DOPO LE URNE SCATTA LA RESA DEI CONTI: SCOPPIA IL CASO “CARPENTIERI”.
Archiviata la tornata elettorale, la Campania ha il suo nuovo Governatore: Roberto Fico. Una vittoria chiara e netta per il centrosinistra, seppur accompagnata dagli interrogativi sulla legittimazione che una bassa affluenza inevitabilmente comporta. In attesa della nomina della nuova Giunta regionale – sulla cui composizione, interna o esterna, regna ancora incertezza – va ricordato che i consiglieri eletti sono 50, tra conferme, sorprese ed esclusioni eccellenti.
Guardando alla nostra provincia, le prime esclusioni di peso riguardano il Movimento 5 Stelle, che con un modesto 4,65% non conquista alcun seggio nella circoscrizione.
Clamorosa anche l’uscita di scena di Tommaso Pellegrino, che nonostante le oltre 15mila preferenze non riesce a riconfermarsi in Consiglio regionale a causa dei voti di lista.
Nel centrodestra è evidente la debacle del candidato presidente Edmondo Cirielli.
Per Forza Italia, invece, arriva un risultato in crescita rispetto a cinque anni fa: il partito torna a eleggere un rappresentante, Roberto Celano, già consigliere comunale di Salerno.
L’esclusione che fa più discutere riguarda però Fratelli d’Italia e, in particolare, il consigliere uscente Nunzio Carpentieri: nonostante il forte consenso personale, si ferma a 12.707 voti, superato da Giuseppe Fabbricatore, che con 13.836 preferenze entra in Consiglio regionale.

Pur registrando un buon risultato complessivo – 14,37%, secondo partito dietro al PD – in FdI si è consumata una vera e propria resa dei conti tra Carpentieri e il candidato presidente Cirielli. Tutto è esploso dopo un comunicato social dello stesso Carpentieri, che ringraziando gli elettori ha attribuito la mancata rielezione alla scelta del partito di sostenere “in modo compatto” un altro candidato. Una decisione che, a suo dire, non ha nulla a che fare con il lavoro svolto né con la lealtà dimostrata negli anni, ma con questioni personali.
La replica di Edmondo Cirielli è arrivata a stretto giro, con la pubblicazione (sulla pagina social personale) di dati elettorali relativi al comune di Sant’Egidio del Monte Albino, evidenziato come unico centro della provincia in cui il candidato presidente avrebbe ottenuto un risultato inferiore rispetto alle liste. Da ciò, l’accusa implicita che Carpentieri non avrebbe garantito pieno sostegno alla candidatura presidenziale.
A difesa di Cirielli è intervenuta anche l’on. Imma Vietri, che ha replicato alle parole di Carpentieri accusandolo di averla esclusa dai lavori consiliari dell’ultimo quinquennio, nonostante – secondo la deputata – proprio il suo contributo alle scorse regionali avesse permesso a FdI e allo stesso Carpentieri di conquistare un seggio.
Inoltre, la Vietri ha accusato, l’ormai ex, consigliere di aver di fatto “consegnato” la sua città al PD, ricordando il contributo decisivo per l’elezione nel 2021, del sindaco attuale La Mura, che in questa tornata ha sostenuto Franco Picarone.

Per completezza, va ricordato che nelle elezioni politiche del 2022 fu lo stesso Carpentieri a sostenere attivamente la candidatura di Vietri nel collegio uninominale per la Camera, contribuendo al risultato elettorale nonostante una posizione non favorevole nel listino.
La scelta del partito, dunque, appare discutibile: non tiene conto del lavoro svolto né del consenso costruito giorno dopo giorno sul territorio. Una decisione che sembra dettata da dinamiche personali che non ci è dato conoscere – e che, onestamente, non ci interessa nemmeno approfondire. Quel che è certo è che quanto accaduto domenica pomeriggio non rappresenta una bella pagina di politica: botta e risposta social da parte di figure istituzionali, che degenera in scambi dal carattere personale più che politico. Viene da dire una polemica dal tono puerile e a tratti infantile.
Carpentieri ora sta valutando le conseguenze di quanto accaduto. Non è la prima volta che emergono frizioni: la faida interna con i vertici del partito va avanti da tempo.
Al di là della semplificazione narrativa tra “buoni e cattivi” – una dicotomia che rischia di distogliere l’attenzione dai ruoli istituzionali e dal merito politico – la scelta dell’ex consigliere potrebbe rivelarsi rilevante nello scacchiere politico dell’Agro nocerino-sarnese, considerate le interlocuzioni attive e il consenso territoriale di cui dispone. L’evoluzione del quadro, pertanto, potrebbe incidere in modo significativo sugli assetti del centrodestra nell’Agro e oltre.
L’attenzione resta alta. Le prossime settimane chiariranno se si tratta di un episodio circoscritto o dell’avvio di una più ampia ridefinizione degli equilibri politici sul territorio.
Gerardo Montella.