DIRITTI: DAL MONDO A NOI, COME VIVONO LE PERSONE?
Oggi voglio portarvi in viaggio verso le società a maggioranza islamica ed ebraica, più che per confrontarle tra loro, per metterle a confronto con la società laica-cristiana dell’Europa, edcludo il nordamerica perchè lì il discorso è diversissimo, essendo un melting pot di culture, etnie, commistione di tradizioni eccetera. Partiamo!
Stati a maggioranza islamica
In molti paesi a maggioranza islamica, i diritti delle donne sono limitati rispetto a quelli degli uomini. Ad esempio, in Arabia Saudita, le donne devono ottenere il permesso di un uomo per sposarsi, viaggiare o lavorare. In Iran, le donne sono escluse da alcune professioni e ricevono salari inferiori rispetto agli uomini per lo stesso lavoro.
Inoltre, in molti paesi a maggioranza islamica, i diritti LGBTQIA+ sono limitati o inesistenti. Alcuni paesi, come l’Arabia Saudita, l’Iran e il Brunei, hanno leggi che puniscono l’omosessualità con la morte o la prigionia. Altri paesi, come l’Egitto e la Tunisia, hanno leggi che criminalizzano l’omosessualità, ma non la puniscono con la morte.
Tuttavia, ci sono anche paesi a maggioranza islamica che hanno fatto progressi significativi nella promozione dei diritti delle donne, come la Tunisia e il Marocco, dove le donne hanno accesso all’istruzione e al lavoro.
In più, ci sono anche paesi a maggioranza islamica che hanno fatto progressi significativi nella promozione dei diritti LGBTQIA+, come la Turchia e la Malesia, dove le comunità LGBTQIA+ sono più visibili e attive.In molti paesi a maggioranza islamica, i diritti dei bambini sono tutelati dalla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC).
Tuttavia, la sua applicazione può variare notevolmente da un paese all’altro. Alcuni esempi di diritti dei bambini in questi paesi includono:
– Diritto alla vita e alla sopravvivenza: gli stati a maggioranza islamica riconoscono il diritto alla vita e alla sopravvivenza dei bambini.
– Diritto all’educazione: l’educazione è obbligatoria e gratuita in molti paesi a maggioranza islamica.
– Diritto alla salute: gli stati a maggioranza islamica riconoscono il diritto dei bambini a godere del miglior stato di salute possibile.
Stati a maggioranza ebraica
In Israele, le donne hanno diritti uguali a quelli degli uomini e sono rappresentate in tutti i settori della società, compresa la politica e l’esercito. La legge israeliana proibisce la discriminazione basata sul genere e prevede sanzioni per la violenza contro le donne, nonostante promuova la disparità salariale e la filosofia capitalista de “la donna scelga se la carriera o la maternità”.
Ovviamente le donne sono anche soggette alla sottorappresentazione e allo sfruttamento in molti settori, più che nella situazione europea.
Inoltre, i diritti LGBTQIA+ sono più avanzati rispetto a molti altri paesi del Medio Oriente:
L’omosessualità è legale dal 1988 e il paese ha riconosciuto le unioni civili tra persone dello stesso sesso dal 2020.
È vero anche, stando alle loro fonti, che Israele ha leggi che proteggono i diritti delle persone LGBTQIA+ e ha una comunità LGBTQIA+ attiva e visibile; questo allora stando alla propaganda ebraico-sionista, visto che sono di dominio pubblico le immagini di ebrei ortodossi che picchiano o molestano persone omobitransessuali, anche turisti, restando impuniti.
In Israele, i diritti dei bambini sono tutelati dalla legge e dalla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC). Alcuni esempi di diritti dei bambini in Israele includono:
– Diritto alla non discriminazione: Israele riconosce il diritto dei bambini a non essere discriminati in base alla loro origine etnica, religiosa o sociale.
– Diritto all’educazione: l’educazione è obbligatoria e gratuita per tutti i bambini in Israele.
– Diritto alla salute: Israele riconosce il diritto dei bambini a godere del miglior stato di salute possibile.
Ciononostante, Israele imbottisce di ideologismi e derive razziali i bambini fin dalla scuola elementare, se non prima, educandoli alla guerra e alla morte a tutti i palestinesi/islamici.
Il Cristianesimo in regioni a maggioranza islamica o ebraica
Il cristianesimo è una religione minoritaria in molti paesi a maggioranza islamica e ebraica, e i cristiani possono affrontare discriminazioni e persecuzioni. In alcuni paesi, come l’Iran, la Nigeria e l’Afghanistan, i cristiani sono considerati una minaccia per la sicurezza nazionale e possono essere perseguitati per il fatto stesso che credono in Dio.
Anche in Italia, molte persone di religione islamica parlano di “conversione dell’Europa” o di prendere il mondo nel nome del Corano e dei suoi dogmi. In Israele, i cristiani hanno pressochè diritti uguali a quelli degli ebrei e degli arabi, ma affrontano sfide legate alla loro identità religiosa e culturale, con episodi di razzismo, violenze e, in alcuni casi, conversioni forzate.
In sintesi, i diritti delle donne, della comunità LGBTQIA+ e dei cristiani variano notevolmente a seconda del paese e della cultura. È importante riconoscere le sfide e le discriminazioni che molte persone affrontano e lavorare per promuovere l’uguaglianza e la giustizia per tutti, in tutto il mondo.
Questo è un quadro non solo sulla questione Israelo-palestinese, dove propendo ad una soluzione di due popoli due stati, per la fine del genocidio e per le sanzioni ad Israele, stop alla vendita di armi ai sionisti e stop di vendita commerciale agli stessi, bensì un quadro per rappresentare la realtà in paesi e comunità che toccano, in un modo o nell’altro l’Italia, la Campania e anche l’Agro Nocerino-Sarnese, l’integrazione e l’accoglienza, oltre alla commistione di stili di vita, filosofie e mentalità.
Felice Vicidomini