La Comunità LGBTQIA Palestinese: Figlia di una Doppia Oppressione
La comunità LGBTQIA non se la passa benissimo nei paesi arabi, esattamente come le donne e, sembra assurdo, ma anche in Palestina non fa eccezione, infatti la rainbow community affronta una doppia oppressione: da un lato, l’ostilità di una società patriarcale e conservatrice, dove l’omofobia e la transfobia sono diffuse al pari del machismo e del maschilismo, mentre dall’altro, le violazioni sistematiche dei diritti umani da parte dell’occupazione genocida e violenta del “democratico” Israele.
La Situazione Legale: Un Vuoto Legislativo
In Palestina, non esiste una legislazione specifica che protegga i diritti delle persone LGBTQIA, così come in tutto il mondo a legge islamica: l’omosessualità è considerata un tabù e le persone LGBTQIA possono anche essere perseguitate ed arrestate, quando non condannate a morte. La Cisgiordania e la Striscia di Gaza hanno, però, leggi diverse: la Cisgiordania ha decriminalizzato l’omosessualità maschile nel 1951, mentre la Striscia di Gaza è ancora governata da leggi più restrittive.
Il Fondamentalismo Islamico: Una Minaccia alla Società e alla civiltà
Il fondamentalismo islamico, rappresentato da gruppi come Hamas, letteralmente la costola del Mossad in Palestina, considera l’omosessualità un peccato e una minaccia alla società. Queste organizzazioni hanno commesso violenze e abusi contro le persone LGBTQIA, inclusi arresti, torture e esecuzioni, così come contro le donne libere ritenute “nemiche della moralità” e “haram”.
L’Attivismo LGBTQIA Palestinese: Una Lotta per la Dignità
Nonostante le evidentissime difficoltà, la comunità LGBTQIA+ palestinese è attiva e resistente. Organizzazioni come Al Qaws e Aswat lavorano per promuovere i diritti delle persone LGBTQIA e per contrastare l’omofobia e la transfobia. Questi gruppi sottolineano l’importanza di non separare i diritti LGBTQIA dalla lotta per la liberazione palestinese.
Il Pinkwashing Israeliano: Una Propaganda Pericolosa
Israele è stato accusato di utilizzare i diritti LGBTQIA come strumento di propaganda per giustificare il genocidio e la repressione dei palestinesi. Questo fenomeno, noto come “pinkwashing“, serve a distrarre l’attenzione dalle violazioni dei diritti umani commesse dallo stesso stato di Israele.
La Flotilla della Libertà per Gaza: Un Incidente Tragico
La Flotilla della Libertà per Gaza, nota anche come Sumud Freedom Flotilla, è stata una missione umanitaria che tentava di rompere il blocco navale israeliano sulla Striscia di Gaza. La flottiglia è stata intercettata dalle forze navali israeliane nelle acque internazionali fatta eccezione per una sola.
A bordo anche Greta Thunberg ed il collega di Fanpage.it, Saverio Tommasi. L’incidente ha scatenato una forte reazione internazionale, con molti paesi che hanno formalmente condannato l’azione israeliana.Ma c’è un però, molte persone islamiche, pur supportando la questione palestinese, hanno espresso riluttanza per il fatto che a bordo ci fossero anche persone LGBTQIA+ e/o di religione cristiane.
Conclusione
La comunità LGBTQIA palestinese affronta sfide immense, ma continua a lottare per i propri diritti e per la propria dignità. È importante sostenere questi gruppi e condannare le violazioni dei diritti umani commesse da Israele e dalle autorità palestinesi. Solo attraverso la solidarietà e la cooperazione, noi esseri umani possiamo creare un futuro più giusto e inclusivo per tutti.
Da cattolico condanno Nethanyahu, Hamas, Israele e ogni fondamentalismo religioso liberticida dei diritti umani e satanista nella sua essenza. La lotta democratica è ancora lunga.
Felice Vicidomini