Olimpiadi Milano-Cortina 2026: lo stato delle strutture a 20 giorni dall’evento
Mancano solo 20 giorni all’inizio delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, ma la situazione delle strutture è ancora critica. Nonostante le rassicurazioni italiane al Comitato Olimpico Internazionale (CIO), molte delle infrastrutture previste per l’evento non sono ancora pronte. Il Villaggio Olimpico di Milano, situato nell’ex scalo ferroviario di Porta Romana, è ancora in fase di costruzione, così come il PalaItalia Santa Giulia, la nuova arena per l’hockey su ghiaccio. Anche le strutture alpine, come la Pista Olimpica Eugenio Monti di Cortina d’Ampezzo e lo Snowpark Mottolino di Livigno, sono ancora in fase di completamento.
Il CIO ha espresso preoccupazione per lo stato delle strutture, ma il presidente di Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò, ha assicurato che tutto sarà pronto per l’inizio dei Giochi. Rimane da vedere se le strutture saranno pronte in tempo per garantire lo svolgimento delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026.
Strutture in costruzione o ristrutturazione
– Villaggio Olimpico di Milano: ex scalo ferroviario di Porta Romana
– PalaItalia Santa Giulia: nuova arena per l’hockey su ghiaccio
– Pista Olimpica Eugenio Monti: Cortina d’Ampezzo
– Snowpark Mottolino: Livigno
– Stadio Olimpico del Ghiaccio: Cortina d’Ampezzo (ristrutturazione)
– Arena del Biathlon: Anterselva (ristrutturazione)
Date importanti
– 6-22 febbraio 2026: Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026
– 6-15 marzo 2026: Giochi Paralimpici.
Impatto ambientale
La costruzione di strutture nuove in aree naturali, sta causando il disboscamento di queste, con la naturale ed ovvia conseguenza di danni al patrimonio foloro-faunistico, con milioni di piccoli roditori ed uccelli uccisi o costretti a trovarsi una via (considerando anche che ora è periodo di letargo e molte bestioline riposano nelle parti cave degli alberi, ora tranciati per far posto al “progresso” dell’Olimpiade-propaganda).
Come mostrato, poi inoltre, dal programma TV “Le Iene” e dal giornale “Il Fatto Quotidiano”, anche ripreso da “Fanpage.it”, pare che la situazione sia tutto fuorchè chiara, visto che emergono numerosissime extraspese che, come pronosticabile, impatteranno sul bilancio e sulle tasche dei cittadini contribuenti, i quali si vedono ridotti o cancellati servizi pubblici legati a sanità, istruzione, infrastrutture e welfare, a favore di un evento di mera propaganda, che rischia di essere già un mega flop ancor prima di partire, e del riarmo in vista di un conflitto con i “comunisti” sino-sovietici o magistrati in Italia.
Sarà questa sfida la Caporetto del Governo Meloni? Ai posteri l’ardua sentenza.
Felice Vicidomini