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LA FEDERICO II AVVISA: FALDE CONTAMINATE IN CAMPANIA

LA FEDERICO II AVVISA: FALDE CONTAMINATE IN CAMPANIA
  • PubblicataMaggio 7, 2026

Falde contaminate in Campania: TCE e PCE oltre i limiti in 4 province. Allarme della Regione, picchi nella Terra dei Fuochi

Lo studio della Federico II rileva agenti cancerogeni nelle acque sotterranee di Caserta, Napoli, Avellino e Salerno. Ad Acerra valori 12 volte sopra soglia.

ASL in campo, Cannavacciuolo: “Violenza sistematica”Le acque sotterranee della Campania sono contaminate da sostanze cancerogene.

A lanciare l’allarme è uno studio dell’Università Federico II di Napoli, che ha spinto la Regione a chiedere alle ASL “verifiche integrate urgenti” in quattro province: Caserta, Napoli, Avellino e Salerno.

I composti incriminati sono il tricloroetilene (TCE), classificato come cancerogeno e collegato a tumori del rene, del fegato e al linfoma non-Hodgkin, e il tetracloroetilene (PCE), ritenuto probabile cancerogeno.In decine di siti delle cinque province campane i valori superano le concentrazioni soglia di contaminazione previste dalla legge, con i picchi più alti registrati nella Terra dei Fuochi.

La Federico II aveva già segnalato il 20 febbraio la “necessità di intraprendere azioni immediate di sanità pubblica”.

La mappa della contaminazione

Casertano: l’epicentro è Villa Literno, dove tra il 2023 e maggio 2025 gli sforamenti hanno interessato non solo pozzi privati, ma anche edifici pubblici: ufficio anagrafe, stadio comunale, cimitero, scuola Don Milani e caserma dei Carabinieri. Criticità diffuse anche ad Aversa, Casal di Principe, Casapesenna, Castel Volturno e Succivo. Vi segnalo, inoltre, il fatto che in provincia di Caserta, a Marcianise, vengono prodotte tutte le bibite a marchio Coca Cola e Pepsi, rendendo dunque “da attenzionare” ogni prodotto sul mercato meridionale.

Napoletano: superamenti ad Acerra, Giugliano, Boscoreale e Striano. Preoccupa soprattutto Acerra, dove il TCE raggiunge concentrazioni 12 volte superiori ai limiti di legge, in un territorio già segnato da un’alta incidenza di tumori.

Avellinese: fenomeno concentrato a Montoro, con “profili di particolare sensibilità” perché coinvolge la rete idrica, pozzi, filtri e serbatoi. I dati del 2025 mostrano valori ripetutamente fuori norma.

Salernitano: sforamenti a Scafati, Angri e Sarno, rilevati nel primo trimestre 2024.

Poco raccomandabile è anche la salubrità nel comune di Nocera Inferiore, nonostante le rassicurazioni amministrative.

La Regione sottolinea che la contaminazione, in aree agricole e fortemente antropizzate, impone controlli su usi irrigui e filiera agroalimentare. Il rischio è duplice: esposizione diretta per usi domestici da pozzi non controllati ed esposizione indiretta tramite la catena alimentare, con possibili fenomeni di bioaccumulo.

Cannavacciuolo: “Ogni ritardo è inaccettabile”

Dura la reazione di Alessandro Cannavacciuolo, attivista di Acerra protagonista delle denunce che hanno portato alla sentenza CEDU sulla Terra dei Fuochi: “Il nostro territorio continua a subire una violenza sistematica. Di fronte a dati così chiari, ogni silenzio o omissione è inaccettabile. Ad Acerra abbiamo TCE 12 volte oltre il limite. Pretendiamo interventi immediati”.

Cannavacciuolo ricorda che ad Acerra sono stati spesi oltre 5 milioni di euro per due pozzi pilota anti-inquinamento, mai entrati in funzione e oggi vandalizzati “nonostante le centinaia di migliaia di euro per la vigilanza”.

ASL Caserta: al via screening gratuiti a Villa Literno

L’ASL di Caserta ha attivato un piano straordinario. A Villa Literno parte il progetto “Villa Literno Salute”: screening gratuiti per la popolazione, unità mobili nelle piazze e monitoraggio della filiera alimentare. Il piano sarà esteso agli altri comuni critici. Scatta il divieto immediato di utilizzo per i pozzi privati contaminati.

“Non ci limitiamo ad analizzare l’acqua, mettiamo al centro la persona”, spiega il DG Antonio Limone. “È un impegno scientifico e civile per garantire il diritto alla salute”.

Il sindaco di Villa Literno: “Ma noi siamo agricoli, non industriali”

Valerio Di Fraia conferma la preoccupazione ma precisa: “I superamenti riguardano pozzi privati abusivi, non la rete idrica comunale”. Il sindaco ha chiesto campionamenti in tutte le strutture pubbliche e solleva un interrogativo: “Come mai la nostra falda è contaminata da prodotti di zone industriali lontane chilometri? Siamo un comune agricolo”.

Legambiente: “Informare subito i cittadini”

Per Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania, la richiesta della Regione è “necessaria e improrogabile”. Il nodo è l’uso diretto delle acque sotterranee per uso domestico e agricolo in aree non collegate alla rete pubblica. “Serve delimitare le aree a rischio e informare le comunità, affinché adottino precauzioni in attesa delle bonifiche”.

Felice Vicidomini

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