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“IO SONO CARLO”: EMOZIONE SU CANALE 5 NEL RICORDO DI SAN CARLO ACUTIS

“IO SONO CARLO”: EMOZIONE SU CANALE 5 NEL RICORDO DI SAN CARLO ACUTIS
  • PubblicataSettembre 28, 2026

Ieri sera, la Mediaset, sul suo canale ammiraglio, Canale 5, ha trasmesso “Il mio nome è Carlo”, film sulla vita di Carlo Acutis.

Nonostante qualche episodio sia stato, come detto dalla produzione, plasmato all’uso narrativo, il film descrive, e si affida moltissimo a fonti concrete, la vita di San Carlo Acutis. Canonizzato un anno fa da Papa Leone XIV, su indicazione di Papa Francesco.San Carlo Acutis nasce a Londra nel 1991, ma vive tutta la sua esistenza a Milano.

Frequenta le scuole elementari e medie presso le suore Marcelline e il liceo classico presso l’Istituto gesuita Leone XIII a Milano, dove intanto la famiglia si era trasferita a causa della professione del padre.

Carlo Acutis si contraddistingue fin da piccolo per la forte fede cattolica, presente in ogni aspetto della sua vita. Riceve la prima comunione ad appena sette anni perché ritenuto già maturo. Frequenta regolarmente le attività della Parrocchia presso la chiesa di Santa Maria Segreta, dove il 24 maggio 2003 si accosta al Sacramento della Cresima. La sua devozione è stata rivolta in particolare all’Eucaristia e alla Madonna; partecipava quotidianamente alla messa e recitava ogni giorno il rosario. I suoi modelli erano San Francesco e Santa Jacinta Marto, San Domenico Savio, San Luigi Gonzaga e san Tarcisio, Antonio di Padova, Francesco d’Assisi, Bernadette Soubirous e Maria Maddalena de’ Pazzi. Inoltre, pregava frequentemente l’Angelo custode e che era devoto a san Michele arcangelo.Oltre ad avere gli interessi tipici di un adolescente di quegli anni, cercava di aiutare chiunque avesse bisogno.Tra le sue grandi passioni vi era l’informatica, della quale si serviva per divulgare e testimoniare la fede attraverso la realizzazione di siti web (tra i quali uno che catalogava i miracoli eucaristici), con la collaborazione dell’Istituto San Clemente I Papa. Dopo la sua morte tale sito è diventato una mostra itinerante che ha fatto tappa in tutti i cinque continenti ed è stata installata in quasi 10 000 Parrocchie solo negli Stati Uniti d’America; nel resto del mondo è stata esposta in alcuni tra i più noti Santuari mariani, come Fátima, Lourdes e Guadalupe.

Il 2 ottobre 2006 iniziò ad accusare quelli che sembravano i sintomi di una comune influenza; sei giorni dopo, l’8 ottobre, le sue condizioni si aggravarono e gli venne diagnosticata una leucemia di tipo M3, a causa della quale morì il 12 ottobre, dopo soli quattro giorni dalla diagnosi, presso l’ospedale San Gerardo di Monza. Il funerale fu celebrato il 14 ottobre presso la sua parrocchia, Santa Maria Segreta a Milano.

Definito nel 2016 «quasi un Frassati milanese» dall’Osservatore Romano, nel gennaio 2007 le sue spoglie vennero trasferite dal cimitero di Ternengo a quello di Assisi, dove aveva espressamente richiesto di essere sepolto e dove rimasero fino alla traslazione nella chiesa di Santa Maria Maggiore nella stessa città, avvenuta il 6 aprile 2019.

La Chiesa è nota anche come Santuario della Spogliazione di San Francesco. Nel film si vede come un giovanissimo Carlo, già Santo, era impegnato con gli amici, aiutava i mendicanti, amava il suo “maggiordomo” e viveva guardando al suo migliore amico Gesù.

Il culto investe anche la Campania, il nostro Agro, dove, a Nocera Superiore, da anni si registrano guarigioni e miracoli, sospinti da una forte fede verso il Santo Ragazzo. Nella Chiesa di San Michele Arcangelo giace una reliquia del Santo milanese e, nel giorno della solennità dell’arcangelo, in TV, su Canale 5, va in onda il film-evento sulla vita del Ragazzo Miracoloso, diventato Santo.

Giacomo Campiotti dirige il film e scrive la sceneggiatura con Carlo Mazzotta. Il progetto è una coproduzione RTI e Movie Magic International, prodotto da Movie Magic International.Samuele Carrino interpreta Carlo a quindici anni. Nicolò Caruz Jaramillo e Edoardo Vitalone ne raccontano rispettivamente l’infanzia fino a sei anni e il periodo degli undici anni.

La scelta di tre interpreti accompagna il passaggio da bambino curioso a ragazzo consapevole della propria vocazione.

Lucia Mascino è Antonia Salzano, madre di Carlo, e Flavio Parenti è il padre Andrea Acutis. Brayan Palliyagoda interpreta Rajesh, il giovane accolto nella loro casa, mentre Maurizio Donadoni è il parroco che accompagna il percorso di fede del ragazzo.”Il mio nome è Carlo” è stato girato soprattutto a Milano, nei luoghi realmente frequentati da Carlo Acutis. La produzione ha utilizzato l’istituto delle Marcelline, il liceo Leone XIII, la Chiesa di Santa Maria Segreta e l’ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio.Le riprese hanno interessato anche Assisi, città decisiva nella spiritualità di Carlo e sede del Santuario della Spogliazione, dove oggi riposano le sue spoglie. Milano e Assisi collegano così la quotidianità dell’adolescente alla dimensione che, dopo la sua morte, ne ha reso universale la figura.Le location milanesi non sono ricostruzioni generiche: mostrano gli ambienti di studio, di preghiera e di famiglia in cui Carlo è cresciuto. Assisi offre invece le immagini legate alla sua devozione per san Francesco e alla memoria successiva.

Inoltre, preso dalla curiosità e dall’emozione, ho cercato il sito, attivo e visitabile, dunque vi lascio il link:

https://www.miracolieucaristici.org/it/Liste/list.html

Felice Vicidomini

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