Il Brasile ha appena inaugurato la prima Università Federale Indigena, un passo storico contro la logica coloniale imposta dagli europei fin da subito dopo il 1492. Questa università rappresenta una riparazione storica per i popoli indigeni, che per secoli sono stati esclusi dall’istruzione superiore e trattati da reietti, similmente alle persone Sinti e Rom in Europa.
L’Università Federale Indigena (UNIND) sarà gestita e diretta dagli stessi indigeni, con l’obiettivo di promuovere l’autonomia, la valorizzazione delle lingue e delle tradizioni, e la produzione di conoscenze scientifiche in dialogo con le pratiche ancestrali. La ministra dei Popoli Indigeni, Sônia Guajajara, ha dichiarato che l’UNIND è il risultato concreto degli sforzi di professori e professoresse indigeni/e che hanno lottato per una vera e concreta educazione pubblica finalizzata alla valorizzazione del sapere e delle pratiche definite, appunto, ancestrali.
Obiettivi dell’Università:
– Promuovere l’autonomia indigena nello svolgimento dell’insegnamento, della ricerca e dell’estensione, con una prospettiva interculturale.
– Valorizzare i saperi, le lingue e le tradizioni indigene, oltre al fattore dell’inclusività.
– Produrre conoscenze scientifiche in dialogo con le pratiche ancestrali.
– Formare quadri tecnici in aree strategiche per lo sviluppo dei territori indigeni volte alla valorizzazione delle terre non ancora colonizzate.
La sede dell’UNIND sarà a Brasilia, ma opererà in una rete integrata con altre istituzioni federali di istruzione superiore.
Dunque, in un’epoca di guerre e colonizzazioni/genocidi (Nigeria, Palestina, Sudan, Mozambico, USA, dove, in quest’ultima gli indigeni sono una piccolissima parte, risultato di anni di colonizzazioni e violenza) è bello sapere che almeno in Brasile, ci sia qualcuno che pensa ai “proprietari” del suolo su cui poggiano i piedi.In ogni Stato in cui si entra, va rispettata la flora, la fauna e la popolazione locale, le sue tradizioni e la sua legge, anche etica-morale. E con questo intendo ogni ospite, desiderato o non, che arriva per il principio di solidarietà a cui molti Paesi aderiscono da anni.
Un esempio? Mentre in Sudamerica si ricorre al valore storico, per rispettare chi è autoctono, in Italia le tradizioni vengono spesso edulcorate od eliminate addirittura per far spazio al nuovo che avanza. Condanno altresì il colonialismo fascista nel ventennio Mussoliniano, dove l’Italia è resa complice ed artefice di abomini nel nome di un ideale opposto alla mia morale.
Felice Vicidomini