Esiste una condizione psicologica che vede uno Stato Sovrano, composto da milioni di cittadini, riconoscere quale leader e fantagovernante qualcuno che in realtà è a capo di un altro Paese. È il caso dell’Italia, la quale fa riferimento agli Stati Uniti sia politicamente che culturalmente.
Plagiati da sitcom, animazione e pop culture, si è sviluppata una mentalità che vede gli States come superiori, ma non solo: infatti ad oggi abbiamo adottato abitudini, tradizioni (Black Friday ed Halloween ad esempio) e modus relazionali e/o gestionali, anche di coppia e famiglia, classici degli USA.
Guardate un TG e noterete che parla di New York come se fosse la nostra Capitale legittima, più di Roma, nonostante la capitale americana sia Washington. Dagli anni 70 l’Italia è il maggior importatore di film statunitensi, di musica statunitense ed è stato il ponte da cui partire per un soft power lungo 40 anni.
Le varie MTV, VH1, DMAX, Real Time, ma anche Netflix, Pluto TV, Amazon, Motorola (negli anni 2000 c’era un Motorola ogni 4 cellulari) e la cultura pornografica. L’Italia, dalla caduta del fascismo ad oggi, ha prodotto film su film, serie su serie e perfino sitcom, con una vera esplosione negli anni 2000, ma ha sempre preferito Hollywood, la creazione del mito, la semplicità di un meccanismo rodato, la non difficoltà.
Oggi queste tracce sono evidenti, di fatti ci basti pensare a quanto il lifestyle dei nordamericani ci abbia influenzato e quanto anche la struttura del matrimonio stesso oggi sia americanizzato. Non è una questione di parità o divorzio, diritti ottenuti grazie alla sinistra italiana, nè alla lotta al patriarcato, ancora oggi trademark della sinistra, ma di come una verità di un’altra nazione, ripetuta attraverso la cinematografia e la TV, sia diventata, per emulazione e propaganda, parte della vita dell’Italia.
Pensiamo agli anni 2000, il maggior boom americano recente, contando che da lì, man mano, l’Europa ha provato a costruire una sua direzione pop che cercasse di incontrare quei fan scappati verso l’intrattenimento a stelle e strisce per riportarli “a casa”, e noteremo di come l’influenza USA ci abbia plasmato: Eminem, SmackDown, Britney Spears, gli MTV Awards, Jackass, Monster Jam, quello strano sport che mischiava basket, trampolini e la voce di Dan Peterson, le sitcom per ragazzi su Italia Uno e Boing, la musica Emo, Twilight, High School Musical e tanto altro. Non necessariamente tutto da buttare, anzi, però è innegabile il peso dell’influenza (monopaese) che c’è stata.
Ad oggi, infatti, è ancora tradizione italiana guardare “Home Alone” 1 e 2, Una Poltrona Per Due e la pletora di Christmas B Movies girati tra New York e l’Ohio durante le festività natalizie.
Contando questo, capirete da voi, quanto sia difficile, per noi italiani, prendere le distanze da uno Stato che ha le mani in ogni guerra, che viola continuamente il diritto internazionale, che usa l’arte e la pop culture come soft power, che impone dazi e resta impunito. La nostra opinione è plasmata da anni di sudditanza televisiva, che ci rende incapaci di essere oggettivi, visto che non siamo disposti a rinunciare a ciò che ci ha sempre intrattenuto e ci è sempre piaciuto.
Guarderemo sempre verso ovest, ogni volta che apriremo Netflix, che guarderemo i Simpson, American Dad, South Park, ogni volta che ci esalteremo per Randy Orton e Cody Rhodes, ogni volta che penseremo al basket, ad Hulk Hogan, ogni volta che leggeremo Bukowski, che guarderemo un quiz show, o riguarderemo Zoey 101, ogni volta che penseremo ad American Pie, a Mia Khalifa, a Jenna Jameson o alla rivista Playboy, ogni volta che mangeremo al Mc o al Burger King, e ci sembrerà assurdo criticare chi, in fondo, grazie al libero mercato, ha esportato uno standard generale, senza il quale nemmeno ti immagini più.
Peccato che Trump, da quando ha iniziato il suo mandato, ha dato più di un motivo per cercare altri miti. Egli, infatti:
– Ha firmato ordini esecutivi per ritirare gli Stati Uniti dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e dall’accordo di Parigi
– Ha congelato le assunzioni per i dipendenti federali e fondato il Dipartimento per l’efficienza del governo
– Ha annullato il ritiro di Cuba dalla lista come stato sponsor del terrorismo e le sanzioni sui coloni israeliani
– Ha emesso la grazia per circa 1.500 rivoltosi dell’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021
– Ha reso l’inglese lingua ufficiale degli Stati Uniti, eliminando di fatto lo spagnolo e le lingue native
– Ha ampliato l’accesso e ridotto i costi della fecondazione in vitro, nonostante all’opposizione si definisse contrario
– Ha abbassato i prezzi dei farmaci tra il 30% e l’80% in meno, pur contrastandone la vendita con propaganda anti-vaccini e anti-farmaci
– Ha imposto dazi del 25% su tutti i beni provenienti dal Messico e dal Canada e del 10% sulla Cina, almeno fino alla prossima puntata della telenovela “Tycoon e Dazi”
– Ha sospeso gli aiuti militari all’Ucraina per fare pressione su Zelens’kyj a negoziare la pace, intanto che ha stretto accordi di pace con Putin
– Ha firmato un accordo sulle terre rare con l’Ucraina
– Ha ripreso la campagna di “massima pressione” contro l’Iran
– Ha attaccato tre siti nucleari iraniani con i bombardieri B-2 Spirit
– Ha minacciato di prendere il controllo del Canale di Panama e di acquistare la Groenlandia
– Ha tagliato il budget dell’Environmental Protection Agency (EPA) del 30%
– Ha ampliato le concessioni per le trivellazioni petrolifere in Alaska e nel Golfo del Messico nonostante siano zone protette
– Ha imposto dazi su 180 stati del mondo
– Ha interrotto i servizi per l’app CBP One
– Ha ripristinato l’emergenza nazionale al confine meridionale, col Messico
– Ha aumentato l’autorità di deportazione delle agenzie come la Drug Enforcement Administration, che nasce con un ottimo pretesto, ma agisce per propaganda fascista
– Ha dato all’ICE il potere di deportare gli immigrati che arrivavano negli Stati Uniti legalmente, nonostante il visto (e possono anche sparare, visto quanto accaduto recentemente a Minneapolis)
– Ha stabilito quote di deportazione giornaliere e non solo verso El Salvador
– Ha chiuso le frontiere a chiunque negli ultimi 5 anni abbia mai postato qualcosa non in linea con l’idolatria isterica verso gli States e ancora e ancora e ancora
E nel frattempo… Beh, l’Italia agisce come detto sopra, con l’incapacità di giudicare oggettivamente le red flag di una dittatura.
Felice Vicidomini