IL METALLO CI UCCIDERÀ
La protesta dei lavoratori dell’ex Ilva a Genova non si ferma.
I sindacati hanno proclamato sciopero a oltranza e hanno bloccato l’autostrada A10 per chiedere la revoca del piano di ristrutturazione del governo e garanzie per il futuro dei lavoratori e dell’ambiente.
La situazione è critica: l’ex Ilva è uno degli impianti industriali più inquinanti d’Europa e la sua chiusura potrebbe avere gravi conseguenze economiche e ambientali per la città di Taranto e l’intera regione Puglia, sia per quanto concerne il lavoro sicuro sia per quanto concerne l’eventuale smantellamento o riconversione.
I lavoratori chiedono:
– Revoca del piano di ristrutturazione che prevede la chiusura di alcune parti dell’acciaieria.
– Garanzie per il futuro dei lavoratori, anche più che dell’ambiente.
– Convocazione di un tavolo di trattative a Palazzo Chigi per discutere il futuro dell’ex Ilva.
– Garanzie per la sicurezza dei lavoratori.
– Oppure una soluzione di investimenti per la bonifica e per la riqualificazione dell’area.
– Sviluppo di nuove attività economiche e industriali per sostituire l’acciaieria, come alternativa occupazionale per i dipendenti disoccupati (e malati).

L’impatto ambientale:
– L’ex Ilva è responsabile di emissioni di sostanze inquinanti che hanno causato gravi danni alla salute dei cittadini e all’ambiente, tra cui numerosissimi casi di tumore.
– La chiusura dell’acciaieria potrebbe portare a una riduzione delle emissioni, ma anche a problemi circa la bonifica e lo smantellamento degli impianti.
La protesta dei lavoratori dell’ex Ilva è un appello a tutti i cittadini e alle istituzioni per trovare una soluzione che coniughi sviluppo economico e tutela dell’ambiente.
Io sono completamente a favore della chiusura di ogni acciaieria e di ogni impianto dannoso non necessario (anche la Radiologia ospedaliera provoca tumori ai dipendenti, ma è indispensabile per la diagnostica) però sono, altresì, a favore della ricollocazione dei dipendenti o di un reddito temporaneo in attesa di nuovo impiego.
Difendo i diritti dei lavoratori, ma anche la salute delle persone e dell’ambiente.
Che lo Stato faccia da garante e trovi un lavoro a queste persone che cercano solo un modo dignitoso per arrivare a fine mese, senza però che questi gravi sulla salute degli altri.
Felice Vicidomini