Angri, fondi regionali sfumati: Fratelli d’Italia attacca la Giunta per un vizio di forma

Ammonta a 200mila euro il finanziamento della Regione Campania che il Comune di Angri si è visto soffiare da sotto il naso. Un’opportunità perduta che ha scatenato la dura reazione politica di Fratelli d’Italia, pronta a puntare il dito contro gli uffici di Palazzo di Città e l’esecutivo locale.
La risorsa economica avrebbe dovuto sostenere l’iniziativa “Valle di Storie: Trame di Fede, Terra e Digitale” — una proposta da 220mila euro complessivi formulata in sinergia con la vicina Scafati per la promozione del patrimonio locale, tra percorsi religiosi, tradizione enogastronomica e innovazione tecnologica.
La causa del rigetto: la quota di cofinanziamento
Alla base della bocciatura da parte degli uffici regionali non ci sarebbe una bocciatura di merito sul piano culturale, bensì un mancato adempimento di natura amministrativa (in particolare il mancato rispetto dell’articolo 5.1.2 del bando).
A fare la differenza sarebbe stata la gestione della quota di cofinanziamento locale:
- Scafati (Comune capofila): ha inserito correttamente i propri 12mila euro d’impegno con tanto di variazione di bilancio.
- Angri: secondo quanto denunciato dai rappresentanti di FdI, non avrebbe formalizzato nella delibera di Giunta la propria quota di competenza, pari a 8mila euro.
“Far scivolare via 200mila euro di contributi regionali per non aver riportato in delibera una copertura obbligatoria da soli 8mila euro è un fatto gravissimo” fa sapere il direttivo locale di Fratelli d’Italia, sottolineando come la svista sia puramente procedurale e del tutto evitabile a fronte dell’operato del municipio capofila.
L’opposizione pretende risposte
Con una nota formale, il gruppo di centrodestra incalza ora la compagine di governo chiedendo massima trasparenza verso la cittadinanza. Restano infatti da chiarire le dinamiche del disguido:
- Si è trattato di una disattenzione nella stesura dell’atto?
- C’è stata una diversa interpretazione dei requisiti richiesti dal bando?
- Chi aveva l’onere di controllare la regolarità della documentazione prima dell’invio finale a Napoli?
La vicenda lascia l’amaro in bocca per un progetto di sviluppo turistico e culturale che, pur valido, si è impantanato negli ingranaggi della burocrazia cittadina.
Redazione tuttoqui.news