MORTI SUL LAVORO, IL BILANCIO 2025 È UNA STRAGE!
SI MUORE PER TROPPA FATICA? NO, SI MUORE SUL LAVORO!
L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, ma spesso è precario, troppo spesso mortale.
La morte di Octay Stroici, infatti, è solo l’ultima di una lista gigante: sono 777, infatti, numero Biblico quasi, profetico, gli infortuni mortali sul lavoro nel 2025, statistica aggiornata al settembre dell’anno corrente (dati INAIL).
Il Governo ha pensato, per combattere la piaga della contraffazione e garantire che chi lavora sia realmente in regola, la creazione di un badge così da evitare subappalti, precarietà e rispetto delle condizioni contrattuali e sindacali del lavoro.Oltre a ciò, il decreto prevede anche incentivi per le aziende virtuose, premiando quelle che operano nel rispetto delle normative e delle buone pratiche di sicurezza.
Un’ulteriore misura che si distingue riguarda il supporto alle famiglie delle vittime: saranno stanziate borse di studio fino a 7.000 euro per gli orfani di coloro che hanno perso la vita sul lavoro, offrendo loro una speranza concreta per il futuro.
Ma non solo: la legge prevede anche il rafforzamento dei controlli, con un incremento significativo degli ispettori del lavoro e dei Carabinieri, per assicurarsi che le normative siano rispettate e che le condizioni di sicurezza siano finalmente una priorità assoluta.
Il punto, però, è che non basta una tessera o un controllo in più per fermare una catena che si regge su pratiche di sfruttamento e disuguaglianza, dove la sicurezza è come il pagamento adeguato (spesso inesistente). In questo scenario, d’altro canto, emerge anche la proposta di Roberto Fico, ex Presidente della Camera e candidato per il centrosinistra in Campania, che rilancia l’idea di una Procura ad hoc per la sicurezza nei cantieri.

In un Paese che ha visto davvero troppi morti sul lavoro, non è più ammissibile che il sistema continui a chiudere entrambi gli occhi di fronte a un modello di sviluppo che non tutela nè la vita di chi lavora, nè i diritti umani più basilari.
La sicurezza, dunque, deve diventare una priorità assoluta, non solo per evitare nuove prevedibili tragedie, ma anche e soprattutto per restituire dignità a chi ogni giorno rischia la propria vita per un salario nemmeno adeguato.

Basta propaganda, serve un’azione decisa per contrastare la mortalità sul lavoro e garantire un trattamento dignitoso al vero motore di questo Paese: coloro i quali lavorano e col sudore fanno grande la Nazione!
Felice Vicidomini