FINANZIAMENTI AD HAMAS, 9 ARRESTI IN ITALIA
Arrestate 9 persone a Genova, accusate di aver finanziato Hamas con 7 milioni di euro
La polizia italiana ha arrestato 9 persone, tra cui Mohammad Hannoun, presidente dell’associazione dei palestinesi in Italia, accusate di aver finanziato Hamas con 7 milioni di euro attraverso associazioni benefiche. L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Genova, ha portato al sequestro di beni per 8 milioni di euro.
I dettagli dell’indagine
– Le operazioni di finanziamento sarebbero state effettuate mediante triangolazione di bonifici bancari o altre modalità tramite associazioni con sede all’estero.
– I finanziamenti sarebbero stati destinati a esponenti di Hamas, in particolare a Osama Alisawi, già ministro del governo di fatto di Hamas a Gaza.
– Aiuti economici sarebbero arrivati anche a familiari di persone coinvolte in attentati terroristici ai danni di civili o a parenti di detenuti per reati con finalità di terrorismo.
Le reazioni
– Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha definito l’operazione “molto importante e significativa”.
– Il procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Giovanni Melillo, e il procuratore di Genova, Nicola Piacente, hanno precisato che le indagini non cancellano i crimini commessi ai danni della popolazione palestinese.
Chi è Mohammad Hannoun
– Hannoun è stato definito dagli investigatori un “membro del comparto estero dell’organizzazione terroristica Hamas” e “vertice della cellula italiana dell’organizzazione Hamas”.
– Era già stato indagato dalla Procura di Genova negli anni Duemila e figura nella black list del dipartimento del Tesoro americano.
Questa notizia è importante per fare chiarezza circa la situazione attuale, affermando, ancora una volta, che la storia non ha mai una sola piega, nè tantomeno una sola linea.
Da pro Pal che sono, spingo oramai da sempre per la soluzioni orientata verso “due popoli, due stati” nonostante Israele ad oggi abbia rosicchiato e rubato oltre il 400% di quella che era la sua regione iniziale (come i coloni europei nella creazione degli Stati Uniti, con tanto di revisionismo storico a cura dei film western) e l’imperialismo-colonialismo occidentale abbia aggiunto il suo, col mandato britannico prima e la mano americana poi.
Oggi la situazione è questa: milioni di sfollati che soffrono la fame, bambini morti di incuria, freddo e pancia vuota, ragazzini costretti a combattere invece di giocare a calcio e noi seduti, comodi sul divano, a giudicare e spartire la ragione sotto un post Instagram.
Il mondo è marcio, lo è sempre stato e lo sarà sempre, quindi almeno noi, prima di essere tifosi, ultras violenti o semplici arbitri da tastiera touch, fermiamoci un attimo, informiamoci e cambiamo le cose; perchè, per tutelare un popolo soggetto a genocidio, non possiamo e non dobbiamo accettare di essere conniventi con il terrorismo e/o con una religione anticristiana, maschilista ed omobitransfobica.
Ovviamente la mia posizione è per il dialogo, la pace e la cessazione di ogni guerra in corso, ma visto che non siamo in un cartone Disney, non posso far altro che schierarmi con le vittime, come in Ucraina e in Nigeria, Mozambico, Sudan e Yemen, India, Pakistan e Taiwan, eccetera…
Ma sempre senza perdere di vista ciò che conta: l’autodeterminazione di un popolo attraverso la democrazia e la libertà.
Insieme per la pace.
Felice Vicidomini