose con prenotazioni cancellate, uno Stato ancora più aggressivo, privato con danni irreparabili al proprio patrimonio, un sindaco denunciato e le attività commerciali letteralmente sventrate.Il pretesto era nobilissimo. I modi, ovviamente, no.

ANSA/CIRO FUSCO
Ma questo testimonia e risponde: Potere al Popolo è un partito violento e pericoloso.
Redazione