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Campi Flegrei, il sindaco di Bacoli accusa il Governo: «La pazienza è finita»

Campi Flegrei, il sindaco di Bacoli accusa il Governo: «La pazienza è finita»
  • PubblicataSettembre 29, 2026

Bacoli. È un attacco durissimo quello rivolto dal sindaco di Bacoli al Governo e al Parlamento dopo la bocciatura, in commissione alla Camera dei Deputati, degli emendamenti e delle proposte destinati ad affrontare le conseguenze del bradisismo nei Campi Flegrei.

In una lettera indirizzata alle istituzioni nazionali, il primo cittadino parla di un «atto gravissimo» e di una «terra tradita», denunciando il mancato accoglimento di una serie di misure ritenute necessarie per sostenere cittadini, famiglie e attività economiche del territorio.

Tra le richieste respinte, secondo quanto riferito dal sindaco, figurano gli aiuti agli sfollati per gli interventi nelle abitazioni dichiarate inagibili, i fondi destinati alle famiglie che da settimane sono fuori casa, le risorse per le attività commerciali in difficoltà, i finanziamenti e i poteri speciali per la messa in sicurezza dei costoni e le risorse per consentire ai Comuni di assumere personale.

«No a ogni cosa. Senza rispetto. Senza pudore», scrive il sindaco, definendo quanto accaduto «inaudito» e «allucinante».

Il punto centrale della denuncia riguarda però il percorso istituzionale seguito per arrivare alle proposte. Secondo il sindaco di Bacoli, gli emendamenti non sarebbero il frutto di iniziative isolate dei primi cittadini, ma il risultato di un lavoro condiviso tra i Comuni di Napoli, Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida, la Regione Campania, i comitati civici e il Governo, nell’ambito di una cabina di regia convocata in Prefettura.

«Una cabina di regia che ha proposto soluzioni», sottolinea il primo cittadino, ricordando che le proposte sarebbero state condivise all’interno di quel tavolo istituzionale. La bocciatura, aggiunge, avrebbe riguardato emendamenti presentati sia dalle opposizioni sia dalla maggioranza.

Nel mirino del sindaco finisce anche il tema dello stato di emergenza. Da settimane, sostiene, il territorio sarebbe stato chiamato a rispondere alle critiche per non averne chiesto l’attivazione. Ma, secondo la sua ricostruzione, proprio nel momento in cui il Parlamento avrebbe avuto la possibilità di approvare misure concrete a sostegno dei cittadini flegrei, le proposte sarebbero state respinte.

«È un segnale che mostra assoluta mancanza di rispetto e di ascolto verso un territorio che urla, che grida di dolore», accusa.

Il sindaco rivendica quindi il lavoro svolto dalle amministrazioni locali, spesso in condizioni di difficoltà e con risorse limitate. E torna a puntare il dito contro Roma per quella che considera una risposta insufficiente al fenomeno del bradisismo.

«Le mancate azioni, da Roma, per affrontare il bradisismo stanno facendo più danni delle scosse», afferma, collegando direttamente la mancata risposta istituzionale ai disagi vissuti dalla popolazione.

La richiesta al Governo è ora quella di intervenire direttamente alla Camera e di approvare le misure elaborate nell’ambito del percorso istituzionale condiviso con i territori.

«Avete preso un impegno. Dovete mantenerlo», è l’appello rivolto alle istituzioni nazionali. «Approvate gli emendamenti. Quelli che avete condiviso insieme a noi. Quelli frutto di un enorme lavoro istituzionale. Quelli che servono alla nostra gente».

Il tono della lettera si fa quindi ancora più netto. Il sindaco precisa di avere «grandissimo rispetto per le istituzioni», ma avverte che «la pazienza è finita».

«Non chiediamo piaceri. Non elemosiniamo cortesie. Pretendiamo ciò che spetta ad un territorio ferito», scrive.

La conclusione è una promessa di mobilitazione istituzionale e politica a difesa delle comunità dei Campi Flegrei: «Noi difenderemo la nostra gente, la nostra terra. Faremo il nostro dovere. Fino in fondo».

E l’ultima frase racchiude il senso dell’intervento: «I Campi Flegrei vogliono tutto».

Redazione

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