GLI STATI UNITI ATTACCANO IL VENEZUELA: CHE SUCCEDE?
Ricordate la favoletta che dice che il bene vince sempre? Ecco, quella è un’illusione perpetrata diabolicamente dallo Stato che si erge a paladino della democrazia e della sua tutela.
Perché dico questo?
In data 3 Gennaio 2026 gli Stati Uniti hanno attaccato il Venezuela e tratto Maduro (e moglie) in arresto. Il Venezuela, dopo la morte di Hugo Chavez, nel 2013, ha avuto come capo di Stato Nicolas Maduro Moros, democraticamente eletto presidente.
Il problema è che lo stesso, dopo una carriera da autista di autobus, sindacalista e delfino di Chavez, successivamente all’aver avuto la benedizione anche di Papa Francesco e Maradona, ha preso una piega autarchica e repressiva. Infatti, diversi report, anche ONU (2020), confermerebbero che la situazione umanitaria venezuelana sia delle peggiori: diversi casi di uccisioni, torture e altri maltrattamenti, inclusi episodi di violenza sessuale, ai danni di manifestanti.
Altre considerazioni vedono il sistema giudiziario utilizzato per ridurre al silenzio i dissidenti, anche tramite il ricorso alla giurisdizione militare per perseguire i civili, configurando Maduro come un dittatore sostenuto dalla maggioranza dei militari.
Il problema però non è questo e lo sappiamo benissimo
Nonostante il capitalismo di stato, la repressione e la poca inclinazione alla democrazia, il Venezuela finora (presidenza Trump 1 e presidenza Biden) andava bene. È successo, però, che gli States hanno perso il monopolio commerciale su tutta l’America latina, l’Africa (Nigeria, vi dice nulla?) e Asia (ecco perché afferma la sua tracotante, ma vacillante, presenza a Taiwan e Giappone) dove finora regnava egemone.
Ora pare che il commercio sia in mano ai rivali cinesi, i quali, grazie al costo 0 della manodopera e alla puntualità nelle consegne, all’economicità del prezzo di vendita e del profitto pressoché illimitato dalla rivendita, sta spazzando via ogni concorrenza, decimando e spogliando la propaganda a stelle e strisce. A questo aggiungiamoci il pretesto razziale del narcotraffico, cavallo di battaglia di Donald Trump, e il fatto che il Venezuela è lo Stato più ricco di petrolio dell’America centro-meridionale e otteniamo il cocktail fatale.

Maduro è una melma, okay, ma Trump non è meglio, Gaza insegna, quindi chi ha ragione?
La risposta è una domanda più intima e polemica, in realtà: questa guerra cosa farà? A chi gioverà?
Beh, questo è solo un mio pensiero, ma credo che Trump sia l’unico vincitore, capace di avere tutti dalla sua in Europa e di agire impunitamente verso questo brutto periodo neocoloniale.
Son bastati 100 anni per far dimenticare la storia. Solo 100 anni.
Felice Vicidomini