Gerardo Montella: «Dopo il voto,il nostro impegno per Angri continua»
A tre mesi dal ballottaggio che ha visto l’affermazione dell’amministrazione Scoppa, l’ex candidato consigliere nella coalizione a sostegno di Pasquale Mauri analizza il bilancio elettorale, i primi passi della nuova giunta e le prospettive per i giovani angresi.
Tre mesi dopo il ballottaggio: oltre 150 voti e quella campagna hanno aperto un’opportunità concreta per Angri o restano solo un ricordo elettorale?
Il risultato è frutto di un lavoro durato alcuni anni: non un percorso individuale, ma quello di un gruppo di ragazzi che, politicamente, “non ha santi in paradiso”. Anzi, quei consensi testimoniano che le proposte concrete, l’ascolto, la dedizione e la presenza sul territorio hanno ancora un valore.
La città si è espressa democraticamente e la volontà popolare va sempre rispettata. Al di là delle differenze, credo che tutti i candidati alla carica di sindaco fossero accomunati dall’amore per Angri. In un momento complesso come quello attuale, scegliere di metterci la faccia richiede impegno, coraggio e una forte predisposizione al sacrificio. Diciamolo chiaramente: non è da tutti.
Per quanto mi riguarda, quando gli elettori ci accolgono e decidono di ascoltarci, dobbiamo pensare alle loro esigenze e ai problemi della comunità. Bisogna parlare di proposte concrete, raccontare quale visione si ha della città e spiegare le ragioni per cui si è scelto di condividere il programma di una coalizione.
Non certo parlare di dinamiche che richiamano l’inciucio, per poi nascondersi dietro un falso perbenismo. Sono metodi che appartengono a un modo becero di fare politica, che abbiamo sempre contrastato e che continueremo a contrastare con decisione.
Le campagne elettorali, però, hanno un inizio e una fine; dopo viene il momento di affrontare concretamente i problemi e di governare. Proprio per questo avrei preferito un confronto maggiormente incentrato sulle idee, sulle proposte e sulle diverse visioni della città.
A differenza della precedente competizione, questa volta non porto con me un ricordo del tutto piacevole, perché il dibattito è stato spesso condizionato da offese gratuite, illazioni personali e attacchi che hanno coinvolto persino i familiari o, addirittura, le “prospettive di vita” degli avversari. È stata un’occasione persa per costruire un confronto serio, anche acceso e passionale, ma orientato al bene di Angri. Credo sinceramente che, in alcuni momenti, siano stati superati i limiti della decenza.
Tuttavia, proprio alla luce di questi episodi, questa esperienza non può che spingerci a fare ancora di più. Gli attestati di stima ricevuti, per i quali sono profondamente grato, dimostrano che fare politica in modo sano e nel senso più nobile del termine è ancora possibile.
Per questo considero quei consensi più che un’opportunità: l’inizio di un nuovo percorso da coltivare attraverso l’impegno, l’ascolto e la partecipazione. Penso agli amici e alle amiche con cui abbiamo costruito una squadra, a chi era presente dal primo giorno e a chi si è aggiunto durante il cammino. A tutti loro rivolgo l’invito a non arrendersi e a continuare a guardare al futuro con lo stesso entusiasmo e le stesse speranze che ci hanno accompagnato durante questa avventura. Il nostro impegno per Angri non si fermerà qui.
Hai parlato di Forum dei Giovani: oggi, fuori dalla competizione, chi dovrebbe costruirlo e con quale ruolo vorresti esserci tu?
Ho avuto l’onore di coordinare il Forum dei Giovani per due anni e considero quell’esperienza una parte importante del mio percorso. Proprio per questo credo che oggi sia giusto lasciare spazio a una nuova generazione e a chi verrà dopo di noi.
A ricostruire il Forum devono essere innanzitutto i giovani di Angri. All’Amministrazione comunale e all’assessore competente spetta, invece, il compito di avviare il percorso necessario per la sua riattivazione, favorire nuove elezioni e garantire strumenti, risorse e spazi adeguati. Il Forum, infatti, è un organismo comunale di partecipazione attraverso il quale le nuove generazioni possono formulare proposte, rappresentare le proprie esigenze e dialogare con le istituzioni sui temi che le riguardano.
Ne ho parlato perché, purtroppo, questo organismo è rimasto inattivo per troppi anni. Nonostante le sollecitazioni e l’impegno di alcuni consiglieri comunali uscenti, soprattutto dell’amico Christian Montella, non si è riusciti a restituire ai giovani questo spazio di partecipazione. Chi ha condiviso con me l’esperienza del triennio 2016-2019 conosce bene i sacrifici e gli sforzi necessari per portare avanti le attività, soprattutto quando mancano mezzi e sostegno adeguati.
Riattivare il Forum soltanto come operazione di facciata o in prossimità di una competizione elettorale sarebbe inutile e persino dannoso. I giovani sono stanchi di illusioni e promesse mancate, chiedono di essere ascoltati e messi nelle condizioni di incidere realmente.
Il punto di partenza deve essere chiaro: il Forum appartiene ai giovani di Angri, indipendentemente dalle loro idee e appartenenze politiche. I suoi rappresentanti devono essere scelti democraticamente e devono poter operare in autonomia, sapendo di poter contare sulla collaborazione dell’Amministrazione e degli uffici comunali, senza condizionamenti.
Quanto al mio ruolo, posso soltanto dire che il Forum non deve appartenere a una parte politica o a chi lo ha guidato in passato: deve appartenere alle nuove generazioni di Angri.

Scoppa è in carica da tre mesi: il progetto per lo stadio Novi non ha ottenuto i fondi del bando ‘Sport e Periferie’, e anche gli 88mila euro regionali non sono arrivati. Secondo te sono errori di una macchina comunale da riorganizzare, o segnali di un metodo che non funziona?
Proprio perché la nuova Amministrazione si è insediata da appena tre mesi, credo che, per onestà intellettuale e senso di responsabilità, sia ancora prematuro esprimere un giudizio complessivo sulla gestione. Allo stesso modo, ritengo prematuro parlare già di un “metodo che non funziona”.
Questo, però, non significa ignorare quanto accaduto. Sono episodi sui quali è giusto fare chiarezza, individuando con precisione le cause e le eventuali responsabilità, politiche o tecniche. Solo partendo dai fatti e dalla documentazione si potrà comprendere se si sia trattato di errori occasionali, di problemi della macchina amministrativa oppure di carenze più profonde nell’organizzazione.
Come dicevo, terminata la campagna elettorale viene il momento di governare, che è un compito molto più difficile, soprattutto in una fase complessa come quella attuale. Mi auguro sinceramente che Angri non perda altre opportunità di finanziamento, perché la città ne ha bisogno.
Credo nel dialogo e nelle critiche, purché siano fondate e costruttive. Allo stesso tempo, chi amministra non deve mai considerarsi infallibile o autosufficiente. Governare significa assumersi la responsabilità delle proprie decisioni nei confronti di un’intera comunità. Tutti possono commettere degli errori, ma è necessario riconoscerli, spiegarli e correggerli. Sarebbe ancora più grave se un errore derivasse dalla presunzione di poter fare a meno del confronto o dalla sottovalutazione di aspetti tecnici e amministrativi fondamentali.
Quindi, oggi non parlerei ancora di un metodo fallimentare, ma di due segnali che non devono essere sottovalutati. L’Amministrazione ha il dovere di chiarire cosa sia accaduto e, se necessario, di intervenire sull’organizzazione degli uffici e sul coordinamento politico-amministrativo, affinché situazioni simili non si ripetano.
Mauri ha riconosciuto la sconfitta con fair play e ha ringraziato i giovani che si sono impegnati nella sua campagna. Tu senti ancora lui e il gruppo che si era formato? E se sì, state ragionando su collaborazioni concrete per Angri o il legame si è raffreddato dopo il ballottaggio?
Pasquale è, prima ancora che un politico, una persona di grande spessore umano, legata a valori e principi che oggi sono sempre più rari, in politica e non solo. Ha sempre dimostrato di essere consapevole e riconoscente degli sforzi e dei sacrifici compiuti da tutta la squadra, anche dopo un risultato diverso da quello sperato.
Per me la coerenza, la lealtà e l’onestà sono valori non negoziabili, pertanto mi sento di dirti che non rinnego e non rinnegherò mai questa scelta. Senza nulla togliere agli altri candidati alla carica di sindaco, tutte persone rispettabili che hanno avuto il coraggio di mettersi in gioco, resto convinto che Pasquale Mauri rappresentasse la figura più adatta, per esperienza e conoscenza amministrativa, a guidare Angri fuori dalle sue difficoltà e a favorire la crescita di una nuova classe dirigente. Una sua vittoria, infatti, avrebbe portato un significativo rinnovamento all’interno del Consiglio comunale, valorizzando nuove competenze ed energie.
La sua lunga esperienza nelle istituzioni costituisce ancora oggi una risorsa per la città. Credo che possa offrire molto anche nella formazione di quei giovani che desiderano avvicinarsi alla vita pubblica con serietà e consapevolezza.
Naturalmente, dal post ballottaggio, continuiamo a sentirci e a confrontarci. Anche il gruppo nato durante la campagna rappresenta un patrimonio: ci incontriamo e discutiamo di proposte concrete per Angri, con particolare attenzione ai giovani, alle periferie e alle opportunità di crescita del territorio.
Non abbiamo interesse a mantenere in vita una semplice sigla elettorale. Vogliamo preservare un gruppo di persone unite dall’impegno per la città e trasformare l’esperienza della campagna elettorale in partecipazione concreta. Il risultato non ha interrotto quel percorso: semmai ci ha dato una responsabilità in più.

Sulle collaborazioni: sei pronto a lavorare con chi ha vinto al ballottaggio su progetti per Angri, o la sconfitta rende tutto più complicato?
Governare è un compito arduo e molto complesso, mentre la possibilità di perdere fa parte di ogni competizione democratica. Quando si sceglie di metterci la faccia, lo si fa mettendo in conto ogni risultato, compresa la sconfitta. L’importante è accettare la volontà degli elettori e continuare a impegnarsi con la stessa serietà.
La rappresentanza istituzionale può offrire maggiori strumenti, ma l’impegno politico e civico non è un’esclusiva di chi ricopre una carica.
Insieme al gruppo e agli amici con cui ho iniziato questo percorso, stiamo seguendo con attenzione l’operato dell’Amministrazione. È inevitabile che emergano visioni differenti e, quando lo riterremo necessario, non rinunceremo a esprimere critiche, purché siano fondate, responsabili e accompagnate da proposte. Allo stesso modo, i provvedimenti realmente favorevoli alla comunità troveranno il nostro appoggio, indipendentemente da chi li presenterà.
La città ha scelto, premiando un programma rispetto a un altro, e questo risultato deve essere rispettato. Allo stesso tempo, non si può dimenticare che quasi settemila elettori hanno sostenuto una proposta alternativa: anche quelle persone, le loro esigenze e le loro idee meritano ascolto e rispetto.
Collaborare, quindi, non significa rinunciare alla propria identità o appoggiare ogni decisione in maniera acritica. Significa confrontarsi nel merito, sostenere ciò che fa bene ad Angri e proporre soluzioni diverse quando si ritiene che una scelta non risponda agli interessi della città. Con la speranza che si superi finalmente questa sorta di allergia al dissenso e alle idee differenti e che entrambi siano considerati strumenti di crescita personale e collettiva, purché espressi in modo civile, responsabile e rispettoso.

L’ANALISI
Le parole di Gerardo Montella restituiscono la fotografia di una politica locale che non si esaurisce con lo spoglio delle schede elettorali. Tra la necessità di riattivare canali di partecipazione giovanile come il Forum e il dovere di un’opposizione vigile sui temi chiave del territorio — dalla gestione dei fondi pubblici alle infrastrutture sportive —, il gruppo legato a Pasquale Mauri intende continuare a far sentire la propria voce. In una fase in cui la nuova amministrazione affronta i primi banchi di prova, il dibattito politico ad Angri si preannuncia aperto e tutt’altro che archiviato.
Redazione