Il disastro ecologico della Grimaldi: 198 fusti tossici nel Santuario dei Cetacei
Il 16-17 dicembre 2011, la nave Eurocargo Venezia della Grimaldi Lines, diretta da Catania a Genova, fu coinvolta in un disastro ambientale nel cuore del Santuario dei Cetacei, tra Gorgona e Livorno.
Durante un violento naufragio, oltre 30 tonnellate di sostanze tossiche, tra cui monossido di cobalto e molibdeno, finirono nel Mar Tirreno, mettendo in pericolo tutto l’ecosistema marino e la fauna protetta della zona.La nave cargo aveva a bordo dei catalizzatori di proprietà di una società lussemburghese e provenienti dal polo petrolchimico di Priolo Gargallo, Siracusa. Durante una tempesta, i fusti sono stati persi in mare, ma l’equipaggio non se ne è accorto fino all’arrivo a Genova.
Le operazioni di recupero dei fusti sono iniziate, però, con colpevolissimo ritardo: solo 5 mesi dopo il disastro, e 71 bidoni sono rimasti, da quel momento, sul fondale.
La sentenza del 2015 ha clamorosamente assolto i responsabili, nonostante un danno valutato per 22 milioni di euro.
Il disastro ha sollevato numerose critiche e preoccupazioni sull’ambiente e sulla sicurezza marittima, tant’è che la vicenda è ancora oggi oggetto di dibattito e di indagine. Oggi, però, quei fusti stanno contaminando l’acqua di cui i pesci fruiscono per vivere, gli stessi pesci che noi mangiamo ogni giorno (visto che il cibo ogni giorno viaggia in lungo e in largo lo stivale) e che ci fanno ammalare di tumore.
Tutto ciò senza che nessuno abbia ancora pagato per le sue colpe.
Felice Vicidomini