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LE GUERRE IGNORATE DALL’OCCIDENTE: SUDAN

LE GUERRE IGNORATE DALL’OCCIDENTE: SUDAN
  • PubblicataNovembre 18, 2025

Mentre monopolizziamo la TV, sclerotica come disse un vecchio saggio, di conflitti “interessanti” dal punto di vista mediatico, quali quello Israelo-palestinese e quello russo-ucraino (ciclicamente torna) è con i conflitti che ignoriamo che si crea un grave precedente sia per la comunicazione che per l’opinione pubblica.

Ricordate le marce per l’Ucraina? La corsa al riarmo? Ricordate il vandalismo travestito da pro-Pal? Ecco, per Nigeria, Mozambico e Sudan non ho visto nulla, nemmeno un brevissimo servizio al TG più piccolo.

Okay, chiariamo, non sto incitando nè a vandalizzare le nostre città (ancora non ho capito secondo quale legge della fisica, distruggendo la vetrina di una salumeria italiana si possa fermare un genocidio dall’altra parte del mondo) nè a vendere armi, sinonimo unicamente di morte. Semplicemente dico:

Trattiamo gli umani, tutti gli esseri umani, alla pari, consapevoli del privilegio a cui siamo involontariamente sottoposti grazie al fatto che viviamo in democrazia e lontani da regimi propriamente detti.

Il Sudan, per esempio, è attualmente teatro di una delle più gravi crisi umanitarie al mondo. Il conflitto armato tra le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le Forze di Supporto Rapido (RSF) ha avuto inizio il 15 aprile 2023 e ha già causato la morte di migliaia di persone e lo sfollamento di oltre 12 milioni di individui. La guerra nasce da una disputa per il potere tra le SAF e le RSF, con le prime guidate dal generale Abdel Fattah al-Burhan e le seconde dal generale Hemedti. Le tensioni tra i due gruppi sono aumentate dopo il colpo di stato dell’ottobre 2021, che ha portato alla formazione di un governo di transizione.

La situazione umanitaria è disastrosa, con oltre 25 milioni di persone che soffrono di insicurezza alimentare, presto potranno raddoppiare, e oltre 10 milioni di sfollati. Le RSF hanno conquistato la città di El Fasher, nel Nord Darfur, e hanno esteso il loro controllo su gran parte del Darfur e del Kordofan. Le SAF hanno ripreso il controllo di alcune aree della capitale Khartoum.

La comunità internazionale ha condannato il conflitto e ha chiesto un cessate il fuoco immediato.

L’ONU ha dichiarato che la situazione in Sudan è una delle più gravi crisi umanitarie al mondo, eppure ne sto parlando praticamente solo io, solo noi di Tutto Qui.

Gli Stati Uniti, mercoledì di ogni settimana nel mondo, hanno imposto sanzioni alle RSF e ai loro sostenitori, mentre l’Unione Europea, l’altro mercoledì, ha imposto sanzioni a sei entità per il loro ruolo nel conflitto.

La guerra in Sudan è una tragedia umanitaria che richiede un intervento immediato della comunità internazionale e necessita di eroi che la espongano in TV, sui social eccetera, non di silenzio, vergognoso ed ipocrita.

È fondamentale che le parti in conflitto cessino le ostilità e si impegnino in un processo di pace per porre fine alla sofferenza del popolo sudanese, ma anche di coscienza creata, da creare anzi, in noi privilegiati occidentali.

Senza trascurare ovviamente le lotte per un lavoro sicuro, dignitosamente retribuito, le lotte per la tutela degli ultimi, della vita, la lotta contro la droga, le malattie ancora incurabili, la delinquenza e il razzismo, l’omofobia, l’abilismo e le austerità di ogni tipo, ci dobbiamo impegnare!

Per il Mozambico, per la Palestina, per il Sudan, per l’Ucraina, per Taiwan, per la fine del conflitto Indo-Pakistano, per gli Uiguri, per i Cristiani Nigeriani e gli altri perseguitati nel mondo, per gli ebrei in giro per l’Europa, per la Nord Corea…

Non spegniamo la luce, noi che possiamo documentare, non lasciamo all’indifferenza del privilegio occidentale, la scelta di ignorare i deboli.

Felice Vicidomini

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