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NOCERA NEL CUORE: IMMA ZINNIA SI RACCONTA A FELICE VICIDOMINI

NOCERA NEL CUORE: IMMA ZINNIA SI RACCONTA A FELICE VICIDOMINI
  • PubblicataSettembre 12, 2026

Nocera Inferiore è una Città dall’enorme narrativa eroica, ma anche la capitale di area dalla più radicata storia centrista.

Non a caso qui, la Democrazia Cristiana, come verosimilmente in tutta Italia, vinceva con numeri altissimi. Porterà in Parlamento anche Pietro Colella e Antonio Guerritore. Due Democristiani di pregiata fattura. Col secondo, psichiatra di eccellente valore, che sarà anche sindaco.

Bene, in una Città che mette in campo gli Avengers della Marvel, come può non essere l’ambizione delle generazioni successive diventare come coloro i quali hanno portato il nome della Città in giro per il Belpaese?

Ecco, l’eredità la raccoglie, parzialmente (le frammentazioni della DC sono troppe, tra ufficiali, ufficiose ed ereditarie) Azione, la cui referente Sottana è Imma Zinnia.

Ma chi è Imma Zinnia?

“È sempre la domanda più difficile, perché quando si parla di sé il rischio di fare autogol è altissimo.Sono curiosa, ostinata quanto basta e difficilmente riesco a restare in superficie. Mi piace capire le cose fino in fondo, studiarle, metterle in discussione. Ma allo stesso tempo ho bisogno delle persone, delle strade, delle conversazioni vere, di tutto ciò che ti impedisce di conoscere la realtà soltanto attraverso carte, riunioni e comunicati.Qualche giorno fa mi è stato detto: «Tu sei il popolo in tacchi a spillo».Mi ha fatto sorridere, ma poi ho pensato che forse mi aveva fotografata meglio di quanto avrei saputo fare io. Mi piace stare in mezzo alle persone senza costruirmi un personaggio, ascoltare molto e dire quello che penso, anche quando sarebbe più comodo non farlo.E ai tacchi a spillo, possibilmente, non rinuncio”.

Perché hai scelto Azione?

“Perché non cercavo una casa comoda. Cercavo un luogo politico nel quale fosse ancora possibile riconoscere che un problema complesso non ha necessariamente una risposta semplice. Di Azione mi ha convinto il tentativo di rimettere competenza, serietà e responsabilità dentro la politica. Questo non significa essere d’accordo su tutto. Anzi. Rivendico il diritto al dissenso, perché un partito non dovrebbe essere una caserma e l’appartenenza non dovrebbe mai spegnere il pensiero.Prima della tessera viene sempre la mia testa”.

Politicamente che situazione c’è a Nocera Inferiore oggi?

“Nocera vive una situazione apparentemente stabile, ma la stabilità non sempre è sinonimo di buona politica.Quello che mi preoccupa di più è un progressivo abbassamento delle aspettative. Ci siamo quasi abituati a considerare normale ciò che normale non dovrebbe essere: servizi che arrancano, periferie che aspettano, manutenzione che arriva dopo le segnalazioni, politiche sociali che troppo spesso rincorrono le emergenze. E poi c’è un altro problema: la politica cittadina rischia di trasformarsi in una discussione permanente su chi sta con chi, mentre dovrebbe tornare a discutere di cosa fare e, soprattutto, di come farlo.A me interessa molto meno il risiko dei nomi e molto di più il destino della città”.

Imma, secondo te, allora può esistere un’alternativa?

“Deve esistere. Ma non basta mettere insieme tutti quelli che sono contro qualcuno per costruirla. Un’alternativa credibile nasce quando persone anche diverse riescono a condividere una visione della città, obiettivi precisi e un metodo. Se cambiano soltanto i protagonisti e rimangono identiche logiche e abitudini, non è un’alternativa: è un cambio di sedie.Nocera ha bisogno di una proposta capace di far pensare anche a chi si è allontanato dalla politica: «Forse vale ancora la pena partecipare».Quella sarebbe già una piccola rivoluzione”.

Cosa proponi? Come Azione e come Imma s’intende

“Come Azione proponiamo una città amministrata con più programmazione, competenza e capacità di misurare i risultati. Politiche sociali, periferie, commercio, mobilità, verde e servizi non possono vivere di emergenze continue.

Come Imma aggiungo una parola: ambizione. Nocera non deve limitarsi a sistemare ciò che non funziona; deve tornare a chiedersi dove vuole essere tra dieci anni.E vorrei una politica meno autoreferenziale e più presente: se per accorgersi che una strada è sporca, un parco è chiuso o un servizio non funziona bisogna aspettare un post su Facebook, allora c’è qualcosa che non funziona prima ancora del servizio”.

A livello nazionale sei più da campo largo o centrodestra?

“Sono poco affascinata dai campi. Larghi, stretti o recintati che siano. Mi interessa molto di più sapere cosa c’è dentro.

Non sceglierei un’alleanza soltanto perché dall’altra parte c’è qualcuno da battere. E non considero il centro una sala d’attesa nella quale decidere, prima o poi, se andare a destra o a sinistra.Per me il centro è una posizione politica: europeista, riformista, pragmatica, garantista, seria sui conti pubblici e netta sui diritti.Le alleanze vengono dopo. Prima bisogna sapere chi siamo e cosa vogliamo fare. Altrimenti il famoso “campo largo” rischia di essere larghissimo all’ingresso e strettissimo quando arriva il momento di governare”.

Dove ti vedi da qui a cinque anni?

“Questa domanda meriterebbe una risposta molto politica. Invece ne do una molto semplice: mi vedo ancora libera.Libera di dire sì quando sono convinta e no quando serve. Libera anche di cambiare idea davanti a un argomento migliore. E libera di crescere senza dover diventare la copia di qualcun altro.Certo che ho ambizione. Diffido persino un po’ di chi fa politica e sostiene di non averne. L’ambizione, se è soltanto personale, è vanità. Se serve a costruire qualcosa, diventa energia.

Dove sarò esattamente non lo so. E forse è anche questo il bello.Probabilmente sarò ancora in mezzo alle persone.

E, conoscendomi, quasi certamente ancora con i tacchi a spillo”.

Io, a questa chiosa non mi sento di aggiungere altro, se non augurare un enorme in bocca al lupo ad Imma Zinnia e al suo team per i percorsi futuri, lì nella terra di Colella e Guerritore.

Felice Vicidomini

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