Angri, dalla bellezza dei monti all’abbandono: il grido dei residenti di Fondo Badia, area trasformata in discarica
Un paesaggio mozzafiato incorniciato dalla bellezza dei monti ferito dall’incuria e dall’abbandono: è lo scenario di degrado che caratterizza alcune zone periferiche e quartieri residenziali della città, dove alle promesse mancate si sommano problemi di sicurezza e decoro urbano.
Le immagini parlano chiaro e documentano una situazione di abbandono che merita l’attenzione immediata delle istituzioni e del sindaco Alfonso Scoppa, dichiarano alcuni residenti della zona.
Nelle aree periferiche si assiste purtroppo a un progressivo deterioramento di spazi che dovrebbero rappresentare polmoni verdi o luoghi di vivibilità urbana.
Negli scatti fotografici è possibile osservare il netto contrasto tra la natura circostante e la triste realtà di zone verdi invase da sterpaglie incontrollate, vegetazione selvatica non curata e vere e proprie discariche abusive a cielo aperto.
Tra cunette stradali, recinti divelti e spazi incolti fanno la loro comparsa cumuli di rifiuti di ogni genere, scarti di lavorazione, plastica e materiali di risulta, che deturpano il decoro urbano e rappresentano un potenziale pericolo igienico-sanitario.
Una situazione complessa che si intreccia con le responsabilità delle proprietà e degli enti locali. Entrando nel dettaglio della zona, si sa che l’area in questione è di proprietà della Curia (chiesa San Benedetto): da alcuni anni, una piccola porzione era stata recintata e chiusa, ma nel giro di pochi giorni la staccionata fu divelta, lasciando nuovamente il terreno in balia dell’incuria.
Una nota positiva è arrivata invece per la porzione di terreno adiacente, di proprietà comunale, che pochi giorni fa è stata finalmente interessata da un’attenta bonifica e da una necessaria potatura delle erbacce in seguito a un evento.
Il quadro del degrado locale, tuttavia, non si ferma qui. A completare lo scenario di abbandono c’è la situazione critica della vecchia sede del 118 di Fondo Badia (postazione liberata nel 2010/11), una struttura ormai del tutto dimenticata e trasformata a sua volta in una discarica a cielo aperto.
Una somma di criticità che solleva il forte malcontento dei residenti della zona.
I cittadini chiedono a gran voce interventi tempestivi e risolutivi, una maggiore sinergia tra istituzioni e Chiesa, un controllo stringente del territorio e un piano costante di manutenzione per restituire finalmente dignità, decoro e sicurezza ai quartieri periferici.
JeanFranck Parlati (©) 2026
