il caso più mediatico d’Italia
Sono ormai giorni che i giornali, le televisioni e i mass media si stanno occupando del caso Garlasco, tanto da farlo diventare il caso mediatico più importante del momento. Ma che cos’è il caso Garlasco? Per chi non lo sapesse fu un delitto compiuto ben 18 anni fa in una villetta a Garlasco, in provincia di Pavia.
La vittima fu Chiara Poggi, una giovane ragazza di soli 26 anni, uccisa nella sua abitazione e colpita a morte con un oggetto contundente mai identificato. A trovare il corpo della giovane fu Alberto Stasi, fidanzato della ragazza, che allarmò le autorità. Quando si aprì il caso i primi sospetti si ebbero proprio su di lui, visto che nella descrizione dei fatti riportò alcune incongruenze e soprattutto al momento dell’accaduto non presentava alcuna macchia di sangue, (come se avesse voluto depistare le indagini) nonostante avesse fatto un sopralluogo quando trovò il corpo della fidanzata.

La cronaca italiana riservò una particolare attenzione nei confronti di questo fatto, visto che la ragazza era stata uccisa in circostanze sospette e con un assassino da trovare. Dopo un iter processuale molto approfondito, venne ritenuto colpevole del delitto: Alberto Stasi. Le principali motivazioni che lo portarono alla condanna furono: il mancato ritrovamento di tracce di sangue sulle sue scarpe, la presenza del DNA di Chiara sui pedali della bicicletta di Stasi, la conoscenza dell’abitazione (l’assassino si introdusse in casa senza dover forzare nulla, ciò fa intendere che a compiere l’omicidio fu una persona che conosceva bene l’abitazione e la vittima). Il signor Stasi, così, venne condannato a 16 anni di carcere.

Dopo lungo tempo però, la procura ha riaperto le indagini, visto che ci sono delle nuove prove che potrebbero correggere la storia del processo. La prova cruciale che ha riaperto l’indagine è stata la presenza di sangue trovata sotto le unghie della vittima, il cui DNA corrisponde ad Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, che ai tempi frequentava abitualmente la casa della famiglia Poggi. Non si escludono, tra l’altro l’ipotesi di persone terzi coinvolte nell’omicidio come le sorelle Cappa, cugine di Chiara, o addirittura una pista satanica da tenere in considerazione per alcune congetture. Dunque il delitto di Garlasco per il momento si va ad aggiungere al lungo elenco di casi irrisolti di cronaca nera che fanno parte del nostro Paese: il cosiddetto “Paese delle mezze verità”.

