Blitz sul Sarno, Borrelli in barca tra gli scarichi abusivi: “Un crimine contro il territorio”
NOCERA INFERIORE. La lotta ai reati ambientali lungo l’asta fluviale del Sarno si arricchisce di un nuovo capitolo. Un’ispezione condotta direttamente a bordo di un’imbarcazione ha messo nuovamente a nudo la piaga degli sversamenti illegali che devastano i corsi d’acqua dell’Agro Nocerino-Sarnese.
Il deputato Francesco Emilio Borrelli, affiancato da un gruppo di attivisti di Europa Verde tra cui Raffaele Vaccaro e Aniello Fasolino, ha percorso un lungo tratto del fiume e dei suoi condotti tributari per individuare le condotte abusive sotterranee, molte delle quali mimetizzate tra la vegetazione o sommerse lungo gli argini.
Un contrasto stridente: dalle sorgenti alla melma
Ciò che emerge dai sopralluoghi è un quadro paradossale e drammatico. Il corso d’acqua nasce con acque limpide e cristalline, ma bastano poche decine di metri e l’innesto dei primi collettori non censiti per trasformare la corrente in un flusso melmoso, opaco e maleodorante.
“Non è tollerabile che a tutt’oggi si permetta a pochi incoscienti di devastare un intero ecosistema per abbattere i costi di smaltimento” ha denunciato il parlamentare. “Il contrasto tra la purezza della sorgente e il degrado in cui versa il corso d’acqua poco più a valle è la testimonianza visiva di un crimine contro la salute pubblica.”
Il nodo industriale e la piaga dei condotti invisibili
Il periodo estivo coincide con l’apertura delle campagne di lavorazione conserviera, momento in cui la pressione sugli impianti di depurazione e la tentazione di aggirare i controlli aumentano notevolmente. Se da un lato esistono realtà produttive virtuose che utilizzano regolarmente i depuratori interni a tutela del territorio, dall’altro continuano a registrarsi condotti sprovvisti di tracciabilità.
Nel corso del blitz sono stati individuati diversi tubi di scarico sprovvisti di identificativo, da cui fuoriuscivano sostanze torbide in grado di alterare irrimediabilmente la qualità dell’acqua.
Le richieste agli organi di controllo
Al termine dell’ispezione sul campo, è stata sollecitata una verifica a tappeto da parte degli enti preposti e delle forze dell’ordine per:
- Mappare ed etichettare ogni singolo punto di immissione nei corsi d’acqua principali e secondari.
- Sigillare immediatamente tutte le condotte risultate prive di autorizzazione.
- Intensificare le ispezioni fisiche presso gli opifici industriali durante i picchi di produzione stagionale.
L’obiettivo dichiarato resta quello di spezzare una catena di omissioni e abusivismo che da troppi decenni condanna le comunità locali a convivere con miasmi insostenibili e rischi per la salute.
Redazione tuttoqui.news