LA CAMPANIA SCEGLIE FICO, MA LA PARTECIPAZIONE È IN AFFANNO
Roberto Fico è il nuovo Presidente della Regione Campania.
Ha surclassato il candidato del centro-destra, Edmondo Cirielli, con un distacco di 25 punti percentuali (60,63% contro 35,72%). Una vittoria netta per l’ex Presidente della Camera, sostenuto dal cosiddetto “campo largo” e appoggiato dal governatore uscente Vincenzo De Luca. Al neo eletto Governatori gli auguri di un lavoro proficuo. Si appresta, infatti, a governare una delle regioni più importanti del Mezzogiorno e, allo stesso tempo, una delle più complesse sotto il profilo sociale, economico e amministrativo.
Dall’altro lato, la scelta del centro-destra appare poco incisiva, anche a causa di una candidatura percepita come divisiva. La conseguenza è il ripetersi di un dato ormai strutturale e allarmante: il calo dell’affluenza.
Solo il 44,1% degli aventi diritto si è recato alle urne. Di fatto, dunque, appena il 25,85% dei cittadini campani ha contribuito direttamente al risultato elettorale.
Il dato dell’astensionismo è preoccupante sia perché segnala un crescente distacco tra istituzioni e cittadini, sia perché rischia, nel lungo periodo, di indebolire la legittimazione democratica. Intendiamoci: la politica ha enormi responsabilità, ma restare a casa non può essere la soluzione.
Guardando alla provincia di Salerno, la distribuzione dei seggi si è chiusa con un 5 a 4 in favore del centro-sinistra, poiché le liste del campo largo non hanno raggiunto il premio di maggioranza del 60%. Tra conferme e sorprese, il risultato risultato, a sua volta, riapre il dibattito su rappresentanza, merito e peso delle segreterie di partito.

Due seggi spettano al Partito Democratico: primo eletto, a sorpresa, Corrado Matera con 19.621 preferenze, segno di un forte radicamento sul territorio e di un consenso costruito sul contatto diretto con le comunità locali; segue Franco Picarone con 13.174 preferenze.
Un seggio va alla lista del presidente uscente, A Testa Alta, che con l’8,39% porta in Consiglio regionale Luca Cascone, risultato il candidato più votato nella circoscrizione di Salerno con oltre 20.000 preferenze.
Entrano in Consiglio regionale anche i Socialisti con la lista Avanti, che con il 7,04% ottiene un seggio per Andrea Volpe, terzo candidato più votato in provincia con 17.305 preferenze.
Particolarmente curioso è il dato relativo alla lista Fico Presidente, che registra una differenza di oltre 10.000 voti tra il risultato di lista e le preferenze ai candidati. Grazie al voto di lista scatta il seggio per l’ex sindaco di Nocera Superiore, Giovanni Maria Cuofano, con poco più di 4.100 preferenze.
Questo meccanismo lascia fuori sia il Movimento 5 Stelle, che si ferma al 4,65% e non entra in Consiglio regionale, sia il consigliere uscente Tommaso Pellegrino, che con oltre 15.000 preferenze non riesce comunque ad essere rieletto con Casa Riformista.

Sul fronte del centro-destra, Forza Italia con il 9,26% torna ad avere un rappresentante in Regione grazie all’elezione di Roberto Celano (8.650 preferenze).
Per la Lega entra Mimì Minella con 5.941 preferenze, mentre un seggio va anche alla lista Cirielli Presidente, con Sebastiano Odierna primo eletto con poco più di 3.000 preferenze.
Merita un discorso a parte Fratelli d’Italia, che ha ottenuto il 14,37%. La linea del partito e del candidato presidente ha inciso in modo rilevante sulle preferenze. L’indicazione elettorale era chiara: votare Fabbricatore, che infatti viene eletto con 13.836 preferenze, lasciando fuori il consigliere uscente Nunzio Carpentieri (12.707 preferenze), nonostante il suo forte radicamento territoriale e il rilevante consenso personale.

Una dinamica che ha generato diversi malumori e che ripropone il tema, sempre attuale, del rapporto tra logiche di partito e valorizzazione del merito.
Non resta che augurare buon lavoro agli eletti e al nuovo Presidente della Regione, con la speranza che sappiano ricostruire un rapporto di fiducia con la comunità e contribuire a ridurre la distanza, ormai profonda, tra cittadini e istituzioni.
Gerardo Montella.