Denise, 17 anni, trovata morta a Monserrato: il dolore della madre, “Educate i vostri figli”
La giovane è stata trovata senza vita il 9 agosto in via Don Bosco. La madre denuncia: “Subiva insulti continui, due giorni prima era stata accerchiata da 10 ragazzini”
MONSERRATO – Una comunità ancora sconvolta per la morte di Denise Mantega, appena 17 anni, trovata senza vita domenica 9 agosto a Monserrato, in via Don Bosco, sotto il ponte della metropolitana. Sul posto erano intervenuti i soccorritori del 118 e i carabinieri, ma per la ragazza non c’era ormai più nulla da fare.
Una tragedia che ha lasciato nello sgomento familiari, amici e l’intera comunità. Ma nelle parole della madre, Rayssa Atzori, il dolore si trasforma anche in un grido rivolto agli adulti e alle famiglie.
“Perché non educate i vostri figli?” è il senso dell’appello lanciato dalla donna dopo la morte della figlia. Secondo quanto raccontato dalla madre, Denise avrebbe subito insulti continui e, appena due giorni prima della tragedia, sarebbe stata “accerchiata da 10 ragazzini”.
Parole pesanti, che riportano al centro dell’attenzione il tema del bullismo, delle offese e della violenza psicologica tra giovanissimi.
La madre chiede che non si rimanga indifferenti davanti a episodi che possono sembrare, agli occhi degli adulti, semplici scherzi o bravate.
Le parole hanno un peso. E quando vengono ripetute ogni giorno possono lasciare ferite profonde.
La morte di Denise ha così aperto anche una riflessione dolorosa su ciò che accade tra i ragazzi, sul rapporto con i coetanei e soprattutto sulla responsabilità degli adulti nell’educare e nell’intervenire.
Intanto a Monserrato il ricordo della 17enne resta vivo. Una ragazza giovanissima, con tutta una vita ancora davanti, scomparsa troppo presto.
Alla memoria di Denise sono stati dedicati messaggi, pensieri e momenti di preghiera. La comunità si è stretta attorno alla famiglia in un momento di dolore immenso, mentre le parole della madre continuano a chiedere una risposta.
“Educate i vostri figli”: un appello che va oltre questa singola tragedia e che invita tutti a non sottovalutare mai le parole, gli insulti, le umiliazioni e i segnali di disagio dei ragazzi.
Perché dietro quello che può sembrare soltanto uno scherzo, a volte, può esserci una sofferenza che nessuno riesce a vedere.
Redazione tuttoqui.news